Ipasvi di Palermo presente al Congresso mondiale degli Infermieri a Singapore

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Al centro di importanti mutamenti, la figura dell’infermiere guarda a se stessa cercando di proiettarsi entro nuovi confini. In quest’ottica, è di sicuro prestigio la missione in Singapore di una delegazione di infermieri dell’Ipasvi di Palermo, arrivati in questa terra lontana per fare il punto sulla situazione professionale della categoria e partecipare attivamente al Congresso mondiale degli Infermieri. 

La delegazione Siciliana è stato guidata dal presidente Ipasvi della regione dr. Francesco Gargano, ed ha avuto come obiettivo principale la presentazione di un lavoro di ricerca della dottoressa Marica Lo Monaco, avente come titolo: “The M.U.S.E. project: a nursing centered multidimensional assessment of elderly outpatient with comorbidities”, la cui presentazione è avvenuta gli ultimi giorni di Luglio.

Un’occasione che, come anticipato, è stata di grande aiuto per fare il punto della situazione sulle concrete possibilità di crescita degli infermieri. Una professione sempre più inserita nelle dinamiche delicate della cura.  Le aree di discussione interessate hanno avuto i seguenti argomenti: a) Le competenze avanzate dell’infermiere e le prospettive globali; b) La formazione infermieristica rispetto alle tendenze internazionali; c) La leadership infermieristica e i modelli di cura tra le diverse culture; d) Il nursing internazionale e la salute globale nel mondo.

Professione infermiere: alle soglie del XXI secolo

La maggior parte dei libri di storia infermieristica si ferma alla prima metà del ventesimo secolo, trascurando di fatto situazioni, avvenimenti ed episodi accaduti in tempi a noi più vicini; si tratta di una lacuna da colmare perché proprio nel passaggio al nuovo millennio la professione infermieristica italiana ha vissuto una fase cruciale della sua evoluzione, documentata da un’intensa produzione normativa.  Infatti, l’evoluzione storica dell’infermieristica in Italia ha subìto un’improvvisa e importante accelerazione a partire dagli anni 90: il passaggio dell’istruzione all’università, l’approvazione del profilo professionale e l’abolizione del mansionario sono soltanto alcuni dei processi e degli avvenimenti che hanno rapidamente cambiato il volto della professione. Ma come si è arrivati a tali risultati? Gli autori sono convinti che per capire la storia non basta interpretare leggi e ordinamenti e per questa ragione hanno voluto esplorare le esperienze di coloro che hanno avuto un ruolo significativo per lo sviluppo della professione infermieristica nel periodo esaminato: rappresentanti di organismi istituzionali e di associazioni, formatori, studiosi di storia della professione, infermieri manager. Il filo conduttore del libro è lo sviluppo del processo di professionalizzazione dell’infermiere. Alcune domande importanti sono gli stessi autori a sollevarle nelle conclusioni. Tra queste, spicca il problema dell’autonomia professionale: essa è sancita sul terreno giuridico dalle norme emanate nel periodo considerato, ma in che misura e in quali forme si realizza nei luoghi di lavoro, nella pratica dei professionisti? E, inoltre, come si riflettono i cambiamenti, di cui gli infermieri sono stati protagonisti, sul sistema sanitario del Paese? Il libro testimonia che la professione è cambiata ed è cresciuta, ma che c’è ancora molto lavoro da fare. Coltivare questa crescita è una responsabilità delle nuove generazioni. Le voci del libro: Odilia D’Avella, Emma Carli, Annalisa Silvestro, Gennaro Roc- co, Stefania Gastaldi, Maria Grazia De Marinis, Paola Binetti, Rosaria Alvaro, Luisa Saiani, Paolo Chiari, Edoardo Manzoni, Paolo Carlo Motta, Duilio Fiorenzo Manara, Barbara Man- giacavalli, Cleopatra Ferri, Daniele Rodriguez, Giannantonio Barbieri, Patrizia Taddia, Teresa Petrangolini, Maria Santina Bonardi, Elio Drigo, Maria Gabriella De Togni, Carla Collicelli, Mario Schiavon, Roberta Mazzoni, Grazia Monti, Maristella Mencucci, Maria Piro, Antonella Santullo. Gli Autori Caterina Galletti, infermiere e pedagogista, corso di laurea magistrale in Scienze infermieristiche e ostetriche dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma.Loredana Gamberoni, infermiere, coordinatore del corso di laurea specialistica/ magistrale dal 2004 al 2012 presso l’Università di Ferrara, sociologo dirigente della formazione aziendale dell’Aou di Ferrara fino al 2010. Attualmente professore a contratto di Sociologia delle reti di comunità all’Università di Ferrara.Giuseppe Marmo, infermiere, coordinatore didattico del corso di laurea specialistica/ magistrale in Scienze infermieristiche e ostetriche dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, sede formativa Ospedale Cottolengo di Torino fino al 2016.Emma Martellotti, giornalista, capo Ufficio stampa e comunicazione della Federazione nazionale dei Collegi Ipasvi dal 1992 al 2014.

Caterina Galletti, Loredana Gamberoni, Giuseppe Marmo, Emma Martellotti | 2017 Maggioli Editore

32.00 €  25.60 €

 

Parlare di professione infermieristica vuole dire inserire le sue dinamiche entro i margini non più ristretti del piccolo ospedale locale, e soprattutto della modesta concezione di alcuni interlocutori nazionali. La partecipazione al V Congresso Mondiale degli Infermieri lascia in eredità, a coloro i quali vi hanno partecipato, una maggiore consapevolezza sul bisogno che viene percepito di figure professionali competenti e al passo con l’evoluzione dei nostri tempi.   

Le parole del presidente regionale siciliano dell’Ipasvi, chiariscono nel dettaglio il precipuo significato della missione infermieristica inserita nel mondo che avanza: “possiamo affermare che l’esperienza ci ha arricchito, come professionisti e come gruppo regionale dell’IPASVI; l’evento ci conferma l’impegno di responsabilità dell’ appropriatezza e della qualità delle nostre azioni di cura personalizzate messe in campo tutti i giorni, per promuovere una salute globale.”

http://www.dimensioneinfermiere.it/ipasvi-chieti-pochi-infermieri-per-assistere-cittadini/

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