Bando Piano Vaccini: confusione, ritardi e malumori degli infermieri

Bando Piano Vaccini confusione, ritardi e malumori degli infermieri James Gathany, Judy Schmidt, USCDCP Pixnio
Bando Piano Vaccini confusione, ritardi e malumori degli infermieri James Gathany, Judy Schmidt, USCDCP Pixnio

Il Piano Vaccini non è nemmeno partito che crea già malumori. Lo scorso dicembre, il Bando per il Piano Vaccini ha richiesto una candidatura celere entro il 28 dicembre agli infermieri interessati a lavorare come vaccinatori. Una “chiamata alle armi” la definì il commissario Arcuri.

Hanno risposto in meno di 5000. Operatori sanitari giustificati dal fatto che la maggior parte dell’esercito bianco ha già risposto a questa chiamata e la sta combattendo sul fronte interno degli ospedali. Gli infermieri rimasti sono comunque pronti a compiere il proprio dovere. Eppure, nei gruppi social dedicati, gli infermieri continuano a chiedersi se qualcuno sia stato chiamato.

Ricordiamo che sempre secondo Arcuri, il 20 gennaio 1500 operatori tra medici e infermieri avrebbero già dovuto inaugurare la campagna vaccinale di massa. Oggi 21 gennaio arriva la notizia che il primo plotone è slittato per il 25 gennaio.

E tutti gli altri infermieri?

La Manpower ha inviato a tutti i partecipanti al bando un questionario da compilare entro 48 ore. Dopo settimane dalla scadenza del bando. Adempiuto al proprio compito, recuperati dati e documenti, magari ci si è fatti pure l’assicurazione professionale, compilato il questionario ed ecco tornato il silenzio.

Sui social si viene a scoprire che in molte regioni, tra cui quelle più colpite come la Lombardia, molti infermieri dopo quasi un mese dalla scadenza non sono stati ancora richiamati. Nemmeno per fissare un futuro colloquio o appuntamento. Nessuna informazione. Niente.

E a quei pochi che hanno avuto la fortuna di ricevere una chiamata, magari un libero professionista che lavora sul territorio e che vorrebbe continuare a farlo, gli viene proposto un impiego a tempo pieno e determinato di pochi mesi, senza la possibilità di contrattare la forma di lavoro, lasciandoli inebetiti e in attesa di futuri aggiornamenti.

Gira da qualche giorno questo emblematico riassunto del collega Daniele che in un gruppo di infermieri liberi professionisti:

 “Vorrei riassumervi ciò che sta capitando in Lombardia e più nello specifico in Brianza. Sarei curioso di sentire il vostro vissuto legato alla campagna vaccinatori.
1) Arcuri e Invitalia aprono un bando per professionisti sanitari (medici e infermieri) per reclutare ” vaccinatori”, inserendo i dati nel portale di Invitalia dedicato
2) incaricano varie agenzie del lavoro per il reclutamento, in Lombardia gli amici di Manpower Italia
3) Manpower invia una mail a tutti i candidati e obbliga entro 48 ore (se interessati) ad iscriversi al loro portale, inserendo ancora una volta tutti i dati e l’invito ad essere ricontattati in seguito
4) Manpower mi contatta telefonicamente, chiedendomi ancora tutti i dati e proponendo un contratto determinato per 6 mesi. Io propongo un contratto di collaborazione con possibilità di turnazione, per mantenere anche i pazienti in assistenza domiciliare che già seguo (mancano anche inferimieri sul territorio). Mi viene detto che non sanno per ora nulla su questo tipo di contratto. Verrò ricontattato in seguito. Ad oggi nulla
5) Oggi ATS Brianza pubblica un bando per fare da vaccinatori volontari.
6) Le vaccinazioni dovrebbero partire il 25 gennaio.
7) Io non sono ancora stato vaccinato.

Cosa provoca malumore nel Bando Piano Vaccini negli infermieri

Compensi che al netto, rasentano il ridicolo rispetto a quelli offerti ai medici, che per l’appunto hanno aderito in massa (più di 15000 candidature a fronte dei 3000 posti in bando). Regioni in cui rimane il più assoluto silenzio, agenzie non ancora pervenute.
Commenti di infermieri che ricevono offerte di lavoro da agenzie con nomi improponibili e con retribuzioni ancora minori (sub-appalti?). Infermieri di famiglia, quei pochi attivi sul territorio, impiegati nelle vaccinazioni quando il loro compito è occuparsi delle cronicità sul territorio.

L’infermiere eterna capra sacrificale

L’infermiere, oltre agli eroismi e i riconoscimenti, continua ad essere bistrattato da governi, agenzie del lavoro, istituzioni. Come da sempre. Ci siamo illusi che il sacrificio dell’anno precedente avrebbe portato più rispetto alla nostra figura, ma non è così.
E tutto questo non è altro che un tassello in più: ciò che aggrava la grave disillusione che l’infermieristica prova verso il suo paese e che ogni giorno la politica non fa che alimentare.
Professione infermiere: alle soglie del XXI secolo

Professione infermiere: alle soglie del XXI secolo

Caterina Galletti, Loredana Gamberoni, Giuseppe Marmo, Emma Martellotti, 2017, Maggioli Editore

La maggior parte dei libri di storia infermieristica si ferma alla prima metà del ventesimo secolo, trascurando di fatto situazioni, avvenimenti ed episodi accaduti in tempi a noi più vicini; si tratta di una lacuna da colmare perché proprio nel passaggio al nuovo millennio...



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