Droga, ricettari e reperti archeologici: due infermieri arrestati

Un arresto del tutto imprevisto anche per i carabinieri di Copertino, in provincia di Lecce. In seguito alla perquisizione dell’armadietto di un infermiere 60enne, la ricerca ha portato i militari al ritrovo di un arma da fuoco non registrata, droga, un ricettario medico con timbri ospedalieri e persino dei reperti archeologici.

L’infermiere nascondeva droga, pistole e animali di specie protetta

La notizia, battuta da Repubblica.it, descrive una perquisizione fatta a colpo sicuro da parte dell’Arma locale: l’obiettivo erano due infermieri in servizio nel reparto di Ortopedia del San Giuseppe, un ospedale della provincia di Lecce.
Oltre all’infermiere, una collega 48enne è stata coinvolta nelle accuse ma per lei non sono scattate le manette e attualmente è stata rilasciata a piede libero in attesa della chiusura delle indagini. Entrambi sono accusati di truffa, peculato e falso.

L’arresto dell’infermiere

In casa dell’infermiere Giuseppe Muia, incensurato, sono stati ritrovati un ricettario medico in bianco e alcuni timbri con il logo dell’ospedale ma, proseguendo le ricerche, in una seconda proprietà del collega i carabinieri hanno ritrovato marijuana per 10 grammi, quattro tartarughe di specie protetta e una pistola calibro 6.35 con la matricola abrasa insieme a proiettili e caricatore, tutto posseduto clandestinamente.
Il ritrovamento della pistola era del tutto inattesa. Ciò ha fatto scattare l’arresto in flagranza di reato, e su disposizione della magistratura, l’infermiere è stato spostato presso il carcere di zona.
Oltre all’abitazione dell’infermiere, anche quella della collega è stata perquisita. Alcune tartarughe di specie protetta e confezioni di medicinali, ritrovate in casa, sono costate alla collega una denuncia a piede libero ma le indagini potrebbero riservare sviluppi negativi anche per la 48enne.

L’indagine sugli oggetti sequestrati

Il ritrovamento di questi oggetti è il primo passo di una lunga indagine, il cui scopo è identificare, da parte degli inquirenti, le destinazioni delle confezioni di medicinali, dei certificati e del resto della refurtiva.
I prossimi interrogatori, nel caso in cui i due infermieri collaborassero, potrebbe portare al chiarimento della vicenda ma, in ogni caso, questa per i sanitari è solo la prima settimana di una lunga serie di grossi guai.
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