Esulta la FNOPI: “Gli infermieri italiani siedono ai tavoli di un organismo europeo!”

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Come annunciato in pompa magna (VEDI) dalla Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche, finalmente «gli infermieri d’Italia, rappresentati dalla FNOPI, siedono ai tavoli di un organismo europeo».

Trattasi del Comitato tecnico scientifico europeo (Ctse) che riunisce le migliori eccellenze del mondo sanitario (300 specialisti ed esperti del settore) per indirizzarsi verso un’assistenza moderna, pronta ed efficiente e affrontare le sfide di domani.

Sarà la presidente della Federazione Barbara Mangiacavalli, nominata ufficialmente componente del Ctse presso il Parlamento europeo, a rappresentare gli infermieri del bel paese.

Come spiegato a Bruxelles dall’eurodeputata di Forza Italia Luisa Regimenti, componente della commissione Sanità a Strasburgo e presidente del Ctse: «A Bruxelles si studia e si progetta il futuro– ha proseguito Regimenti – perché la scienza si sta innovando profondamente, con la medicina a distanza, la telemedicina, la medicina digitale, il metaverso.

Proprio alla luce di queste grandi innovazioni, che modificano il rapporto medico-paziente, occorre però darsi nuove regole e un rinnovato codicedeontologico.

Questo – ha concluso – può avvenire solo in Europa, perché il malato sappia che ci sono protocolli e farmaci uguali per tutti i Paesi, che varranno gli stessi principi etici in ogni parte dell’Unione, che attraverso una cartella sanitaria unica europea i dati dei pazienti saranno disponibili per tutte le strutture sanitarie UE. Il futuro è qui».

Speriamo quindi che questo sia un vero e memorabile passo in avanti, in grado di adeguare seriamente la professione infermieristica italiana a determinati standard europei.

Perché se è vero che alcuni (pochissimi) infermieri esultano e scalano… Tutti gli altri, invece, sprofondano e “spalano” (…). Sviliti, demansionati, non riconosciuti, ostaggio delle aziende e con uno stipendio che, ahinoi, è davvero lontanissimo da quegli standard europei tanto decantati.

Giusto per ricordarlo: lo stipendio medio degli infermieri italiani relativo al 2020 (dati Ocse) è di circa 39.000 dollari, contro gli 87.000 di quelli belgi, 59.000 dei tedeschi (dato del 2018), 56.000 di quelli spagnoli e 48.000 dei britannici.

E a proposito di professionisti oltre manica… A quanto pare loro si starebbero preparando al primo sciopero su scala nazionale nei 106 anni di storia del loro sindacato, il “Royal College of Nursing”, col fine di chiedere a brutto muso un adeguamento salariale per contrastare l’inflazione record.

E noi…? Ci accontentiamo dei festeggiamenti dei nostri sindacati per il ridicolo aumento ottenuto nel CCNL 2019/2021? O delle nuove promesse del nuovo ministro Schillaci, che ha appena dichiarato di voler “gratificare” gli operatori sanitari entro i suoi primi 100 giorni di mandato?