Finte vaccinazioni, arrestato “infermiere ballerino” e… Massaggiatore?

E. L., 51enne di Falconara (Ancona) implicato in un giro di finte vaccinazioni ai no vax in cambio di denaro, è stato arrestato l’atro ieri mattina. Il professionista, presentato dai media come “infermiere ballerino” (VEDI) in quanto sarebbe anche maestro di Zumba, è finito in carcere con l’accusa di corruzione, falso ideologico e peculato in concorso.

Era già stato in carcere

L’uomo, che era già stato in carcere alcuni anni fa per una rapina a un istituto di vigilanza, è stato prelevato dagli agenti della squadra mobile intorno alle 7:30, all’esterno di una palazzina di Collemarino.

Come riportato da Il Resto del Carlino, alla vista dei poliziotti il 51enne è rimasto “sorpreso, non si aspettava di essere fermato così, all’improvviso, all’esterno di un anonimo palazzo del quartiere a nord del capoluogo dove si era recato, da infermiere, per fare un massaggio a un suo presunto cliente.”

Dopo l’arresto, E. L. è stato prima accompagnato presso il suo domicilio, dove gli agenti hanno effettuato una perquisizione, e in seguito nel centro sportivo Paolinelli di via Schiavoni (Ancona), divenuto da un anno hub vaccinale e dove il professionista ha commesso i reati che gli vengono contestati.

Ballerino e massaggiatore

Trattasi perciò di un “infermiere ballerino” che fa massaggi a domicilio? Che confusione. Non è la prima volta, purtroppo, che i media dimostrano di sapere poco o nulla circa la figura infermieristica e danno in pasto ai cittadini, inconsapevolmente (o almeno ce lo auguriamo), delle informazioni altamente confondenti.

Con questo non vogliamo insinuare affatto che un infermiere (E. L. È regolarmente iscritto all’Ordine di Ancona, abbiamo controllato) non possa e non debba essere anche un istruttore di Zumba o specializzato in qualsivoglia tecnica di manipolazione corporea, ma…

Perché scrivere quel “da infermiere” come se ogni infermiere, per definizione, fosse solito massaggiare l’utenza? Non è affatto una sottigliezza, purtroppo: nell’immaginario collettivo (e non solo) la categoria infermieristica fa un’immane fatica a crescere davvero.

Una crescita difficoltosa, quella degli infermieri

Ancora oggi, nonostante le specifiche responsabilità che la caratterizzano, la categoria viene sottovalutata, bistrattata, vista come un’accozzaglia di factotum al servizio dei medici (e non solo), presa in giro senza ritegno dalla politica (VEDI) e a dir poco schiavizzata in nome del bene del paziente, della carenza di personale, del risparmio aziendale, della vocazione, della missione e Dio solo sa di quali altri concetti concepiti solo per sfruttare i professionisti.

Da eroi a vittime

Sì, forse siamo un po’ permalosi. Ma a questo punto, cari media e cari cittadini, concedetecelo. Noi infermieri siamo passati dall’essere ‘eroi’ (squattrinati) a vittime (sempre squattrinate) di continue aggressioni (VEDI) indegne di un paese civile.

Siamo pochi, massacrati dalla carenza di personale, malpagati, compensiamo da sempre (anche se a denti stretti) la carenza di altre figure e iniziamo a essere stufi (VEDI) della descrizione che, ad ogni mela marcia che si affaccia all’orizzonte (capita anche in casa nostra, purtroppo), i media fanno confusamente di noi.

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Infermiere di Emodinamica presso il Policlinico Umberto I di Roma e Redattore per Dimensione Infermiere (Maggioli Editore). Autore della raccolta di racconti "La suocera sul petto e altre storie vere" (Ianieri Edizioni, 2018), del romanzo "Buonanotte madame" (0111 Edizioni, 2014) e coautore del manuale di divulgazione scientifica "Assistenza respiratoria domiciliare - il paziente adulto tracheostomizzato in ventilazione meccanica a lungo termine" (Ed. Universitalia, 2013).

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