Mangiacavalli a Mi Manda Rai 3: “Infermieri sottopagati perché…”

Questa mattina, a Mi Manda Rai Tre, si è parlato di professione infermieristica: carenza di personale nei nostri ospedali, programmazione sanitaria e stipendi bassi i temi portanti. Sono intervenuti, tra gli altri, anche il presidente della Fondazione GIMBE Nino Cartabellotta e la presidente FNOPI Barbara Mangiacavalli.

‘La professione ha diversi problemi’

Credo che in Italia in questo momento ne abbiamo diversi di problemi con la professione infermieristica ha esordito Cartabellotta. “La prima è quella che sono pochi. Il dato OCSE che è molto vicino a quello che avete presentato voi di Eurostat parla di 6,2 per 1000 abitanti, quindi voglio dire è un numero che ci pone praticamente in coda alla classifica.”

‘Numero chiuso? Non è questo il problema’

In studio, sin da subito, si è puntato il dito sul numero chiuso per accedere ai corsi di laurea in Infermieristica; argomento che non ha però trovato il consenso della Mangiacavalli: Non risolviamo il problema togliendo il numero chiuso, ha chiaramente tuonato, spiegando che dovremmo coniugare quantità con qualità. Noi non possiamo formare grandi numeri senza avere dei requisiti di sicurezza di qualità.

Programmazione sanitaria, questa sconosciuta

I dati (Eurostat) mostrati in studio, allarmanti e impietosi, ci pongono in un vicolo cieco come ben illustrato dal presidente GIMBE: “Quando si fanno i tagli alla sanità, la macchina, il respiratore e il letto di terapia intensiva lo puoi comprare con una gara d’appalto o magari con una procedura d’emergenza, ma se non hai fatto programmazione sanitaria per formare il personale, non lo trovi dietro l’angolo”.

‘Formiamo solo 18,4 infermieri per 100.000 abitanti’

Cartabellotta ricorda anche come i nostri infermieri siano sottopagati, rispetto a quella che è la media degli standard europei, c’è un rapporto tra infermieri e medici molto basso (1,5, la media OCSE è 2,6 e ci sono paesi come il Giappone e la Finlandia che praticamente superano il 4,5%) e l’ultimo dato particolarmente importante è che non riusciamo a formarli.”

Già, perché “nel 2019 abbiamo formato 18,4 infermieri per 100.000 abitanti quando la media OCSE è 44 e ci sono paesi come l’Australia che ne formano 108.”

Stipendi: ‘E’ la pubblica amministrazione che è poco attrattiva’

Sulla questione stipendi, i dati mostrati e discussi durante la trasmissione sono stati di nuovo un colpo al cuore: peggio di noi, solo la Grecia. Paese che, come ben sappiamo, è reduce dal crack finanziario più grave della sua storia.

Ma la presidente FNOPI Mangiacavalli, nonostante le recenti prese per i fondelli del Governo agli infermieri italiani, ha scelto di liquidare così la questione: gli stipendi degli infermieri sono bassi perché “sono contestualizzati nella pubblica amministrazione italiana. E ancora: “E’ tutta la pubblica amministrazione, forse, dal punto di vista stipendiale, poco attrattiva nel nostro paese”.

‘Un mestiere che si fa con il cuore’

Che, come fatto intendere dal conduttore Federico Ruffo, quello dell’infermiere è “un mestiere che si fa con il cuore, per aiutare il prossimo” e che quindi forse non si dovrebbe star troppo a parlare di soldi… E’ un’altra storia.

Presidente, gli infermieri sono stanchi di inutili ringraziamenti

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Infermiere di Emodinamica presso il Policlinico Umberto I di Roma e Redattore per Dimensione Infermiere (Maggioli Editore). Autore della raccolta di racconti "La suocera sul petto e altre storie vere" (Ianieri Edizioni, 2018), del romanzo "Buonanotte madame" (0111 Edizioni, 2014) e coautore del manuale di divulgazione scientifica "Assistenza respiratoria domiciliare - il paziente adulto tracheostomizzato in ventilazione meccanica a lungo termine" (Ed. Universitalia, 2013).

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