Migliaia di infermieri contagiati nell’ultimo mese: denuncia di Nursing Up

Redazione 21/12/21
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“Crescono vertiginosamente i contagi degli operatori sanitari, vicini a quota 5mila negli ultimi 30 giorni. Cosa aspettano le Regioni ad adottare il criterio del Veneto, che ha portato ad ogni 4 giorni la frequenza dei tamponi? Cosa aspettano a misurarne costantemente i livelli di copertura vaccinale?”.

Migliaia di infermieri contagiati nell’ultimo mese

A lanciare l’allarme è Antonio De Palma, presidente del sindacato Nursing Up, che pretende dalle regioni di “mettere in sicurezza i sanitari con una scarsa risposta immunitaria, anche se vaccinati con 2 o 3 dosi“. Alla luce della quarta ondata, De Palma ricorda che “non possiamo permetterci un piano di contrasto tanto disomogeneo“.

Nell’ultimo mese, secondo un report elaborato partendo dai dati dell’Inail e dell’Iss e redatto dal sindacato stesso, sono quasi 4700 i sanitari che si sono infettati. Da queste premesse, secondo il presidente De Palma si giunge ad una sola conclusione: “tenendo conto delle percentuali Inail di infermieri che si contagiano rispetto alla totalità del comparto (82%), si stanno infettando 156 operatori sanitari ogni 24 ore, e di questi ben 128 sono infermieri“.

Inoltre è necessario ricordare che “il macigno dei nuovi ricoveri pesa sulle spalle degli infermieri“, conferma il presidente Nursing Up e che, gli infermieri, non solo sono gli operatori con maggiore rischio, ma persino quelli che devono “sostenere il delicato impatto di una occupazione dei posti letto per Covid-19“.

Difficoltà a cui si aggiunge una continua carenza di personale che in vista di una nuova ondata pandemica “tocca quota 80-85 mila quando i ricoveri raggiungono di nuovo l’acme

In alcune regioni come l’Emilia Romagna, “i contagi di sanitari in aumento e le aziende hanno bloccato nuovamente le ferie agli infermieri“. In altre, come la Campania “la situazione che si fa sempre più difficile di giorno in giorno, con contagi di operatori sanitari al San Giovanni Bosco, dove c’è un cluster in atto e ancora contagi si segnalano all’Ospedale del Mare e a Sorrento“. E per finire nel Friuli Venezia Giulia, “la situazione tra le più critiche con 13 operatori contagiati nelle ultime 48 ore“.

Sembra che non ci sia pace per la categoria infermieristica, continuamente stretta nella morsa tra un virus pandemico da una parte e una gestione sanitaria del personale, incapace o in malafede, dall’altra.


La tutela contro le aggressioni agli operatori sanitari

I principali fattori di rischio si rinvengono negli atteggiamenti negativi dei pazienti nei confronti degli operatori, nelle aspettative dei familiari e nei lunghi tempi di attesa nelle zone di emergenza, che risultano in grado di sviluppare danni fisici, ma anche disturbi psichici, negli operatori che subiscono violenza.

Il provvedimento legislativo, nel recare un sorta di diritto penale a presidio della
medicina, interviene con una severa risposta sanzionatoria, ma il problema va risolto
anche affrontando e rimuovendo le radici profonde della violenza … di un paziente che
arriva a colpire il proprio medico.

La tutela contro le aggressioni agli operatori sanitari

Oggi i giornali, le tv, il web e tutti i media li chiamano “i nuovi eroi”.Eppure, da tempo è nota a livello mondiale una nuova emergenza sociale: la violenza contro di loro, la violenza nei confronti degli operatori sanitari.Ogni giorno, sono dati forniti dall’Inail, in Italia si verificano infatti ben 3 episodi di violenza contro gli operatori sanitari, comprensivi di intimidazioni e molestie.I principali fattori di rischio si rinvengono negli atteggiamenti negativi dei pazienti nei confronti degli operatori, nelle aspettative dei familiari, e nei lunghi tempi di attesa nelle zone di emergenza.Varata in piena pandemia da Covid-19, la legge 14 agosto 2020, n. 113, “Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell’esercizio delle loro funzioni”, tenta di rispondere all’esigenza di sicurezza avvertita dal personale medico-sanitario, e contiene varie misure sia a livello sanzionatorio sia a livello educativo e preventivo.Viene inoltre introdotta un’ipotesi speciale del delitto di lesioni personali, una nuova circostanza aggravante comune, in presenza della quale i reati di lesioni e percosse diventano procedibili d’ufficio, e una sanzione amministrativa.Per rispondere, nell’immediatezza, alle esigenze innanzitutto di praticità degli operatori, il volume presenta un primo commentario e una dettagliata e accurata analisi della legge n. 113/2020, e tenta altresì di prefigurare le ricadute derivanti dall’impatto delle nuove disposizioni nel tessuto normativo del sistema.Fabio PiccioniAvvocato del Foro di Firenze, Patrocinante in Cassazione. LLB presso University College of London, è Docente di Diritto penale alla Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali della Facoltà di Giurisprudenza, Coordinatore e Docente di master universitari e corsi di formazione. Giornalista pubblicista, è autore di pubblicazioni e monografie in materia di Diritto penale e amministrativo sanzionatorio.

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