Ok l’indennità per gli infermieri valdostani, ma… Per tutti gli altri niente?

È di questi giorni la notizia che la regione Valle d’Aosta, grazie a una indennità di attrattiva regionale (in tutto 9,3 milioni di euro), ha deciso di pagare di più i medici e gli infermieri per scongiurare la loro fuga dal territorio (VEDI).

Un unicum, in questi ultimi tempi di crisi sanitaria, dove addirittura si era pensato a corsi di formazione complementare per altri operatori in modo da avere pseudo infermieri a basso prezzo (VEDI).

De Palma, Nursing Up: “Complimenti alla Valle d’Aosta”

In molti, strabuzzando gli occhi per l’incredulità, hanno fatto i complimenti alla regione più piccola d’Italia per questa lodevole iniziativa. Tra questi, anche il presidente nazionale del sindacato Nursing Up, Antonio de Palma, che in un nuovo comunicato si è così espresso sulla questione.

“Da una parte non possiamo che complimentarci con il Governatore di un territorio che ha dimostrato l’acume e la lungimiranza di comprendere che i nostri professionisti della salute non potevano attendere ulteriormente queste risorse sacrosantespiega De Palma.

‘Politica centrale cieca e indifferente’

Che continua: “Dall’altra, però, il nostro entusiasmo fa il paio con l’amarezza e la consapevolezza che questa iniziativa sarebbe dovuta partire da Roma, dal Governo centrale, da una politica fin qui troppo cieca e indifferente rispetto alle istanze degli operatori sanitari.

E noi dovremmo tacere rispetto al fatto che per chissà quanto tempo, gli altri, da Nord a Sud, rimarranno ancora a bocca asciutta? Dietro il buon senso dimostrato dagli amministratori della Valle d’Aosta e gli spiragli di luce emersi dalle risorse erogate agli infermieri locali, ahimè si nascondono le ombre dell’atteggiamento di un Governo che dovrebbe fornire risposte concrete in merito alla costruzione del percorso di valorizzazione di tutti gli operatori sanitari.”

‘Soluzione concreta per arginare la fuga degli infermieri’

“Al Sottosegretario Sileri, che tanta disponibilità aveva promesso durante il periodo clou dell’emergenza oggi chiediamo: per quanto tempo ancora gli altri Infermieri italiani dovranno rimanere a bocca asciutta?

Possibile che le singole regioni debbano muoversi in autonomia? Possibile che la nostra politica non comprenda che le risorse aggiuntive per gli infermieri rappresenterebbero la soluzione concreta per arginare l’emorragia di giovani colleghi attirati oggi da stipendi ben più dignitosi da parte di Paesi Europei a noi vicini?

La Valle d’Aosta lo ha compreso: le risorse stanziate hanno la finalità di fare in modo che i professionisti migliori continuino a offrire la loro competenza e professionalità in quel territorio.”

‘Urge un coraggioso piano di assunzioni’

“Solo due giorni fa vi abbiamo raccontato che la Svizzera è pronta ad offrire fino a 3500 euro per un infermiere italiano neo assunto per mettere un freno alla sua crisi di personale.

Ci chiediamo per quanto tempo ancora dobbiamo vederci portar via i nostri giovani professionisti, svuotando così di forze nuove un sistema sanitario febbricitante come non mai, che ha bisogno come il pane di un coraggioso piano di assunzioni per una ripartenza degna di tal nome”.

Infermieri in fuga? La Valle d’Aosta li pagherà di più

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Infermiere di Emodinamica presso il Policlinico Umberto I di Roma e Redattore per Dimensione Infermiere (Maggioli Editore). Autore della raccolta di racconti "La suocera sul petto e altre storie vere" (Ianieri Edizioni, 2018), del romanzo "Buonanotte madame" (0111 Edizioni, 2014) e coautore del manuale di divulgazione scientifica "Assistenza respiratoria domiciliare - il paziente adulto tracheostomizzato in ventilazione meccanica a lungo termine" (Ed. Universitalia, 2013).

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