Nursing Up: “Il reintegro degli infermieri non vaccinati? Accogliamo la notizia con estrema soddisfazione”

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Con un nuovo comunicato stampa, il presidente nazionale del sindacato Nursing Up Antonio De Palma ha voluto esprimere piena approvazione alla decisione del Governo di reintegrare sin da subito gli infermieri e gli altri operatori sanitari sospesi in quanto non vaccinati. Lo riportiamo qui per intero.

«Accogliamo con estrema soddisfazione la decisione del neo Ministro della Salute, Professor Orazio Schillaci, che a pochi giorni dal suo insediamento, sembra avere già compreso, e non possiamo che esserne lieti, la linea concreta da adottare per avviare il lento e complesso lavoro di ricostruzione del nostro sistema sanitario italiano. 

Ci riferiamo alla decisione di reintegrare, ben prima del 31 dicembre prossimo, come era stato inizialmente stabilito dalle Regioni, gli operatori sanitari non vaccinati attualmente sospesi.

In particolare il ministro alla Salute Orazio Schillaci ha annunciato, oltre allo stop della sospensione dei sanitari che non si sottoposti a vaccinazione, anche la cancellazione della multa di 100 euro per tutti gli over 50. 

Confermata, quindi, era ora, la strategia di ridurre le restrizioni, da parte del nuovo Governo, per noi fondamentale soprattutto alla luce di quella carenza strutturale di 80mila infermieri che rappresenta più che mai una voragine da sanare.

C’è grande soddisfazione da parte nostra, dal momento che per mesi abbiamo sollevato la questione del reintegro dei professionisti non vaccinati, attraverso i nostri accurati appelli rivolti a tutte le Aziende Sanitarie ed alla politica.

In piena Pandemia avevamo, naturalmente, messo in evidenza che questi colleghi andavano reinseriti, anche in ambiti diversi, lontano dai soggetti a rischio, ma bisognava reintegrarli, per non disperdere il patrimonio di competenze che essi rappresentavano e per tutelare la loro posizione.

Ciò che ci ha fatto poi particolarmente indignare, non esitiamo a sottolinearlo nuovamente con forza, è che, nonostante il graduale ridimensionamento dell’allarme contagi, il Governo nulla aveva fatto per modificate la legge vigente, continuando a lasciare a casa  i sanitari sospesi, con le Regioni che, paradossalmente, andavano a sanare la gravi carenze sopprimendo posti letto, oppure inserendo personale extracomunitario, vedi il caso dell’Emilia Romagna e della provincia di Treviso, o addirittura inventandosi di sana pianta la figura dei Super Oss, vedi l’emblematica vicenda del Veneto.

Sin dall’inizio, e i nostri comunicati stampa ne sono prova evidente, abbiamo mantenuto una posizione molto critica a riguardo, perché le aziende sanitarie prima di procedere alla sospensione degli operatori avrebbero dovuto organizzare e pianificare programmi operativi finalizzati a individuare le migliori modalità per compensare le attività che venivano meno e che avrebbero dovuto svolgere gli operatori sospesi.

Nella maggior parte dei casi questo non è avvenuto, perché molte aziende sanitarie hanno applicato le norme in maniera letterale, sospendendo operatori di varie qualifiche sanitarie, e facendo gravare sugli altri dipendenti i turni che dovevano essere garantiti dagli operatori sospesi, insomma un vero e proprio massacro.

Tutto questo non era e non è accettabile in alcun modo.


I nostri operatori sono donne, uomini, madri e padri, molti dei quali, da ultimo, per ben due anni, si sono praticamente allontanati dalle loro famiglie, a causa dei turni massacranti a cui sono stati obbligati, senza dimenticare la criticità di uno stipendio che ancora oggi non fa pericolosamente il paio con il mutato costo della vita, collocando gli infermieri e le altre professioni sanitarie non ricomprese nella dirigenza sanitaria, tra le professioni più economicamente disagiate.

Ben venga, quindi, la decisione del Ministro Schillaci, di avviare il graduale reintegro dei sanitari non vaccinati e sospesi, dando un segnale forte rispetto alla necessità di ricostruire il nostro sistema, mettendo al centro del progetto i nostri professionisti».
La valutazione del paziente con ulcere croniche
FORMATO CARTACEO
La valutazione del paziente con ulcere croniche Quando, nelle corsie dei reparti, o dai lettini degli ambulatori, oppure durante gli eventi formativi o in occasione degli stage/ tirocini dei corsi di laurea e master universitari, si pone la fatidica domanda: “Cosa serve per ottenere la guarigione di un’ulcera cronica?”, comunemente la risposta è un lungo elenco di medicazioni, dispositivi e tecnologie tra i più disparati. Oggi più che mai è invece necessario (ri)orientare l’assistenza limitata e limitante generata da questa prospettiva che non riesce ad andare oltre al “buco che c’è nella pelle”, restituendo centralità alla persona con lesioni cutanee; occorre riaffermare che il processo di cura deve essere basato su conoscenze approfondite, svincolate da interessi commerciali, fondate su principi di appropriatezza, equità, sostenibilità e in linea con il rigore metodologico dell’Evidence Based Nursing/Medicine che fatica ad affermarsi. Questo testo, pensato e scritto da infermieri con pluriennale esperienza e una formazione specifica nel settore del wound management, propone nozioni teoriche e strumenti pratici per capire quale ulcera e in quale paziente abbiamo di fronte, e de- finire quali obiettivi e quali esiti dobbiamo valutare e devono guidare i nostri interventi. Nello specifico, la prima sezione del volume affronta alcune tematiche propedeutiche alla valutazione delle ulcere croniche, offrendo al lettore una discussione approfondita sui meccanismi della riparazione tessutale normale e quelli attraverso cui un’ulcera diventa cronica; segue una panoramica di questa tipologia di lesioni cutanee. La seconda sezione entra nel dettaglio delle varie fasi in cui si articola il percorso strutturato della valutazione con cui realizzare la raccolta di informazioni e dati sulla base dei quali formulare un giudizio clinico e guidare, in maniera consapevo- le e finalizzata, gli interventi di trattamento delle ulcere croni- che, come è richiesto ai professionisti della salute di oggi.Claudia Caula, infermiera esperta in wound care. Direzione delle Professioni Sanitarie. AUSL Modena.Alberto Apostoli, podologo; infermiere esperto in wound care; specialista in assistenza in area geriatrica; specialista in ricerca clinica in ambito sanitario. Azienda ASST Spedali Civili di Brescia.Angela Libardi, infermiera specializzata in wound care. ASST Sette Laghi – Varese.Emilia Lo Palo, infermiera specializzata in wound care. Ambulatorio Infermieristico Prevenzione e Trattamento Lesioni Cutanee; Direzione delle Professioni Sanitarie. Azienda ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Claudia Caula – Alberto Apostoli – Angela Libardi | Maggioli Editore 2018
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