Muore in casa, i vicini non chiamano i soccorsi e gli sigillano la porta per non sentire l’odore

Cosa diavolo ci sta succedendo? Bisognerebbe provare a raggiungere davvero, come si legge in molti post social da un po’ di tempo a questa parte, una protettiva “umanità di gregge”?

Indifferenza

Sarà la pandemia, sarà l’indifferenza che a volte ha macchiato indelebilmente la nostra cultura, sarà la stanchezza causata da questo periodo fuori dal tempo o semplicemente la paura di infettarsi; fatto sta che quanto accaduto a Genova è di una tristezza davvero immensa e dovrebbe far riflettere non poco sulla salute dei nostri rapporti sociali.

Morto da 7 giorni

Un uomo di 68 anni, residente nel quartiere Sant’Eusebio, è morto da solo in casa per cause naturali. E fin qui nulla di strano, purtroppo capita. Non se ne è accorto nessuno per una lunga settimana e… Anche questo, purtroppo, come ci racconta spesso la cronaca quotidiana del nostro paese che è stracolmo di anziani (spesso soli), capita.

Nessuno ha chiamato i soccorsi

Il problema è che l’anziano aveva dei vicini di casa che, a un certo punto, hanno iniziato ad avvertire un odore piuttosto sgradevole provenire dal suo appartamento, dovuto all’inevitabile decomposizione del corpo.

Si saranno perciò preoccupati? Avranno pensato, non vedendolo da giorni, che potesse aver avvertito un malore? Avranno allertato i soccorsi? Avranno cercato di rintracciare eventuali parenti?

Scotch per fermare il cattivo odore

Nulla di tutto questo. Come riportato da TGCOM24,l’unica loro azione, infastiditi dal forte odore di morte, è stata quella di sigillare la porta dell’anziano con del nastro adesivo per frenare in qualche modo gli olezzi.

Solo dopo una settimana, quando i servizi sociali hanno lanciato l’allarme perché non riuscivano a mettersi in contatto col 68enne da giorni, sono intervenuti i vigili urbani e i vigili del fuoco. Eliminato lo scotch con cui la porta era tristemente sigillata, hanno quindi fatto irruzione e hanno trovato il cadavere a terra, sopra un piumone.

Solo. Senza segni di violenza. E con qualche strato di nastro adesivo a isolarlo dalla più colpevole e totale indifferenza.

“Il peggior peccato contro i nostri simili non è l’odio ma l’indifferenza: questa è l’essenza della mancanza di umanità.” (George Bernard Shaw).

Istituita la Giornata contro la violenza sugli operatori sanitari

Condividi
Infermiere di Emodinamica presso il Policlinico Umberto I di Roma e Redattore per Dimensione Infermiere (Maggioli Editore). Autore della raccolta di racconti "La suocera sul petto e altre storie vere" (Ianieri Edizioni, 2018), del romanzo "Buonanotte madame" (0111 Edizioni, 2014) e coautore del manuale di divulgazione scientifica "Assistenza respiratoria domiciliare - il paziente adulto tracheostomizzato in ventilazione meccanica a lungo termine" (Ed. Universitalia, 2013).

Nessun commento

LASCIA UN COMMENTO