Infermieri liberi professionisti, come usare il web per promuoversi? Risponde il Dott. Gaetano Romigi

infermieri liberi professionisti
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Pubblichiamo un’intervista interessante (redatta e pubblicata da Numidio.com) quella al Dott. Gaetano Romigi, infermiere, docente universitario, coordinatore, membro del direttivo ANIARTI e tanto altro ancora. Il web e il suo sapiente uso, nell’affacciarsi il 2020, è ormai una condizione necessaria per promuoversi efficacemente nel mercato del lavoro.

L’importanza del web per infermieri liberi professionisti

Per gli infermieri liberi professionisti il mercato è colmo di occasioni da cogliere, sia nel privato domestico sia nelle aziende sanitarie, la promozione sul web è quindi un modo veloce e relativamente economico per farsi conoscere da questo mercato e riuscire a cogliere queste opportunità.

L’intervista al Dott. Gaetano Romigi

Incontriamo il Dr. Gaetano Romigi, infermiere, da alcuni anni coordinatore, docente e tutor ai corsi di laurea in Infermieristica e ai Master di 1° livello dell’Università di Roma Tor Vergata, al quale abbiamo chiesto di spiegarci la sua visione del futuro per la figura dell’infermiere libero professionista e di quanto è e sarà importante il web per tale figura professionale.

La sua posizione di formatore delle future generazioni infermieristiche le ha permesso un osservatorio “privilegiato” sui giovani infermieri che si affacciano al mercato del lavoro. Quali impressioni ha sul loro futuro professionale?

In questi ultimi anni anche la professione infermieristica, che tradizionalmente vedeva una pressoché immediata occupazione post laurea, ha risentito della crisi economico-finanziaria, ma soprattutto di un grande ridimensionamento delle attività del servizio sanitario pubblico nazionale. Sono stati chiusi ospedali, si sono ridotte molte attività ospedaliere e ambulatoriali, poche le alternative sul territorio, scarsa l’assistenza domiciliare, grandi e gravi le differenze tra Nord e Sud. Nonostante l’aumento dell’aspettativa di vita, l’andamento demografico ha portato verso un progressivo incremento della popolazione anziana, rispetto a quella giovane di cui è necessario prendersi cura. Infine grazie all’evoluzione medico-scientifica, farmaceutica e tecnologica oggi le persone convivono con diverse patologie croniche, rare, più o meno gravi ed assumono tante terapie. Di queste persone occorre prendersi carico sopratutto a domicilio. Questa è la realtà. I futuri infermieri percepiscono una realtà ahimè spesso distorta che proviene dalla convizione anacronistica, che l’assistenza sia prevalentemente ospedaliera e che l’Ospedale sia l’unico setting assistenziale in cui lavorare. Pertanto, molti di loro vedono, come nell’immaginario collettivo, il proprio futuro in linea di massima nel pubblico, come dipendente che lavora quasi esclusivamente in Ospedale.

Cosa pensa della libera professione infermieristica oggi e quale formazione viene garantita per affacciarsi a tale realtà?

Considero l‘affermarsi sempre più prepotente della libera professione per gli infermieri una conseguenza derivante da più fattori. Provo a sintetizzarne due o tre. Da una parte sicuramente l’aumento del bisogno e della conseguente richiesta di prestazioni assistenziali che il nostro SSN non riesce a garantire, in particolar modo sul territorio e a domicilio, e nei confronti di persone anziane, fragili, sole e affette da patologie croniche. Dall’altra l’aumento esponenziale dei liberi professionisti, se consideriamo che sono passati da solo 8000 nel 2012 a circa 40.000 oggi, cioè il 10% del totale di infermieri iscritti all’Ordine delle Professioni Infermieristiche. Infine l’evoluzione della formazione e del relativo esercizio professionale che hanno spinto la professione infermieristica verso livelli di maturità tali da inserirla nel novero delle cosiddette professioni intellettuali a tutto tondo. Tuttavia dove troviamo la prima contraddizione? La troviamo nel gap esistente tra la formazione di base e la realtà lavorativa. Difatti sono pressoché assenti nei corsi di Laurea discipline, moduli, attività integrative ed esperienze di tirocinio che orientino i futuri Infermieri ad una migliore comprensione dei meccanismi, delle regole, del mercato, delle opportunità, delle criticità e degli sviluppi correlati all’esercizio della libera professione infermieristica in tutte le sue forme.

Quali sono secondo lei gli attuali orientamenti del mercato rispetto all’Infermiere libero professionista?

Secondo una recente ricerca Censis-Fnopi-Enpapi gli italiani apprezzano molto gli Infermieri e richiedono frequentemente prestazioni infermieristiche private, fuori dall’Ospedale, continuative oppure una tantum. Secondo questa ricerca nel 2012 erano 3 milioni gli italiani che hanno dichiarato di essersi rivolti ad un infermiere privatamente. Nel 2016 sono arrivati a ben 12,6 milioni i cittadini che si sono rivolti a un infermiere privatamente e pagando di tasca propria. Economicamente si è passati da una modica spesa di 850 milioni a quella di ben 6,2 miliardi di euro in un anno per prestazioni infermieristiche. Ma la nota dolente è che 6,3 milioni di italiani, cioè quasi uno su due, hanno pagato in nero per intero o in parte le prestazioni ricevute. Il sommerso, come ben sappiamo, non aiuta i professionisti a crescere e non libera l’Infermiere dalla piaga dell’abusivismo, ma soprattutto non fa evolvere come dovrebbe la libera professione. Insomma luci ed ombre, come accade frequentemente nel nostro Paese.

