Gianni Minà sugli infermieri: «O “angeli” o disgraziati da bastonare quando non riescono nella loro “missione”»

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Sulla questione dei medici e degli infermieri cubani giunti in soccorso della Calabria, in questi giorni c’è stato un interessante botta e risposta tra Massimo Gramellini (Corriere della Sera) e Gianni Minà. Con quest’ultimo che, in un pezzo pubblicato da il Faro di Roma, ha ricordato la sofferenza della categoria infermieristica italiana.
Al limite della sopravvivenza In replica al presunto «sfruttamento» e alla «una chiara violazione dei diritti umani» denunciata da Gramellini sull’avvento dei professionisti oltreoceano, Minà ha infatti parlato di «scena obbligata» e ha ricordato che «la Germania e il Portogallo ad esempio, stanno da tempo “importando” molti nostri infermieri, stanchi delle paghe italiane non i linea con i parametri europei, ma soprattutto per le condizioni di lavoro che loro stessi definiscono “inaccettabili” aggravati anche dalla pandemia che ha creato una situazione al limite della sopravvivenza». Per non morire di stress Sempre affrontando la crisi della sanità e dell’infermieristica italiana, Minà ha aggiunto: «In Piemonte, a gennaio scorso, la categoria è scesa in piazza per denunciare una situazione da tempo insostenibile: “Gli infermieri hanno richiesto assunzioni, ma anche riconoscimenti economici per gli straordinari (…) Molti sono morti, molti si sono licenziati per non morire di stress e per accudire le proprie famiglie (…) chiedendo per il solo Piemonte l’assunzione di almeno 4 mila unità per rispondere alle esigenze del territorio”.»

Eppure, durante la pandemia, fatta di tanta paura, tanta sofferenza, tanti morti e del tetro ricordo del lockdown, sembrava che un po’ tutti (politici inclusi) avessero finalmente capito l’importanza dei nostri professionisti sanitari e di quanto fosse indispensabile trattarli meglio.
Disgraziati da bastonare «Ma si sa, nel nostro Paese non c’è mai una via di mezzo: le persone in prima linea, medici, infermieri, maestri, professori, o sono “angeli” salvatori della salute e della nostra cultura, o sono disgraziati da bastonare quando non riescono nella loro “missione”» conclude amaro Gianni Minà.