“Era tutto finto” infermieri inscenano un monologo teatrale per i negazionisti

Era tutto finto infermieri inscenano un monologo teatrale per sensibilizzare i negazionisti
"Era tutto finto" infermieri inscenano un monologo teatrale per sensibilizzare i negazionisti

Sembra proprio che un collega abbia finalmente svuotato il sacco: “Era un inganno, ci avete scoperto. Tutta questa è pura finzione. La messinscena era grande e necessitava di grandi finanziamenti, Big Pharma, miliardari ma anche scenografi ingaggiati per la nostre oscure trame“. Stanco della continua messinscena di questi mesi, un gruppo di infermieri bolognesi hanno messo su un monologo per raccontare la vera verità: “Non chiamateci terroristi o assassini. Siamo solo artisti del terrore!“.

“Era tutto finto” infermieri inscenano un monologo teatrale per sensibilizzare i negazionisti

È attraverso un monologo teatrale che un gruppo di infermieri, tra cui Antonio Capodieci, che ha realizzato il video, e Gianluca La Rocca, che lo ha interpretato, provocano i negazionisti. E lo fanno usando le loro stesse armi: la finzione e la menzogna.

Sui social, con la continua diffusione di fake news, la pandemia è stata continuamente messa in discussione. Più di qualcuno ha chiamato gli infermieri assassini e terroristi, ipotizzando che il Covid fosse tutta una finzione per portare avanti interessi economici a beneficio delle grandi multinazionali e che gli operatori sanitari fossero coinvolti in questo inganno: “Era un inganno, ci avete scoperto. Tutta questa è pura finzione. La messinscena era grande e necessitava di grandi finanziamenti, Big Pharma, miliardari ma anche scenografi ingaggiati per la nostre oscure trame“.

Il negazionismo non si ferma di fronte a niente, nemmeno davanti agli infermieri morti per Covid, ragion per cui nel monologo è inevitabile ammettere che “Le maggiori difficoltà sono state riscontrate nel convincere le famiglie nel fingere di aver perso un proprio caro. È stato ideato un tariffario del dolore dove il pagamento era proporzionale all’intensità del dolore che si riusciva a dimostrare”, un indotto di “finti reparti Covid“, un enorme spreco di soldi pubblici nell’acquistare “migliaia di ventilatori mai accessi e mai utilizzate” e soprattutto, il più grande diletto degli operatori sanitari: la sopraffine arte di far girare “ambulanze vuote a sirene spiegate per terrorizzarvi“.

Come giustificare la morte di decine di colleghi?Ricordate gli operatori sanitari morti? In realtà sono vivi. Come compenso hanno avuto un mantenimento a vita in un posto paradisiaco molto in alto“. Alla fine l’infermiere-attore ammette la sconfitta intellettuale di fronte ad un pubblico preparato a suon di articoli su facebook e fakenews: “abbiamo sottovalutato la vostra intelligenza, non abbiamo tenuto conto della vostra preparazione nella scienza. Acquisita semplicemente dal vostro smartphone, seduti sul vostro tono personale mentre espletate i vostri più elementari bisogni“.

Pertanto, a carte scoperte, è ora di dare un nome a tutto questo: “Non chiamateci terroristi o assassini. Siamo solo artisti del terrore“. Per terminare il monologo lasciandoci con un dubbio amletico all’altezza di un film di Christopher Nolan: “È un finto monologo o vi abbiamo svelato trame oscure? Se sono un attore o un vero operatore sanitario, lo potrete dedurre da soli. Se la vostra realtà è per me finzione o se le vostre menzogne sono per voi verità, se io sia l’ingannato e voi gli ingannatori o se siete voi che ingannate, fingendovi ingannati? Difficile da dire vero?

Autore: Dario Tobruk (FacebookTwitter)

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Infermiere di Unità Coronarica e Cardiologia, Master in Tecniche ecocardiografiche (UniCattolica). Web Content Editor medico-scientifico, iscritto al Master in Giornalismo e Comunicazione istituzionale della scienza. Nel 2016, in collaborazione con la casa editrice Maggioli, ha fondato DimensioneInfermiere.it.

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