Grazie per il francobollo, ma… Quando arriveranno riconoscimenti veri per gli ‘eroi’?

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Sono 550.000 gli operatori sanitari stremati da 14 mesi di emergenza Covid. E non solo dal punto di vista prettamente ‘lavorativo’ (turni massacranti, ferie rimandate, ecc.): secondo un recentissimo report dell’Inail (VEDI) prendendo in considerazione tutti i lavoratori italiani contagiati sul lavoro (165.000 denunce in totale aggiornate a fine marzo), circa un terzo delle morti totali ha riguardato il personale sanitario e socio-assistenziale.

Tecnici della salute, i più colpiti dal Covid

La categoria dei tecnici della salute, in particolare, è stata quella più colpita con il 38,5% dei casi denunciati, l’82,7% dei quali relativi a infermieri, e l’11,4% dei decessi codificati (il 67,7% infermieri). Seguono poi gli operatori socio-sanitari (19% delle denunce e il 5,2% dei decessi), i medici (8,8% delle denunce e il 6,8% dei decessi), gli operatori socio-assistenziali (7,2% delle denunce e 2,8% dei decessi) e infine il personale non qualificato nei servizi sanitari come gli ausiliari, i portantini e i barellieri ( 4,8% delle denunce e 4,1% dei decessi).

Sono 550.000, quindi. E continuano a rischiare la propria salute mentale e fisica lì, in trincea, pressoché nudi (VEDI), in trepidante e verginale attesa di un rinnovo contrattuale che faccia giustizia alle proprie condizioni lavorative ed economiche.

Già, perché il tempo degli ‘eroi’, delle promesse e delle continue testimonianze strappalacrime in favore di questo o di quell’operatore sanitario sembra ormai finito ed ora è giunto davvero il momento di riconoscere, coi fatti e non con le chiacchiere, la professionalità di chi si è esposto in prima persona e che, rischiando la vita e quella dei suoi cari, si è spinto a testa bassa in avanti per combattere il Coronavirus.

Ancora tutto fermo per il rinnovo del CCNL Comparto Sanità

Eppure, a quanto sembra, nessuno ha ancora convocato i sindacati per l’avvio delle trattative per il Comparto Sanità. Tanto che in una lettera (VEDI) al Ministro della Pubblica Amministrazione Brunetta, la FIALS ha ritenuto opportuno ‘ricordare’ come sia necessario “riservare alla sanità un ruolo ‘privilegiato’ sulla tempistica del negoziato con l’Aran ed il Comitato di settore Regioni Sanità”, col fine di concludere la trattativa prima dell’estate; il tutto per dare coi fatti un chiaro segnale di attenzione verso il personale del SSN che sta reggendo “l’impatto dello tsunami riversatosi negli ospedali e nei servizi territoriali durante la pandemia”.

C’è assoluto bisogno, per il sindacato, di “un rinnovo contrattuale che riconosca la professionalità di tutti i dipendenti del comparto sanità” e che intercetti “competenze e relativi sviluppi di carriera in linea con gli altri paesi europei”.

Il francobollo

Ancora niente di tutto ciò. In compenso è arrivato un francobollo (VEDI). Oggi, infatti, il Ministero dello Sviluppo economico ha emesso un francobollo ordinario, appartenente alla serie tematica ‘il Senso civico’, dedicato alle professioni sanitarie.

Per carità, trattasi di un’iniziativa lodevole e forse anche degna di nota, ma parliamo comunque di un francobollo. Cosa che, come immaginiamo, non farà di certo fare salti di gioia agli operatori italiani, in lotta da tempo immemore contro condizioni lavorative spesso insostenibili e non solo a causa del Sars Cov2.

Il ministro Speranza, però, ha definito tale dedica un atto di grande valenza e un importante e prestigioso riconoscimento per questi mesi di impegno… Ed è questo che ci fa riflettere, visto che speravamo con tutti noi stessi che tra i primi vagiti per dire ‘grazie’ ai professionisti sanitari in realtà potesse esserci qualcos’altro.

‘Il SSN è la nostra risorsa più preziosa’

Comunque… Il ministro, in occasione della presentazione del francobollo, ha ringraziato tutti: Ritengo importante ringraziare medici, infermieri, ostetriche e ostetrici, odontoiatri, biologi, tecnici sanitari, farmacisti, specializzandi e tutti gli altri sanitari, anche per la partecipazione alla campagna di vaccinazioni, la vera chiave per uscire da questa stagione così difficile e progettare con fiducia un futuro che abbia la sanità pubblica al centro dell’attenzione della nostra società”.

E ha concluso con un importantissimo: Il Servizio Sanitario Nazionale è la nostra risorsa più preziosa per la tutela della salute: un diritto che sta alla base di tutto. È questa la lezione più importante che dobbiamo trarre da questa pandemia”.

E se questa è davvero la ‘lezione più importante’… Ribadiamo: caro Ministro, rimaniamo sì nudi in trincea, ma in trepidante e verginale attesa che arrivino presto veri e sacrosanti riconoscimenti per i professionisti sanitari che tengono a galla il nostro SSN.

Autore: Alessio Biondino

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