“Quando gioca il Napoli i pronto soccorso sono vuoti”

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Il Napoli di Luciano Spalletti vola e si dirige a grandi falcate verso quello che rappresenterebbe un traguardo storico: il primo scudetto dell’epoca post Maradona, una vittoria che farebbe letteralmente impazzire di gioia l’intera città.


Ma in un periodo di pronto soccorso affollati, di pazienti in barella lasciati nei corridoi per giorni, di violenze indicibili e continue ai danni degli operatori sanitari, c’è un dato che fa decisamente riflettere: in occasione delle partite di cartello del Napoli, i dipartimenti di emergenza e accettazione partenopei sarebbero stranamente vuoti.


A dichiararlo è l’associazione Nessuno Tocchi Ippocrate, che in un post a seguito del big-match di campionato Napoli-Juventus (risultato: 5-1!) ha dichiarato che durante la partita e a ridosso della stessa in città vi era un’atmosfera a dir poco surreale: “pronto soccorso semi-deserti, ambulanze ferme nelle proprie postazioni, telefoni della Continuità assistenziale muti”.


Secondo l’associazione, ciò dimostrerebbe “che l’80% delle chiamate al 118, come gli accessi al pronto soccorso, sono superflui o differibili (almeno per 90 minuti). Stasera in ospedale c’era chi stava male davvero”.

FORMATO CARTACEO

Guida al monitoraggio in Area Critica

Il monitoraggio è probabilmente l’attività che impegna maggiormente l’infermiere qualunque sia l’area intensiva in cui opera.Non può esistere area critica senza monitoraggio intensivo, che non serve tanto per curare quanto per fornire indicazioni necessarie ad agevolare la decisione assistenziale, clinica e diagnostico-terapeutica, perché rilevando continuamente i dati si possono ridurre rischi o complicanze cliniche.Il monitoraggio intensivo, spesso condotto con strumenti sofisticati, è una guida formidabile per infermieri e medici nella cura dei loro malati. La letteratura conferma infatti che gli eventi avversi, persino il peggiore e infausto, l’arresto cardiocircolatorio, non sono improvvisi ma solitamente vengono preannunciati dal peggioramento dei parametri vitali fin dalle 6-8 ore precedenti.Il monitoraggio è quindi l’attività “salvavita” che permette di fare la differenza nel riconoscere precocemente l’evento avverso e migliorare i risultati finali in termini di morbilità e mortalità.Riconosciuto come fondamentale, in questo contesto, il ruolo dell’infermiere, per precisione, accuratezza, abilità nell’uso della strumentazione, conoscenza e interpretazione dei parametri rilevati, questo volume è rivolto al professionista esperto, che mette alla prova nelle sue conoscenze e aggiorna nel suo lavoro quotidiano, fornendo interessanti spunti di riflessione, ma anche al “novizio”, a cui permette di comprendere e di utilizzare al meglio le modalità di monitoraggio.   A cura di:Gian Domenico Giusti, Infermiere presso Azienda Ospedaliero Universitaria di Perugia in UTI (Unità di Terapia Intensiva). Dottore Magistrale in Scienze Infermieristiche ed Ostetriche. Master I livello in Infermieristica in anestesia e terapia intensiva. Professore a contratto Università degli Studi di Perugia. Autore di numerose pubblicazioni su riviste italiane ed internazionali. Membro del Comitato Direttivo Aniarti.Maria Benetton, Infermiera presso Azienda ULSS 9 di Treviso. Tutor Corso di laurea in Infermieristica e Professore a contratto Università degli Studi di Padova. Direttore della rivista “SCENARIO. Il nursing nella sopravvivenza”. Autore di numerose pubblicazioni su riviste italiane. Membro del Comitato Direttivo Aniarti.

a cura di Gian Domenico Giusti e Maria Benetton | Maggioli Editore 2015