A proposito di Crocerossine…e di infermiere volontarie.

le crocerossine al salone del libro di torino

Presenti al Salone del libro di Torino, fra le altre compagini, anche quella delle Crocerossine. Al centro di una recente polemica interna sulla eventualità di continuare ad usare i distintivi di grado, le Crocerossine continuano ad esercitare il loro lavoro in un contesto in continua evoluzione.

La storia del Corpo delle Infermiere volontarie della Croce Rossa è legata a doppia mandata a quella di alcuni avvenimenti storici italiani di grande rilevo e la loro figura è ancora centrale in molte operazioni internazionali. Tutto questo non basta però a far dimenticare la centralità della questione attinente alla loro funzione attuale e alla loro collocazione nel nostro panorama culturale.

Le Crocerossine

Il Corpo delle Crocerossine nasce nel 1908, una vera e propria istituzione che ad un secolo esatto dalla sua nascita contava fra le sue fila più di 10.000 volontarie. Le Crocerossine continuano a esplicitare alcune delle funzioni classiche degli infermieri, al salone del libro le stesse rilevavano parametri vitali, apprestavano educazione sanitaria e fornivano lezioni di primo soccorso. L’impegno sociale delle stesse rimane quindi assolutamente encomiabile anche solo prendendo in considerazione la loro grande generosità nei vari contesti in cui sono impiegate.

Professione infermiere: alle soglie del XXI secolo

Professione infermiere: alle soglie del XXI secolo

Caterina Galletti, Loredana Gamberoni, Giuseppe Marmo, Emma Martellotti, 2017, Maggioli Editore

La maggior parte dei libri di storia infermieristica si ferma alla prima metà del ventesimo secolo, trascurando di fatto situazioni, avvenimenti ed episodi accaduti in tempi a noi più vicini; si tratta di una lacuna da colmare perché proprio nel passaggio al nuovo millennio...



La differenza con gli infermieri negli ultimi decenni si è però ulteriormente accentuata e, a parte il profilo squisitamente linguistico, notevoli sono le differenze tra le due figure. Rimarcando un po’ sul carattere della polemica sui distintivi di grado e sulla eventuale militarizzazione del Corpo delle Crocerossine,  si evidenzino in primo luogo gli aspetti più controversi della querelle interna tra il Presidente Nazionale della Croce Rossa Italiana, Francesco Rocca, il quale, con proprio atto aveva imposto la rimozione dei distintivi di grado nelle attività civili delle crocerossine, la volontà del presidente si è scontrata con quella della Ispettrice nazionale del Corpo, la quale ha sostenuto che in nessun modo sia in corso una militarizzazione delle stesse.

Le Crocerossine non sono infermiere.

Con tutto il rispetto, le posizioni sopra espresse rendono l’idea della distanza che intercorre tra gli infermieri professionisti e laureati che popolano le nostre strutture e le crocerossine che vogliamo ricordare sono definite “infermiere volontarie” senza averne effettivamente il titolo (percorso universitario, esame di Stato, iscrizione all’albo) e che al netto dei propri titoli potrebbero essere affiancate piuttosto ad operatori socio-sanitari. L’attenzione posta su dinamiche come quelle afferenti alla possibile militarizzazione segna la linea di demarcazione tra posizioni delle volte confuse.

Figura storica di tutto rispetto e un po’ anacronistica.

Altro aspetto singolare e che non può essere posto in second’ordine è quello attinente al carattere proprio di questa figura, che deve essere collocato entro il contesto storico di riferimento, un contesto di guerra dove la figura della donna poteva essere solo considerata ausiliaria a quella dell’uomo. Una concezione fortunatamente anacronistica, che però permane nella distinzione di genere insita nel carattere proprio di queste volontarie. Le Crocerossine vivono quindi un momento legato strettamente al mutamento sociale, i margini di professionalità sono aumentati e aumenteranno ancora, consegnando a queste volontarie investite di grande valore storico e sociale nuove responsabilità. Nella speranza che possano affrancarsi  da querelle su possibili militarismi e condizionamenti che ne avviliscono il senso stesso della loro presenza.

Mai sentito di un medico volontario?

Non possiamo però smettere di stupirci e strabiliarci quando ancora discutiamo di professioniste “volontarie” a cui andrebbe ridimensionato non il grado militare quanto il titolo di “infermiere” a cui i veri professionisti accedono con ben altre difficoltà e superando un test di ammissione.

Qualcuno ha mai sentito parlare di medico “volontario“? Noi no! E nel caso stiamo certi che prima o poi sentiremo notizie anche di abuso della professione medica. 

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