Infermiera si licenzia e apre “la Clinica del Perineo”

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Vi ricordate dell’infermiera consulente sessuale richiamata dalla sua Usl per alcuni video “un po’ spinti”, poi “assolta” e che alla fine ha scelto di dimettersi? Ebbene… Ci sono delle novità. Ma prima ricordiamo in breve la sua vicenda, che ha fatto discutere un bel po’ in quel di Treviso (e non solo).

La collega, diplomata come consulente sessuale all’Aispa (Associazione Italiana Sessuologia e Psicologia Applicata), era stata invitata dall’Usl della Marca a smetterla con la pubblicazione di determinati video senza tabù nei suoi spazi social; clip che, nonostante avessero il principale obiettivo di dare delucidazioni in ambito sessuale ai giovani, avevano irritato non poco i dirigenti aziendali.

“Si può ovviamente parlare di sessualità, ma senza bisogno di fare le pose” avevano infatti dichiarato prima del confronto con la professionista. Aggiungendo che “come dipendente dell’azienda sanitaria serve anche un certo decoro”.

L’incontro poi c’è stato e si è concluso con un nulla di fatto: come annunciato dalla stessa infermiera 48enne, che su Instagram si fa chiamare fanni_greenlover ed è seguita da 15.800 followers, gli accertamenti dell’azienda erano terminati e lei poteva riprendere a pubblicare i suoi video senza limitazioni.

Ma il suo rapporto col centro stomie di Castelfranco (Treviso) e con la Usl è durato poco: Fanni ha deciso di dimettersi, dichiarando che la vicenda le lasciato “molte ferite che diventeranno cicatrici irreparabili” e dal 16 gennaio 2023 non sarà più una dipendente pubblica.

Ed ecco, infine, i nuovi aggiornamenti raccontati da Il Gazzettino di Treviso: l’infermiera ha deciso di intraprendere un nuovo percorso professionale ed aprirà a breve un ambulatorio.

Il suo nome sarà “La Clinica del Perineo” e, anche se le consulenze sessuali non mancheranno, l’ambulatorio avrà come obiettivo quello di aiutare e fornire supporto a uomini e donne con disfunzioni al perineo legate a interventi chirurgici, parto e menopausa.

Come spiegato dalla stessa Fanni su Instagram, “l’ambito perineale sarà molto vasto: prevenzione e trattamento dell’incontinenza urinaria e fecale, prevenzione e riduzione dei sintomi del prolasso, recupero perineale post parto e post chirurgico, riabilitazione disturbi della defecazione, TAI (irrigazione trans anale) prevenzione e trattamento disturbi della menopausa, disfunzioni sessuali e dolore pelvico, riabilitazione neo vescica. Trattamento atrofia vulvo vaginale, cistiti ricorrenti e post coitali, vaginiti ricorrenti, vulvodinia, cicatrici addominali e Perineali”.


In bocca al lupo, collega!
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FORMATO CARTACEO
Guida al monitoraggio in Area Critica Il monitoraggio è probabilmente l’attività che impegna maggiormente l’infermiere qualunque sia l’area intensiva in cui opera.Non può esistere area critica senza monitoraggio intensivo, che non serve tanto per curare quanto per fornire indicazioni necessarie ad agevolare la decisione assistenziale, clinica e diagnostico-terapeutica, perché rilevando continuamente i dati si possono ridurre rischi o complicanze cliniche.Il monitoraggio intensivo, spesso condotto con strumenti sofisticati, è una guida formidabile per infermieri e medici nella cura dei loro malati. La letteratura conferma infatti che gli eventi avversi, persino il peggiore e infausto, l’arresto cardiocircolatorio, non sono improvvisi ma solitamente vengono preannunciati dal peggioramento dei parametri vitali fin dalle 6-8 ore precedenti.Il monitoraggio è quindi l’attività “salvavita” che permette di fare la differenza nel riconoscere precocemente l’evento avverso e migliorare i risultati finali in termini di morbilità e mortalità.Riconosciuto come fondamentale, in questo contesto, il ruolo dell’infermiere, per precisione, accuratezza, abilità nell’uso della strumentazione, conoscenza e interpretazione dei parametri rilevati, questo volume è rivolto al professionista esperto, che mette alla prova nelle sue conoscenze e aggiorna nel suo lavoro quotidiano, fornendo interessanti spunti di riflessione, ma anche al “novizio”, a cui permette di comprendere e di utilizzare al meglio le modalità di monitoraggio.   A cura di:Gian Domenico Giusti, Infermiere presso Azienda Ospedaliero Universitaria di Perugia in UTI (Unità di Terapia Intensiva). Dottore Magistrale in Scienze Infermieristiche ed Ostetriche. Master I livello in Infermieristica in anestesia e terapia intensiva. Professore a contratto Università degli Studi di Perugia. Autore di numerose pubblicazioni su riviste italiane ed internazionali. Membro del Comitato Direttivo Aniarti.Maria Benetton, Infermiera presso Azienda ULSS 9 di Treviso. Tutor Corso di laurea in Infermieristica e Professore a contratto Università degli Studi di Padova. Direttore della rivista “SCENARIO. Il nursing nella sopravvivenza”. Autore di numerose pubblicazioni su riviste italiane. Membro del Comitato Direttivo Aniarti. a cura di Gian Domenico Giusti e Maria Benetton | Maggioli Editore 2015
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