Incaviglia, Infermiere Legale: “Sicurezza delle cure? I medici vogliono continuare a essere i dominus della sanità”

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“Le responsabilità affidate a chi ricopre gli incarichi di funzione organizzativa e professionale potrebbero dar vita a contenziosie “non possiamo rimanere silenti dinanzi all’ennesimo tentativo di affidare attività mediche a figure non mediche, che non hanno le competenze necessarie per effettuare una diagnosi o gestire gli aspetti clinici di una malattia, garantendo la sicurezza delle cure”. I dubbi sulla legittimità del CCNL È con queste frasi esplosive che i sindacati medici Anaao-Assomed e Cimo-Fesmed, in un comunicato stampa del 18 ottobre scorso, hanno messo in dubbio la legittimità dell’ipotesi di CCNL del personale del Comparto Sanità e lanciato una vera e propria bomba sul contratto e sulle competenze infermieristiche, rivolgendosi alla Corte dei Conti. Aran: “Tutti hanno espresso parere positivo” Sulla questione è presto intervenuto Antonio Naddeo, presidente Aran, che ha cercato di smorzare la polemica sul nascere: “Tutte le istituzioni deputate alla verifica delle clausole contrattuali contenute nel testo in questione hanno sinora espresso parere positivo, non rilevando illegittimità”. Nursind: “Intervento a gamba tesa” Il segretario nazionale del sindacato degli infermieri Nursind, Andrea Bottega, ha parlato di “vera e propria ingerenza e di “intervento a gamba tesa”, sottolineando che “con le loro osservazioni i medici dimostrano di non saper leggereo di non conoscere affatto l’ipotesi di contratto di comparto che, naturalmente, non può porsi né al di sopra e né al di fuori della legge, per esempio sul sistema degli incarichi”. Nursing Up: “Lesa maestà” Antonio De Palma, presidente nazionale del sindacato Nursing Up, al grido di “non ce lo aspettavamo davvero”, ha invece sottolineato come “ogni qual volta si profila una naturale e fisiologica attività di  applicazione degli ambiti di funzione delle altre professioni sanitarie, alcuni tra i sindacati medici gridano alla Lesa Maestà”. CGIL, CISL e UIL: “Posizione antistorica” Anche dalle parti diCGIL, CISL e UIL si sono dichiarati sorpresi circa i dubbi sollevati dai medici: “Una posizione che, in ossequio ad una specie di fordismo sanitario che non ha nulla a che vedere con quello che succede nella realtà di tutti i giorni, oltre a non avere alcuna consistenza di merito è, appunto, principalmente antistorica perché non fa i conti col fatto che, piaccia o meno, l’evoluzione delle professioni (tutte) non si ferma”. Incaviglia: “Una questione di interessi” Anche l’infermiere legale Matteo Giuseppe Incaviglia, nei suoi spazi social, descrivendo le lamentele dei sindacati medici come prive di qualsivoglia fondamento giuridico, ha espresso la sua opinione (al fulmicotone) sulla questione: “Se Antonio De Palma non si aspettava la presa di posizione da parte di taluni sindacati medici circa gli incarichi di funzione previsti dal CCNL 2019/2021 Comparto Sanità, io invece me lo aspettavo eccome!!!

Me lo aspettavo semplicemente perché conosco le vicende che muovono queste prese di posizione, che contrariamente a quello che vogliono fare credere, e cioè l’interesse per la salute dei pazienti che a loro dire gli Infermieri non avrebbero le competenze di tutelare, invece è una questione di potere, di soldini nelle contrattazione ecc.

In altre parole questi signori non accettano di non poter essere o continuare ad essere i dominus della sanità.
Ovviamente, come più volte ho avuto modo di scrivere, si tratta di affermazioni che denotano la profonda ignoranza delle normative che disciplinano e strutturano il rapporto di lavoro dei professionisti della salute, che i Lor signori si premurano a chiamare “non medici”.

È semplicemente una questione di interessi di categoria, i pazienti non c’entrano nulla… #LesaMaesta’”
“Far leva sulla paura delle persone è indecente” In un altro post, Incaviglia descrive anche “l’insopportabile quanto stucchevole richiamo ai supposti disastri che si verificherebbero se talune attività venissero svolti dagli Infermieri, questo è veramente indecente perché far leva sulla paura delle persone per tutelare i propri privilegi è veramente indecente”.
 
Come finirà? Come finirà questa ennesima scazzottata? Secondo Naddeo (Aran), in un nonnulla: “Appena sarà certificato il contratto da parte della Corte dei conti, l’Aran e i sindacati firmeranno il contratto collettivo tanto atteso dalle migliaia di lavoratrici e lavoratori del comparto della sanità”.

Lo speriamo davvero. Anche perché un ulteriore ritardo… Sarebbe a dir poco tragicomico.