La proposta: “Infermieri nella cabina di regia degli ospedali”

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Siamo in piena quarta ondata e, nonostante i vaccini, nonostante dovremmo essere oramai abituati a un certo stile di vita anti-contagio e nonostante siano passati due anni dall’inizio dell’incubo Coronavirus, sta ricominciando a sentirsi qua e là il triste odore di chiuso del lockdown.

Infermieri stanchi e demotivati

E gli infermieri italiani, rassegnati, decimati, malpagati, stanchi e demotivati, continuano senza sosta a fare i salti mortali per far funzionare la nostra sanità e ad assistere i propri pazienti; e poco importa se questi, ormai da tempo, non li vedono più come ‘eroi’ e anzi hanno ricominciato a insultarli, aggredirli, terrorizzarli e malmenarli (VEDI).

Ignorati

Poco importa se di tutte le promesse fatte dai politici, quando temevano che tutto il sistema collassasse di fronte all’imprevista e imprevedibile pandemia, non ne è stata mantenuta nemmeno una: ubriachi di abnegazione e consapevoli della propria importanza, gli infermieri sono e saranno sempre lì. In prima linea.

Anche se dimenticati. O peggio ignorati. Fortunatamente, però, come riportato da L’attacco (VEDI), c’è chi non si scorda di loro.

È ora di “una diversa valorizzazione”

“In questi anni di pandemia l’eroismo dei professionisti della cura e dei tanti operatori sanitari impegnati in prima linea nella lotta al Covid, impone una diversa valorizzazione della figura dell’infermiere, che insieme a quella imprescindibile dei medici, rappresenta il cardine del sistema sanitario pugliese”. A dirlo è il consigliere regionale Sergio Clemente.

La proposta di legge

Che avanza una proposta: “E’ mia intenzione, come consigliere regionale, presentare una proposta di legge che miri a normare la presenza degli infermieri nella cabina di regia delle strutture ospedaliere e assistenziali a supporto della direzione generale, prevedendo una sorta di direttore assistenziale, che insieme agli altri manager sanitari pubblici possa perseguire gli obiettivi aziendali e definire le strategie delle professioni sanitarie, che hanno la responsabilità dell’assistenza non solo nelle strutture ospedaliere.”

Competenze e valore

“La figura dell’infermiere, professionista laureato, già ora viene consultata per le decisioni delle aziende sanitarie. Per questo è necessario riconoscerne competenze e valore, formalizzando il suo ruolo.

Il direttore assistenziale può potenziare la qualità dell’offerta sanitaria, perfezionare la risposta individuale e avvicinare la salute e la sanità alle persone.”

Figure “intermedie”

“Inoltre con una norma specifica regionale potremo migliorare la formazione delle figure sanitarie ipotizzando dei corsi parauniversitari per gli OSS, in modo da accrescere le competenze diffuse e multidisciplinari di tutti gli operatori sanitari, e immaginare anche una figura intermedia tra infermiere e OSS, che possa operare nei contesti territoriali e domiciliari oltre che nelle strutture socio sanitarie, che oggi vivono il grande dramma della carenza di organico”.

Tutto meraviglioso, ma…

Tutto meraviglioso, consigliere, ma… Attenzione alla questione degli OSS: nonostante le indiscusse buone intenzioni di chi sta studiando delle soluzioni di questo tipo per far fronte al cambiamento della nostra sanità, bisogna sempre ricordare che siamo in Italia.

E che perciò creare figure “intermedie”, come “super OSS”, “OSS potenziati” o “OSS con formazione complementare” (chiamateli come volete), significherebbe mettere sul mercato pseudo infermieri a basso prezzo, che poi le aziende (private e non) utilizzerebbero come factotum grazie ai più disparati escamotage.

Questo, come infermieri e come professionisti laureati iscritti ad un Albo, nonostante la stanchezza… Non lo permetteremo mai.

Presidente, gli infermieri sono stanchi di inutili ringraziamenti

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