la medicina omeopatica nuovo bersaglio comune della società (social)

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Il problema è sempre quello e riguarda le modalità classiche con le quali in Italia si affrontano i problemi e si reagisce agli errori altrui. Chi scrive si riferisce all’episodio gravissimo che ha coinvolto il medico omeopatico con la conseguente morte del bambino di sette anni a causa di un’otite; la risposta di parte della società (o di quella che più si espone sui social) è stata quella di iniziare una vera e propria caccia alle streghe che ha coinvolto tutta l’area della medicina omeopatica. Non siamo nuovi a questi casi di aggressione tout court ad alcune categorie, l’abbrutimento generale dimostrato anche contro chi, ad esempio, aveva palesato la non volontà di far vaccinare i propri figli è sintomatico di questa tendenza.

I casi di alcuni medici radiati, rei di aver sconsigliato la vaccinazione, o il fatto di aver subito varie ripercussioni perché gli stessi si sono mostrati contrari al Piano nazione delle vaccinazioni, è un altro segnale

Riportiamo di seguito un frammento del commento del vicepresidente della commissione sanità del Senato.

“Ancora, di nuovo, è caccia alle streghe. Dopo avere iniziato a radiare medici che mettono in discussione l’imposizione delle vaccinazioni e la totale innocuità del Piano nazionale delle vaccinazioni, arriviamo all’attacco contro le medicine non convenzionali, prendendo il caso di un errore medico, che ha sottovalutato le condizioni del paziente, per radiare anche coloro che praticano la medicina omeopatica. Con lo stesso principio al primo decesso per colpa di un medico o di un chirurgo andranno radiati tutti i medici che operano in ospedale con quelle medicine o quegli interventi”, Maurizio Romani (IDV) su quotidiano sanità.

La discussione è infatti proprio questa, e il problema si riferisce non tanto alle dinamiche inerenti alla valutazione del comportamento del singolo individuo che ha sbagliato, ma alla considerazione sociale della categoria di appartenenza di ques’ultimo.

I danni sottesi a questo tipo di valutazioni sono così elevati e rischiano di seppellire lo stesso dramma del singolo individuo, la mortificazione dell’intera branchia della omeopatia sembra così essere diventato unico motivo di lotta, senza che si pensi minimamente a porre in essere diversificazioni qualitative sulle singole persone e sui diversi episodi.

Conclude Romani:”Credo sia giunto il momento  di discutere seriamente di questi argomenti nelle sedi scientifiche appropriate, invece di sfruttare un singolo errore medico per screditare il serio lavoro di tanti medici che ‘integrano’ l’esercizio della loro professione di medici, odontoiatri e veterinari con competenze acquisite attraverso formazione a profilo definito nelle Medicine non convenzionali, ritenute sin dal 2002 ‘rilevanti per il loro ruolo sociale’ dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri. Personalmente – conclude il senatore – me ne sono occupato promuovendo un Simposio nazionale con l’Associazione per la Medicina Centrata sulla Persona Onlus-Ente morale, i cui atti sono a disposizione di chi volesse approfondire

 

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