Investire sugli infermieri per aiutare il paese: un’iniziativa di solidarietà

Gaetano Romigi 19/03/21
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Abbiamo tutti ancora stagliata nella mente, l’immagine indelebile del passaggio di carri delle forze armate che trasportano bare in quel della città di Bergamo. Ieri 18 marzo abbiamo commemorato, ad un anno di distanza, le vittime della pandemia ed in particolare i sanitari, tra questi Infermieri in primis.

La Giornata è stata istituita formalmente come Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’epidemia di coronavirus, con l’approvazione all’unanimità della relativa legge da parte della commissione Affari costituzionali del Senato.

Il miglior modo per ricordare le vittime di questa pandemia – ha detto il ministro della salute Roberto Speranza – è quello di tornare a investire nel servizio sanitario nazionale, riformandolo e ponendo al centro la parola prossimità“.

In occasione della Giornata nazionale, in tutti i luoghi pubblici e privati è stato osservato un minuto di silenzio dedicato alle vittime dell’epidemia e gli edifici pubblici hanno esposto le bandiere a mezz’asta.

Per quanto concerne gli Infermieri, il fondo di solidarietà istituito dalla Fnopi ha già contribuito, a tutt’oggi, a sostenere economicamente ben 29 famiglie degli Infermieri deceduti a causa Covid-19.

Professione infermiere: alle soglie del XXI secolo

La maggior parte dei libri di storia infermieristica si ferma alla prima metà del ventesimo secolo, trascurando di fatto situazioni, avvenimenti ed episodi accaduti in tempi a noi più vicini; si tratta di una lacuna da colmare perché proprio nel passaggio al nuovo millennio la professione infermieristica italiana ha vissuto una fase cruciale della sua evoluzione, documentata da un’intensa produzione normativa.  Infatti, l’evoluzione storica dell’infermieristica in Italia ha subìto un’improvvisa e importante accelerazione a partire dagli anni 90: il passaggio dell’istruzione all’università, l’approvazione del profilo professionale e l’abolizione del mansionario sono soltanto alcuni dei processi e degli avvenimenti che hanno rapidamente cambiato il volto della professione. Ma come si è arrivati a tali risultati? Gli autori sono convinti che per capire la storia non basta interpretare leggi e ordinamenti e per questa ragione hanno voluto esplorare le esperienze di coloro che hanno avuto un ruolo significativo per lo sviluppo della professione infermieristica nel periodo esaminato: rappresentanti di organismi istituzionali e di associazioni, formatori, studiosi di storia della professione, infermieri manager. Il filo conduttore del libro è lo sviluppo del processo di professionalizzazione dell’infermiere. Alcune domande importanti sono gli stessi autori a sollevarle nelle conclusioni. Tra queste, spicca il problema dell’autonomia professionale: essa è sancita sul terreno giuridico dalle norme emanate nel periodo considerato, ma in che misura e in quali forme si realizza nei luoghi di lavoro, nella pratica dei professionisti? E, inoltre, come si riflettono i cambiamenti, di cui gli infermieri sono stati protagonisti, sul sistema sanitario del Paese? Il libro testimonia che la professione è cambiata ed è cresciuta, ma che c’è ancora molto lavoro da fare. Coltivare questa crescita è una responsabilità delle nuove generazioni. Le voci del libro: Odilia D’Avella, Emma Carli, Annalisa Silvestro, Gennaro Roc- co, Stefania Gastaldi, Maria Grazia De Marinis, Paola Binetti, Rosaria Alvaro, Luisa Saiani, Paolo Chiari, Edoardo Manzoni, Paolo Carlo Motta, Duilio Fiorenzo Manara, Barbara Man- giacavalli, Cleopatra Ferri, Daniele Rodriguez, Giannantonio Barbieri, Patrizia Taddia, Teresa Petrangolini, Maria Santina Bonardi, Elio Drigo, Maria Gabriella De Togni, Carla Collicelli, Mario Schiavon, Roberta Mazzoni, Grazia Monti, Maristella Mencucci, Maria Piro, Antonella Santullo. Gli Autori Caterina Galletti, infermiere e pedagogista, corso di laurea magistrale in Scienze infermieristiche e ostetriche dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma.Loredana Gamberoni, infermiere, coordinatore del corso di laurea specialistica/ magistrale dal 2004 al 2012 presso l’Università di Ferrara, sociologo dirigente della formazione aziendale dell’Aou di Ferrara fino al 2010. Attualmente professore a contratto di Sociologia delle reti di comunità all’Università di Ferrara.Giuseppe Marmo, infermiere, coordinatore didattico del corso di laurea specialistica/ magistrale in Scienze infermieristiche e ostetriche dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, sede formativa Ospedale Cottolengo di Torino fino al 2016.Emma Martellotti, giornalista, capo Ufficio stampa e comunicazione della Federazione nazionale dei Collegi Ipasvi dal 1992 al 2014.

Caterina Galletti, Loredana Gamberoni, Giuseppe Marmo, Emma Martellotti | 2017 Maggioli Editore

32.00 €  25.60 €

Fondo di solidarietà FNOPI e Aniarti

Ricordiamo a tutti che si può contribuire in tanti modi ed uno di questi è anche l’acquisto della T-shirt solidale che Fnopi assieme ad Aniarti, Associazione nazionale infermieri di area critica, ha ideato e realizzato con il fondamentale contributo dell’Associazione made in jale che da oltre 30 anni offre opportunità di riscatto con l’arte della serigrafia a ex detenuti, anche loro colpiti duramente dalla pandemia.

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Lo Stato, le Regioni, le Province e i Comuni per celebrare la Giornata potranno promuovere, nell’ambito della loro autonomia e delle rispettive competenze, anche in coordinamento con le associazioni interessate, iniziative specifiche, manifestazioni pubbliche, cerimonie, incontri e momenti comuni di ricordo, volti a commemorare la memoria di coloro che sono deceduti a causa dell’epidemia di coronavirus, favorendo in particolare le attività e le iniziative rivolte alle giovani generazioni.

Anche le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, nell’ambito della loro autonomia, potranno promuovere iniziative didattiche, percorsi di studio ed eventi dedicati alla comprensione e all’apprendimento dei temi relativi alla diffusione dell’epidemia di coronavirus e all’impegno nazionale e internazionale profuso per il suo contenimento e per garantire assistenza alle comunità e alle persone colpite.

In questa giornata triste noi Infermieri abbiamo però tutti il dovere morale e deontologico di impegnarci a ritrovare il senso della nostra professione e reagire. Ci aspetta una stagione in salita per acquisire la visibilità, non sempre scontata di fronte ai cittadini e per mostrare lo spirito coeso di gruppo che ci rende più forti di fronte alle istituzioni.

Occorre altresì imparare dalle vicende della pandemia per poter incidere maggiormente nelle strategie di politica sanitaria. Infine occorre offrire più pesantemente il nostro contributo alla campagna vaccinazioni.

FNOPI e l’intervento alla Commissione

La presidente della FNOPI, Barbara Mangiacavalli e il portavoce Tonino Aceti, hanno incontrato la struttura commissariale per l’emergenza COVID coordinata dal generale Francesco Paolo Figliuolo per analizzare insieme tutte le opzioni e le proposte  tese ad aumentare il più rapidamente possibile la capacità vaccinale del Paese.

L’obiettivo principale è far cambiare passo alla campagna vaccinale dandogli la massima estensione possibile anche grazie alla valorizzazione della professione infermieristica.

Autore: Gaetano Romigi

https://www.dimensioneinfermiere.it/fnopi-incontra-generale-figliuolo-rivedere-campagna-vaccinale/