Educazione sanitaria: prevenire il melanoma con la regola dell’ABCDE

Educazione sanitaria prevenire il melanoma con la regola dell'ABCDE
Educazione sanitaria prevenire il melanoma con la regola dell'ABCDE

Una corretta educazione sanitaria dell’infermiere su come prevenire il melanoma non può prescindere dall’esortare il paziente a rischio di carcinomi cutanei, a un periodico controllo dei nevi attraverso la regola dellABCDE: un autoesame che consiste in un breve elenco di valutazioni visive e alla portata di tutti e che, spesso, porta ad una diagnosi precoce del melanoma cutaneo.

Prevenire il melanoma: regola dell’ABCDE e dermatoscopia

Questi due strumenti di prevenzione basilari sono estremamente efficaci per prevenire il melanoma maligno. Senza una costante autovalutazione periodica, difficilmente il carcinoma cutaneo maligno può essere rilevato precocemente . Come si esegue la regola dell’ABCDE?

La regola dell’ABCDE: come non devono essere i nevi

La regola dell’ABCDE è molto semplice da seguire: spiega come non deve essere il nevo. Qualsiasi alterazione di queste 5 valutazioni devono essere sottoposte alla visione di un medico. Come si procede? Basta verificare per ogni singolo nevo rispetti le seguenti regole, ognuna contrassegnata da un’iniziale:

  • A come Assimetria: il nevo si presenta in forme non cicliche o ovali e molto disomogenee? Segnalo al medico.
  • B come Bordi irregolari: il perimetro è formato da increspature e deformazioni, non è lineare. Mmh…meglio farlo controllare.
  • C come Colore disomogeneo: un nevo che presenta più gradazioni, non c’è dubbio, sono da controllare!
  • D come Diametro: più di 6 mm, sicuramente da controllare ma non sottovalutare mai anche quelli più piccoli.
  • E come Evoluzione: forme, colore e/o dimensioni si evolvono velocemente nel tempo, pochi mesi o addirittura giorni? Immediatamente dal medico!

L’alterazione di uno o più di questi parametri di per sé è un buon motivo per giustificare una visita dal medico, soprattutto per pazienti che presentano molti nevi. Senza impaurirsi o farsi prendere dal panico però; un’alterazione di questi fattori non vuol dire melanoma certo, ma con tranquillità si prenota una visita dal medico e si seguono i suoi consigli.

Una buona programmazione di visite di controllo, almeno ogni anno, è un ottimo inizio per la prevenzione del melanoma, basta sapersi organizzare!

Dermatoscopia o epiluminescenza: l’occhio del dermatologo

Al primo sospetto clinico del vostro medico curante sarà lui stesso a richiedere un esame strumentale più accurato come l’epiluminescenza (o dermatoscopia) tramite visita specialistica dal dermatologo.

La dermatoscopia, o anche chiamata epiluminescenza, è una tecnica basata sull’uso di un dermatoscopio, uno strumento ottico, che permette di osservare in maniera amplificata le trame cromiche e tissutali di un nevo che non sono visibili ad occhio nudo, aiutando il clinico a riconoscere quelle caratteristiche pre-cancerose, porre diagnosi precoce di melanoma ed eventualmente asportare chirurgicamente il melanoma.

La diagnosi di melanoma

Sarà il medico dermatologo a diagnosticare un melanoma, ma l’accortezza del paziente, grazie all’educazione sanitaria dell’infermiere che gli insegnerà ad eseguire la regola dell’ABCDE, può aiutare a ridurre il rischio di melanoma o quantomeno a porre diagnosi quando è più utile, precocemente.

