Nei programmi dei partiti politici l’infermieristica è ai margini

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Con un chiaro messaggio alla politica, al grido di “senza infermieri non c’è salute”, qualche giorno fa la FNOPI ha elencato le diverse richieste dell’infermieristica italiana al prossimo Parlamento (VEDI).

Altro che cambio di passo

Ma di questo “cambio di passo indispensabile” voluto fortemente dai professionisti a dalla suddetta Federazione, in realtà ai nostri politici interessa relativamente. Anzi, oseremmo dire che, tanto per cambiare, non gliene frega proprio nulla. Sarà perché la pandemia sta finendo? Sarà perché tra Camera e Senato sono solo 10 gli infermieri candidati?

Fatto sta che nei diversi programmi politici, nonostante a chiacchiere ci si sia sperticati (fino a non molto tempo fa) in elogi, promesse, medaglie, monete e tante altre prese in giro, non c’è praticamente nulla che assomigli a un piano concreto di sviluppo e di crescita del nostro sistema sanitario attraverso la valorizzazione degli infermieri.

Non c’è un piano concreto

E a proposito di sanità: in generale, nei diversi programmi, al di là degli innumerevoli slogan, non traspare minimamente un chiaro e deciso intento di risollevare il sistema salute in tutta la sua complessità, sia a livello regionale sia nazionale. Tante parole, insomma, fatte di un’abbondante approssimazione terminologica e di idee che sembrano buttate lì alla rinfusa per ottenere voti, con la consapevolezza che alla fine tutto rimarrà così com’è. 

Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia

Tornando agli infermieri e analizzando i diversi programmi, la Lega di Salvini parla di aumento di stipendio, di abolizione del vincolo di esclusività, di maggiore territorialità dell’assistenza agli anziani, dell’istituzione dell’infermiere scolastico, dell’affidamento alle Regioni della programmazione del personale infermieristico e dell’istituzione di sistemi univoci di classificazione ed equiparazione contrattuale. Il carroccio parla anche della creazione di un super OSS, ma questa è un’altra storia.

Fratelli d’Italia della Meloni parla dell’abolizione del numero chiuso per l’accesso ad alcuni corsi di laurea e della possibilità per infermieri e farmacisti di accedere al fascicolo sanitario elettronico del cittadino.

Forza Italia, così come praticamente tutto il centro-destra, vorrebbe in generale un aumento delle assunzioni in sanità.

Unione Popolare, Pd, Sinistra e Verdi

Di assunzioni parla anche Unione Popolare (con contratti a tempo pieno e indeterminato in tutti i comparti), insieme a un rilancio della sanità territoriale e all’abolizione delle esternalizzazioni.

Il Pd, dopo una sonora pacca sulla spalla (il ricordo dell’abnegazione dei professionisti sanitari), cavalca il PNRR e chiede un’importante valorizzazione della salute territoriale e dell’infermiere di comunità.

Di superamento del numero chiuso per Infermieristica parlano anche Sinistra e Verdi, ma non solo: chiedono l’assunzione di 40.000 operatori sanitari, l’internalizzazione dei servizi affidati all’esterno (coop, associazioni, ecc.) e la partecipazione ai concorsi pubblici solo di infermieri non obiettori.

+Europa, Impegno Civico, Articolo Uno, Italexit e Azione

Di miglioramento delle condizioni lavorative (inclusa la sicurezza) e economiche del personale sanitario, associato a un programma straordinario di assunzioni, parla anche +Europa.

Di ‘impegno eroico’ degli infermieri in era Covid parla invece Impegno Civico, che chiede uno sviluppo concreto della sanità territoriale. 

Anche Articolo Uno chiede uno sviluppo della salute di prossimità.

Italexit indica tra i punti l’abolizione del numero chiuso, il rinnovo dei contratti del personale sanitario e innovazioni nella formazione in sanità. Il partito di Paragone vuole anche ridefinire il ruolo degli Ordini delle professioni sanitarie, che devono garantire l’indipendenza e la non condizionabilità del professionista.

Azione parla in generale di valorizzazione del personale infermieristico, di ampliamento delle competenze, di aumento degli stipendi degli operatori sanitari (soprattutto quelli dei reparti di urgenza-emergenza e in generale di quelli che espongono i professionisti al rischio di Burnout).

Altro che linee guida provate dall’Oms

Tutto molto vago, quindi, senza nulla che ricordi le linee guida di azione strategiche per l’infermieristica (formazione, leadership, lavoro e erogazione dell’assistenza) che già esistono e che sono approvate da tutti i Paesi nel corso dell’Assemblea Mondiale della Sanità dell’OMS.

Come ricordato anche dal Presidente Nazionale Consociazione Nazionale Associazioni Infermiere/i (CNAI) Walter De Caro in una lettera a Quotidiano Sanità: “Tra i punti qualificanti della strategia globale, non presente in nessuno dei programmi, la valorizzazione delle competenze infermieristiche avanzate con l’esercizio professionale differenziato, l’ampliamento dell’esercizio autonomo infermieristico con servizi a guida infermieristica e con la prescrizione, la costituzione di strutture dipartimentali al Ministero della Salute e alla Regioni, una riforma complessiva della formazione infermieristica, con strutture universitarie, in linea con gli orientamenti internazionali e i bisogni dei cittadini.

Per aumentare l’attrattività professionale, l’aumento delle retribuzioni, la possibilità di esercizio libero professionale, previsione di percorsi di sviluppo professionali, oltre a concreti sistemi di incentivazione per gli studenti infermieri come l’esonero dalle tasse (quest’anno, caso più unico che raro in tutto il mondo, si sono laureati più medici che infermieri in Italia)”.

L’ultima ruota del carro

Noi infermieri siamo la colonna portante del Servizio Sanitario Nazionale. Lo abbiamo dimostrato chiaramente durante il buio periodo della pandemia, urlandolo ai cittadini di tutto il mondo: “Senza infermieri non c’è salute”! 

Eppure, invece di essere al cento dell’agenda di ristrutturazione e potenziamento del sistema salute qui in Italia… Siamo visti, ancora una volta, inspiegabilmente, o forse a causa di una visione ancora troppo medico-centrica della sanità, come l’ultima ruota del carro.

“Vota Antonio… Vota Antonio” (cit).

Le richieste della FNOPI al prossimo Parlamento

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