Mancano infermieri vaccinatori: Veneto e Lombardia propongono OSS e Volontari

Mancano infermieri vaccinatori: regioni Lega propongono OSS e Volontari
Mancano infermieri vaccinatori: regioni Lega propongono OSS e Volontari

Dopo il fallimento nel reclutare infermieri vaccinatori a causa delle pessime condizioni contrattuali del Piano Vaccini, Lombardia e Veneto pensano di aver tirato fuori il coniglio dal cilindro proponendo volontari e OSS a somministrare vaccini. Non si è fatta mancare la reazione di ordini provinciali e sindacati al continua attacco alla professione infermieristica.

Lombardia ATS cercano volontari per campagna vaccinale

La dirigenza sanitaria di molte ATS lombarde ha pensato che dopo un anno di Covid19, il problema degli infermieri che non accettano le assunzioni del Piano Vaccini non è essere pagati poco, ma che preferiscano lavorare gratis.

Molte ATS della Lombardia hanno licenziato diversi bandi per reclutare infermieri, medici e assistenti sanitari, che somministrino vaccini gratuitamente, in regime di volontarietà e in aperto conflitto con il bando del commissario Arcuri. Si legge nel bando dell’ATS Insubria: “Nell’ambito dell’emergenza sanitaria connessa alla diffusione della Covid-19 e alla campagna vaccinale anti Sars-Cov-2, questa Ats emette il presente avviso pubblico volto alla creazione di un elenco di volontari disponibili a prestare attività finalizzate all’attuazione del piano di somministrazione dei vaccini“-

Gli OPI della Lombardia non si sono fatti attendere: “Si ritiene indispensabile che un servizio di alto impatto sociosanitario come la vaccinazione debba essere formalizzato anche attraverso una forma contrattuale che riconosca il valore dei professionisti” scrivono in una lettera congiunta all’assessorato al Welfare della Regione, chiedendogli spiegazioni. Rincara la dose Stefania Pace, presidente dell’OPI Brescia che dichiara: “Non vogliamo fare polemiche ma crediamo che questa non sia una richiesta accoglibile per il personale infermieristico che sta lavorando durante l’emergenza sanitaria e che sta gia’ facendo sforzi enormi

Professione infermiere: alle soglie del XXI secolo

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Caterina Galletti, Loredana Gamberoni, Giuseppe Marmo, Emma Martellotti, 2017, Maggioli Editore

La maggior parte dei libri di storia infermieristica si ferma alla prima metà del ventesimo secolo, trascurando di fatto situazioni, avvenimenti ed episodi accaduti in tempi a noi più vicini; si tratta di una lacuna da colmare perché proprio nel passaggio al nuovo millennio la professione...



Nursing Up Padova denuncia “No agli Oss per le vaccinazioni antiCovid in Veneto”

Nursing Up non ci sta all’impiego del personale OSS specializzato per aumentare il numero di operatori vaccinatori, chiedendo soluzioni sensate e rispettose della professionalità infermieristica.

Una nota ufficiale del Nursing Up cita: “Il sindacato degli infermieri Nursing Up di Padova (a nome dei 1.300 iscritti in provincia e dei 30.000 in tutta Italia), fa presente alle autorità sanitarie della Regione Veneto che un frettoloso allargamento della platea del personale può rivelarsi controproducente, se non pericoloso” e che non basta aggiungere una “s” alla sigla Oss per passare da collaboratori a infermieri“.

La nostra categoria è professionalmente preparata per rispondere alle emergenze e agli eventuali problemi in fase di somministrazione” le parole di Franco Noviello, dirigente sindacale dell’Azienda Ospedaliera di Padova, “In questi giorni sentiamo proposte deliranti per la campagna vaccinale. Per trovare la moltitudine di infermieri necessari alle vaccinazioni – ne servono tre per ogni singolo intervento – a livello regionale si discute di mettere le siringhe in mano agli operatori sociosanitari“.

Proponendo l’unica soluzione valida secondo il sindacalista: “Non è cercando soluzioni di fortuna come quella di cui stanno discutendo Roberto Volpe, presidente dell’Unione Regionale Istituti per anziani della Regione, l’assessore Manuela Lanzarin e il segretario regionale della Sanità Luciano Flor che si fa un servizio alla collettività e Nursing Up non ci sta. O forse è in atto un piano per avvantaggiare la categoria degli operatori sociosanitari a nostro discapito? L’infermiere è un professionista preparato, consapevole dei rischi sanitari e capace di reagire agli eventi avversi. Dateci piuttosto la possibilità di lavorare extramoenia come avviene per i medici, magari temporaneamente, così molti di noi nel tempo libero potrebbero dare una mano con le vaccinazioni. Ma basta proposte insensate“.

Bando Piano Vaccini: confusione, ritardi e malumori degli infermieri

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