Secondo uno studio italiano presentato lo scorso anno a Chicago presso l’American College of Cardiology, i pazienti cardiopatici sottoposti a intervento che ricevono consulenza infermieristica specializzata presentano il 30% in meno di probabilità di subire un secondo evento nei successivi 5 anni, rispetto a coloro che ricevono esclusivamente cure standard.
ALLEPRE, lo studio sull’impatto della consulenza infermieristica
Tra le principali cause di decesso, le malattie cardiovascolari occupano stabilmente i vertici delle statistiche mondiali.
In seguito a una sindrome coronarica acuta o a un ictus, il paziente dovrebbe adottare un regime terapeutico rigoroso, assumendo i farmaci prescritti, riducendo il peso in eccesso e seguendo una dieta salutare.
Tuttavia, molti pazienti incontrano serie difficoltà nel mantenere costanti simili cambiamenti dello stile di vita.
Per far fronte all’aumento delle complicanze e delle cronicità cardiologiche, i sistemi sanitari dovranno dotarsi di strumenti più efficaci per sostenere i pazienti in questo percorso.
Per affrontare tale sfida, la sanità ha individuato nell’infermiere uno degli operatori più idonei a occuparsi di prevenzione primaria e secondaria.
Lo studio multicentrico ALLEPRE (ALLiance for sEcondary PREvention after an acute coronary syndrome), condotto in Emilia-Romagna, rappresenta la prima e più ampia indagine volta a valutare gli esiti di un intervento educativo condotto su un periodo di follow-up prolungato.
Lo studio pubblicato nel 2018 su American Heart Journal, e presentato recentemente negli USA, raccoglie 5 anni di conferme costanti sugli interventi infermieristici.
Lo studio italiano che fa riflettere il mondo intero
Per la verifica degli esiti sono stati arruolati oltre 2.000 pazienti in sette diversi ospedali italiani.
Metà del campione è stata seguita da infermieri che hanno frequentato un corso di formazione specialistica in prevenzione cardiologica secondaria della durata di tre giorni.
L’altra metà dei pazienti è, invece, stata destinata al follow-up standard, che prevedeva almeno tre visite cardiologiche nell’arco dei successivi cinque anni.
Gli infermieri hanno seguito i pazienti cardiopatici in almeno nove sessioni durante lo stesso arco temporale.
In ogni colloquio, la consulenza infermieristica consisteva nella verifica dei fattori di rischio cardiovascolare, dell’aderenza terapeutica e dell’effettiva adozione di stili di vita salutari.
Qualora necessario, gli infermieri avevano la facoltà di indirizzare i pazienti verso il cardiologo o altri specialisti di riferimento.
Meno mortalità cardiaca con la consulenza infermieristica
I risultati evidenziano un tasso di mortalità a cinque anni ridotto del 30% nei pazienti sottoposti a follow-up infermieristico.
Tale traguardo è stato raggiunto grazie alla minore incidenza di eventi cardiaci rispetto al gruppo privo di consulenza specialistica, che prevedeva esclusivamente visite programmate ogni 18 mesi circa.
Tuttavia, non si sono osservate differenze significative tra i due gruppi in termini di cessazione del tabagismo o livelli di colesterolo LDL.
I ricercatori affermano che saranno necessarie ulteriori analisi per verificare il reale rapporto costo-efficacia dell’implementazione di un programma di follow-up infermieristico; tuttavia, come sostiene la prima autrice dello studio, la Dott.ssa Magnani: “Spostare la valutazione del rischio cardiovascolare dai medici ad altri operatori sanitari può essere un modo sostenibile per migliorare l’efficacia e l’accessibilità delle cure per la prevenzione cardiovascolare secondaria“.
Si tratta di una significativa conferma delle competenze infermieristiche, che dimostra come il ruolo di questi professionisti sia essenziale non solo in ambito ospedaliero, funzionale all’attività di reparto, ma in misura crescente anche come figura intervento con programmi di implementazione della salute del cittadino, come stanno dimostrando sempre di più gli infermieri di famiglia e di comunità.
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Tale contributo appare cruciale per affrontare le sfide del prossimo futuro: in uno scenario demografico in cui la popolazione fragile supererà quella produttiva, la sanità non può più prescindere dalla sempre più necessaria consulenza infermieristica.
Fonti dell’articolo:
- Paoli G, et al. ALLiance for sEcondary PREvention after an acute coronary syndrome. The ALLEPRE trial: A multicenter fully nurse-coordinated intensive intervention program. Am Heart J. 2018 Sep;203:12-16. doi: 10.1016/j.ahj.2018.06.001. Epub 2018 Jun 12. PMID: 29966801.
- ACC News Story. MIGHTy-Heart and ALLEPRE: Advanced Care Coordination Following Hospital Discharge. American College of Cardiology. [link].
Autore: Dario Tobruk (seguimi anche su Linkedin – Facebook – Instagram – Threads)
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