Giornalista di Omnibus (La7) chiede scusa agli infermieri per il loro stipendio

Giornalista di Omnibus (La7) chiede scusa agli infermieri per il loro stipendio
Giornalista di Omnibus (La7) chiede scusa agli infermieri per il loro stipendio

La coordinatrice e rappresentante dell’OPI di Brescia Stefania Pace, intervistata dalla giornalista Gaia Tortora di Omnibus, un programma di approfondimento giornalistico del canale LA7, rivela lo stipendio degli infermieri al totale delle loro indennità (turnazione sulle 24h, terapia intensiva, rischio biologico, ecc..).

Ben 1650€, praticamente meno di un operaio specializzato o un impiegato di medio livello, e senza la possibilità di carriera verticale o alcun riconoscimento economico di conseguenza. Per un lavoro di altissima responsabilità, con un dispendio fisico e mentale al limite dell’usura, il rischio perenne per la propria salute e solo oggi riconosciuta a livello sociale con tutte le manifestazioni di gratitudine da parte dei cittadini.

La giornalista Gaia Tortora: “È una vergogna…”

Le parole, meditate della giornalista e che probabilmente non ascoltano per la prima volta questa indecenza si aprono con un monito per tutta la società: “È una vergogna…“.

Così come premesso dalla presidente dell’OPI di Brescia, questi non sono i tempi per un riconoscimento economico, e solo a fine emergenza sarà necessario prendere atto della situazione:

“…dopo inevitabilmente bisognerà ricordarselo perché mi viene da scusarmi a me con loro per questa situazione, per quanto vengono pagati a fronte di tutto quello che stanno facendo, perché, ve lo ricordo, in tutta questa situazione sono loro che sono accanto ai nostri parenti fino alla fine, probabilmente, quando va male. Sono gli ultimi volti che possono vedere in questa situazione, quindi non dovremo essere grati ma molto di più…

Infine a chiusura di programma: “Davvero viene da chiedere scusa, chiedo scusa io a tutti questi infermieri perché c’è da vergognarsi!

Professione infermiere: alle soglie del XXI secolo

Professione infermiere: alle soglie del XXI secolo

Caterina Galletti, Loredana Gamberoni, Giuseppe Marmo, Emma Martellotti, 2017, Maggioli Editore

La maggior parte dei libri di storia infermieristica si ferma alla prima metà del ventesimo secolo, trascurando di fatto situazioni, avvenimenti ed episodi accaduti in tempi a noi più vicini; si tratta di una lacuna da colmare perché proprio nel passaggio al nuovo millennio...



Che sia finalmente arrivato il momento per un riconoscimento sociale ed economico dell’infermiere? Viene da chiedersi se fosse davvero necessario una pandemia mondiale affinché la società, le istituzioni e i media si rendessero conto del valore dei suoi infermieri dopo che per anni lo ha bistrattato e offeso in tutti i modi possibili.

L’infermiere però è abituato a questo stato di cose, sa che dovrà aspettare la fine dell’emergenza e forse qualcosa in più prima che tutto ciò avvenga veramente. Noi intanto, aspettiamo fiduciosi e continuiamo a fare il nostro dovere, così come abbiamo sempre fatto, così come sempre faremo.

La videointervista alla presidente OPI di Brescia

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Infermiere di Unità Coronarica presso ASST Garda, frequenta il Master in Tecniche ecocardiografiche presso UniCattolica di Brescia. Tra i molti interessi, ha una certa vocazione per tutto ciò che viene percorso da "corrente elettrica": computer, macchine, internet. Da grande, nel futuro, spera di curare i cyborg.

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