Infermieri assaggiatori? “Si ledono immagine e decoro della professione”

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Come altamente prevedibile, la grottesca vicenda degli infermieri “assaggiatori” di Latina (VEDI ARTICOLO), a cui l’azienda vuole imporre di “testare, con assaggio, i pasti destinati ai pazienti” (dopo che i Nas hanno trovato carne scaduta nelle cucine), sta facendo molto discutere.

Sulla questione è intervenuto anche Enrico Tiero, vice portavoce di FdI, definendola «una vicenda grave» e che «non può passare inosservata». Tiero se la prende soprattutto con l’azienda locale: «Appare discutibile il fatto che un dirigente apicale dell’Asl quale il direttore generale abbia un rapporto così diretto con un gestore di un servizio appaltato, tanto da accettare tout-court una sua proposta.

Probabilmente il vertice aziendale avrebbe dovuto intraprendere delle azioni nei confronti della ditta di ristorazione, fino ad arrivare alla risoluzione del rapporto con la ditta stessa.

Soprattutto in considerazione delle continue lamentele da parte dei clienti/pazienti esposte all’Urp, dei continui disagi riguardanti persone che si vedono costrette al ricovero presso la più grande struttura ospedaliera del nostro territorio.

Ancora più sconcertanti le dichiarazioni del direttore amministrativo che tendono a sminuire il ritrovamento di una quantità notevole di carne scaduta e congelata all’interno delle celle frigorifere».

Il portavoce di Fdl solleva questi dubbi: «Come si può affermare che la carne scaduta era destinata allo smaltimento ed era custodita in luogo distinto da quello utilizzato per gli alimenti destinati alla preparazione dei pasti?

Come si può essere sicuri che quella carne non sarebbe stata congelata e somministrata ai pazienti? Ci si fida di quello che racconta la ditta? Ed anche qui solleviamo delle perplessità che sono la sintesi della cattiva gestione della sanità pubblica di Zingaretti e della scelta di amministratori delle Asl scarsamente competenti».

Sempre parlando della presunta mala gestione della sinistra, Tiero parla di «un’amministrazione che poche volte è entrata nelle corsie ospedaliere, forse solo per le inaugurazioni di strutture e l’installazione di macchinari con le foto di rito; dirigenti che non hanno mai voluto aprirsi ad un rapporto con i dipendenti arrivando al punto tale, come in quest’ultimo caso, di attribuire delle mansioni a infermieri o coordinatori, non rientranti nelle loro competenze».

E sugli infermieri italiani, il rappresentante di Fdl conclude: «Si tratta di un’ulteriore incombenza che ricade sulle spalle di “professionisti della salute” presenti in corsia tutti i giorni. Peraltro con questa decisione si va a ledere la loro immagine ed il loro decoro professionale.

Di fatto, dopo aver affrontato egregiamente l’emergenza pandemica, i professionisti infermieri e caposala, oggi coordinatori infermieristici del Dea di II livello si vedono attribuire le nuove “mansioni” e si ritrovano ora ad essere i responsabili del controllo della qualità dei pasti, tanto da diventare veri e propri “assaggiatori”.

Il controllo dei servizi in Outsourcing rientra di certo nelle funzioni del coordinatore infermieristico, ma vorrei sottolineare che questo può avvenire solo nei modi previsti dal capitolato e nel rispetto dei ruoli dei singoli professionisti».

Eppure, ancora oggi (nel 2023!), nelle aziende sanitarie italiane c’è qualcuno che si sveglia la mattina e pensa di poter affibbiare nuove e grottesche “mansioni” ai professionisti dell’assistenza! Chi di dovere batta un colpo, per favore.
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