Mia nonna multata perché no vax, ma è morta di Covid 2 anni fa

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Mia nonna, Maria Teresa, in paese la chiamavano “la bersagliera”. Era una donna tutta d’un pezzo, abituata ad avere grandi responsabilità fin da piccina. Era caparbia, intelligente, attenta, con una memoria di ferro e, anche se non aveva potuto studiare, amava leggere ed era il punto di riferimento a livello contabile e logico/razionale di tutta la famiglia.

Ha vissuto una guerra, la fame e la distruzione del suo paese. Ha cresciuto tre figli in povertà o quasi, a causa di immani difficoltà economiche. Ha fatto una vita di sacrifici e ha sempre rispettato le regole, le leggi e gli altri.

Ha accettato situazioni insostenibili e, nonostante venisse da un’epoca diversa e lontana anni luce, da anziana ha sempre cercato di essere al passo coi tempi, anche se con non poche difficoltà. Dieci anni fa è sopravvissuta alla morte di nonno, marito, compagno di una vita e colonna portante della famiglia.

Si è sempre fidata di chi ne sapeva più di lei, di chi aveva studiato, dei “dottori”, dei suoi nipoti infermieri e della scienza. E anche quando, quel giorno, a 95 anni suonati, l’abbiamo vista uscire dal cancello con le sue gambe per farsi accompagnare in ospedale, eravamo convinti che, nonostante fosse sempre più stanca e provata dagli anni, avremmo potuto goderci i suoi sorrisi, la sua trippa alla romana, i suoi pomodori col riso, i suoi carciofi, le sue fregnacce, le sue lasagne, la sua polenta, la sua inesauribile scorta di fettine panate, i suoi gnocchi e i suoi insegnamenti ancora a lungo.

E invece, in quel dannato ospedale, a fine 2020, si è beccata il Covid. E a seguito dell’infezione, in poco tempo, a dicembre, è morta di emorragia. Da sola, perché non si poteva entrare in reparto a tenerle la mano e a sussurrarle che eravamo lì con lei. Tutti. Nessuno di noi ha potuto salutarla davvero, quando è stato il momento. Nessuno.

E purtroppo, come tanti altri padri, madri, nonni e nonne portati via dal virus, è stata messa in un sacco e chiusa lì per sempre. Proprio lei, che teneva tanto alla sua immagine e al suo nome, che aveva preparato da decenni il vestito da indossare quando sarebbe morta e che da quando ero piccolo aveva nel portafoglio la foto che voleva sulla sua lapide.

Ebbene… Mia nonna, “la bersagliera”, dopo due anni dal suo trapasso, ha appena ricevuto una bella letterina dal Ministero della Salute dall’oggetto inequivocabile: “COMUNICAZIONE DI AVVIO DEL PROCEDIMENTO SANZIONATORIO”.

Una multa? Ma per cosa? Cosa avrà mai combinato, nonna, tra quelle quattro lastre di marmo dove riposa da oramai 23 mesi? Sono queste le domande che ci siamo fatti, in pochi secondi, prima di andare a spulciare la preoccupante missiva.

In cui si legge: “Il Ministero della Salute, ai sensi dell’articolo 4-sexies, comma 4 del D. L. n. 44/2021 (convertito, con modificazioni, dalla legge n. 76/2021) Le comunica, avvalendosi dell’Agenzia delle entrate-Riscossione, l’avvio del procedimento sanzionatorio per l’inosservanza dell’obbligo vaccinale di cui all’art. 4-quater del citato D. L. n. 44/2021, in quanto risulta che Lei alla data del 15/06/2022 non ha iniziato il ciclo vaccinale primario”.
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Nonna, per il Ministero della Salute, è perciò una no vax incallita. Inadempiente ai suoi obblighi verso sé stessa e verso la collettività. E perciò da sanzionare, nonostante non abbia avuto nemmeno il tempo di fare la prima dose di vaccino anti-Covid.

Avendola conosciuta… Si starà rivoltando nella tomba e starà addirittura imprecando, cosa che non le ho mai sentito fare nei 42 anni in cui la sua presenza è stata per me una certezza.

Nella lettera c’è anche scritto che nonna avrà massimo 10 giorni di tempo per comunicare alla Asl eventuali certificazioni, esenzioni o impossibilità oggettive, che dovrà poi inviare tale comunicazione all’Agenzia delle entrate-Riscossione e che se non farà tutto ciò verrà multata di 100 euro da pagare entro 60 giorni.

Meglio non commentare… Meglio.

Cosa ne sanno, questi, cara nonna, delle colazioni che mi preparavi da bambino e delle volte che mi ascoltavi mentre ti raccontavo di come stavo crescendo. Cosa gliene frega, a questi, cara nonna, di quanto può far male macchiare così la memoria di una persona cara.

Perdonali, se puoi. Anzi, no: deridili, da lassù, tra una litigata e l’altra con nonno: perché anche se non sei mai stata morosa in vita tua, quelle miserabili 100 euro non le pagherai mai. E non le pagherà nessuno per te, stai serena.

Riposa in pace, nonna mia.
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