Il melanoma può essere in situ o invasivo; nel secondo caso può comportare un grave e serio rischio per la propria salute. Presentandosi al medico di famiglia, egli valuterà se sia necessaria una visita specialistica da un dermatologo che effettuerà un’epiluminescenza: una fibra ottica posta con un vetrino sul nevo ingrandisce l’immagine in modo da farlo visualizzare a schermo in tutte le sue caratteristiche. Successivamente il medico specialista potrà prescrivere un intervento escissionale del tessuto sospetto, niente di grave: un’asportazione del tessuto che non comporta che lievi fastidi.

Il tessuto sarà successivamente valutato da un istologo (medico che valuta l’aspetto delle cellule e dei margini del campione) per dare diagnosi di un nevo maligno o benigno.

In caso di malignità si effettueranno prelievi bioptici di un 1 cm di tutto l’adipe attorno per dare un valore alla scala di Clarke o altri esami come lo spessore di Breslow che, nel caso di spessore > 1mm, indicherà la valutazione del linfonodo sentinella (prima tappa di un eventuale metastasi).

Per questi motivi sarebbe consigliato controllarsi periodicamente per una corretta prevenzione del melanoma. Minimo ogni anno per quei soggetti predisposti che presentano molti nevi o ancora nevi da controllare periodicamente.

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Cosa è un melanoma maligno?

Cute e mucosa presentano diffuse cellule specializzate nel produrre melanina, sostanza capace di contrastare gli effetti negativi del sole (e responsabili dell’abbronzatura). Queste cellule si chiamano melanociti.

A volte, per un sovraccarico di lavoro (esposizioni prolungate nel tempo) o per pura casualità genetica (prosaicamente sfiga), una di queste cellule “impazzisce“, i suoi sistemi di controllo d’errore genetico vengono meno al loro compito e la cellula tende a degenerare in cellula cancerosa, creando notevoli problemi.

Le zone più esposte al sole e le pelli molto chiare sono le più colpite dal carcinoma maligno. È per questo che l’infermiere dovrebbe indicare a pazienti con fototipo 1 o 2 l’utilizzo di crema solare prima dell’esposizione al sole. Molti dermatologi sostengono che le uniche creme solari veramente efficaci siano quelle acquistabili in farmacia.

Altri consigli utili per prevenire il melanoma

Altri consigli per prevenire il melanoma sono sicuramente quelle citate dal sito istituzionale del Ministero della Salute:

evitare le esposizioni eccessive e le scottature da sole soprattutto nei bambini se di fototipo 1 e 2 o con difficoltà ad abbronzarsi o con facilità a scottarsi;
i bambini fino ai 12 mesi di età non devono essere esposti esposti ai raggi diretti del sole;
evitare le esposizioni al sole nei climi caldi tra le ore 11.00 e le 16.00 circa;
utilizzare indumenti protettivi: cappello con visiera, camicie, magliette, occhiali;
utilizzare l’ombra naturale (alberi) e creare protezione con ombrelloni o altro;
tenere sempre presente che ombra e indumenti  appropriati proteggono più di qualunque crema solare;
usare, specie se la pelle è pallida, creme solari ad alta protezione (30-50 SPF) che  contengono filtri che; bloccano non solo le radiazioni UVB, responsabili delle  scottature, ma anche le UVA;
le creme solari protettive devono essere applicate in dosi adeguate più  volte al giorno e subito dopo il bagno;
alcune sedi sono da proteggere in modo particolare: naso, orecchie, petto, spalle, dorso del piede, cuoio capelluto (soprattutto se si è calvi);
evitare l’abbronzatura artificiale (lettini e lampade UVA) che, oltre tutto,  invecchiano precocemente la pelle;

Fonte: Lamiapelle.it

Autore: Dario Tobruk (Profilo Linkedin)

 

Fonti: 

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Infermiere di Unità Coronarica e Cardiologia, Master in Tecniche ecocardiografiche (UniCattolica). Web Content Editor medico-scientifico, iscritto al Master in Giornalismo e Comunicazione istituzionale della scienza. Nel 2016, in collaborazione con la casa editrice Maggioli, ha fondato DimensioneInfermiere.it.

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