Quali sono le principali forme di esercizio libero-professionale per infermieri liberi professionisti oggi?

Possiamo sinteticamente dire che l’attività professionale può essere svolta dall’Infermiere sostanzialmente in forma individuale oppure collegiale. Nel primo caso rientra l’apertura di una propria p.iva con la quale ad esempio avviare un ambulatorio infermieristico o lavorare per un ambulatorio già esistente. Con la forma individuale sono possibili contratti di consulenza per qualsiasi ente pubblico o privato di assistenza, educazione e ricerca. Per le attività collegiali si intende l’apertura di studi associati o la collaborazione con essi, la creazione di società tra professionisti o altre forme societarie con identificazione da statuto del proprio ruolo all’intero (socio, lavoratore, socio-lavoratore, collaboratore, consulente, amministratore ecc). Il mondo delle cooperative rappresenta spesso quello più conosciuto, ma anche misconosciuto. Infine, ma molto più complesso, il contributo all’interno di Agenzie, Srl, Spa, multinazionali ecc. Tra le consulenze oggi più in voga quelle legate alla formazione avanzata e specialistica (clinica, formativa ed organizzativa) come ad esempio l’infermiere esperto wound care, oppure l’infermiere impiantatore e gestore di PICC, o l’infermiere esperto di processi educativi e formativi, o l’infermiere ricercatore.

Come intercettare il bisogno di assistenza infermieristica per un giovane Infermiere che si affaccia ora al mondo lavorativo? Il web può essere d’aiuto?

Per esperienza ritengo che attualmente l’infermiere abbia ancora oggi, per motivi culturali, scarsa possibilità di educare i cittadini a riconoscere direttamente il bisogno di assistenza infermierisitca e che ci siano ancora tanti intermediari. Tra questi in primis il medico di medicina generale, le Farmacie, le strutture sanitarie sul territorio (poliambulatori, centri di radio-diagnostica, laboratori analisi). Vi sono anche la scuola, gli ambienti lavorativi, le famiglie, così come le Cooperative e i Centri sociali, Onlus, le parrocchie e gli Hospice, finanche la rete internet e i social media. Questo richiede di collaborare con tanti professionisti e di creare una rete affidabile, ma soprattutto di conoscere le buone regole del web marketing. Quindi assolutamente si, il web può essere di grande aiuto.

Come giudica la rete ed il web per un Infermiere libero professionista?

Oggi la rete offre grandi opportunità, in particolar modo a chi svolge la libera professione o fa impresa. Tuttavia il mondo del web e dei social media va conosciuto bene così come anche le regole che lo governano. Questo per due forme di garanzia una verso il professionista stesso e l’altra verso il cliente-utente. Sarebbe auspicabile la formazione da parte di esperti del settore per chi abbraccia la libera professione. L’uso della rete può avere varie sfaccettature e interessare sia gli aspetti commerciali, ma anche quelli della tecnologia applicata come il Telenursing, la telemedicina, la telecardiologia che aprono questioni ulteriori come la responsabilità legale, la registrazione, l’invio, il trattamento di dati personali e sensibili, di file, immagini, cartelle, esiti esami, video e così via.

Quali sviluppi e quali soluzioni ai problemi allora?

Come detto, personalmente ritengo che tutto parta proprio dalla formazione. Essendoci un vuoto la mia proposta sarebbe quella di iniziare già dal triennio di base, ma anche nei percorsi formativi specialistici post-base (Master, Laurea Specialistica e Doottorati) a parlare di libera professione a 360 gradi. Molti neolaureati si affacciano nel mondo della sanità senza neppure conoscere le opportunità della libera professione.Inoltre molti infermieri si chiedono quali siano gli adempimenti burocratici, amministrativi, quali siano le responsabilità, quali siano le regole, le normative, ma soprattutto le forme di esercizio professionale possibile e con quali obblighi costi di investimento iniziale. Tutto questo necessita poi di un aggiornamento continuo, di alta formazione, di formazione manageriale e imprenditoriale da parte di agenzie del settore. Tra gli sviluppi futuri potrebbe esserci quello della implementazione della figura dell’Infermiere di Famiglia già una realtà in alcune Regioni. Questa figura potrebbe svolgere il proprio lavoro come libero professionista in convenzione per conto del SSN, proprio come il medico di medicina generale.

Quando questo avverrà l’Infermiere sarà pronto?

Meglio formarsi prima.

Concludiamo questa bell’intervista al Dr. Romigi, che ringraziamo per la sua disponibilità, annunciando a tutti i nostri lettori, in particolare ai lettori infermieri che speriamo siano sempre di più, un’iniziativa che abbiamo creato per formare gli infermieri che vogliono intraprendere la libera professione.

Questa iniziativa è l’evento “Web Marketing per Infermieri” che si terrà a Roma il 28 Novembre. Questa iniziativa nasce da un gruppo di lavoro composto sia da infermieri che dai nostri esperti di comunicazione digitale. L’evento dura poco più di un’ora e prevede, in un clima informale con aperitivo, l’intervento di esperti che spiegheranno come si utilizza il web per far crescere la professione dell’infermiere con Partita IVA.

Per tutte le informazioni e riservare il proprio posto visitare la pagina eventbrite.it/e/web-marketing-per-infermieri

Fonte: https://www.numidio.com/intervista-al-dr-gaetano-romigi-sullimportanza-del-web-per-gli-infermieri-del-futuro/

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