Il raid dell’Umberto I: “Riportiamo la Polizia nei pronto soccorso”

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Hanno sfasciato tutto, terrorizzato i pazienti ricoverati, aggredito verbalmente e non (un’infermiera è stata presa a bottigliate e altri 4 sono rimasti feriti) gli operatori sanitari presenti al grido di “schiavi della dittatura sanitaria”.

La violenza dei manifestanti no pass

È stata questa l’ultima imbarazzante performance dei ‘no pass’ che, dopo aver occupato la sede della CGIL capitolina, hanno messo a ferro e fuoco il pronto soccorso del Policlinico Umberto I di Roma.

Il presidente dell’Ordine provinciale di Roma dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri (OMCeO), Antonio Magi, ha condannato il grave episodio in modo molto aspro, definendolo “inaccettabile”, “incivile” e addirittura “Demenziale”.


La tutela contro le aggressioni agli operatori sanitari

I principali fattori di rischio si rinvengono negli atteggiamenti negativi dei
pazienti nei confronti degli operatori, nelle aspettative dei familiari e nei lunghi tempi
di attesa nelle zone di emergenza, che risultano in grado di sviluppare danni fisici, ma
anche disturbi psichici, negli operatori che subiscono violenza.
Il provvedimento legislativo, nel recare un sorta di diritto penale a presidio della
medicina, interviene con una severa risposta sanzionatoria, ma il problema va risolto
anche affrontando e rimuovendo le radici profonde della violenza … di un paziente che
arriva a colpire il proprio medico.

La tutela contro le aggressioni agli operatori sanitari

Oggi i giornali, le tv, il web e tutti i media li chiamano “i nuovi eroi”.Eppure, da tempo è nota a livello mondiale una nuova emergenza sociale: la violenza contro di loro, la violenza nei confronti degli operatori sanitari.Ogni giorno, sono dati forniti dall’Inail, in Italia si verificano infatti ben 3 episodi di violenza contro gli operatori sanitari, comprensivi di intimidazioni e molestie.I principali fattori di rischio si rinvengono negli atteggiamenti negativi dei pazienti nei confronti degli operatori, nelle aspettative dei familiari, e nei lunghi tempi di attesa nelle zone di emergenza.Varata in piena pandemia da Covid-19, la legge 14 agosto 2020, n. 113, “Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell’esercizio delle loro funzioni”, tenta di rispondere all’esigenza di sicurezza avvertita dal personale medico-sanitario, e contiene varie misure sia a livello sanzionatorio sia a livello educativo e preventivo.Viene inoltre introdotta un’ipotesi speciale del delitto di lesioni personali, una nuova circostanza aggravante comune, in presenza della quale i reati di lesioni e percosse diventano procedibili d’ufficio, e una sanzione amministrativa.Per rispondere, nell’immediatezza, alle esigenze innanzitutto di praticità degli operatori, il volume presenta un primo commentario e una dettagliata e accurata analisi della legge n. 113/2020, e tenta altresì di prefigurare le ricadute derivanti dall’impatto delle nuove disposizioni nel tessuto normativo del sistema.Fabio PiccioniAvvocato del Foro di Firenze, Patrocinante in Cassazione. LLB presso University College of London, è Docente di Diritto penale alla Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali della Facoltà di Giurisprudenza, Coordinatore e Docente di master universitari e corsi di formazione. Giornalista pubblicista, è autore di pubblicazioni e monografie in materia di Diritto penale e amministrativo sanzionatorio.

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‘Non è degno di un paese civile’

Perché Vedere delle persone che aggrediscono gli operatori sanitari non è degno di un Paese civile. Della violenza sui sanitari se ne parla da tempo, ma questo fatto è di una gravità estrema” ha tuonato in una nota.

Per il ‘capo’ dei camici bianchi capitolini queste aggressioni verbali e fisiche, queste insensate azioni e minacce messe in atto da alcuni invasati, contro chi opera per il bene comune della salute, devono cessare immediatamente oppure essere stroncate senza esitazioni o qualsivoglia giustificazione”.

‘Polizia nei pronto soccorso’

Come? “Chiediamo da tempo che vi siano dei punti presidio della Polizia nei Pronto soccorso, che ora sono abbandonati a loro stessi, mentre una volta erano in tutte le aree di emergenza degli ospedali. Serve riportare la vigilanza, mettere in sicurezza le persone che lavorano presso l’ospedale e anche coloro che vi accedono” spiega il presidente.

Che, altresì, annuncia: Prenderemo tutte le iniziative del caso per contrastare questo fenomeno e per dare maggiore sicurezza agli operatori sanitari. È il momento di istituire un tavolo per discutere come farlo al più presto, con le istituzioni nazionali e regionali”.

Tutela per chi ‘resiste e garantisce l’assistenza’

Magi ha voluto anche esprimere chiaramente “la più totale solidarietà ai colleghi insultati, minacciati, aggrediti come pure a tutto il personale sanitario rimasto coinvolto e agli agenti di polizia feriti dai manifestanti”.

E non ha perso nemmeno l’occasione per lodare il comportamento professionale di tutti coloro che, in una situazione pericolosa e difficile da contenere, hanno saputo resistere e garantire l’assistenza, senza far venire meno il loro servizio ai pazienti”.

Autore: Alessio Biondino

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