Reintegrati anche gli infermieri “guru” di no vax e no pass

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L’obbligo vaccinale per professionisti e operatori sanitari non esiste più (VEDI). E, nonostante le polemiche condite da qualche defezione (VEDI il caso della Puglia) al grido di “trattasi di un’amnistia antiscientifica diseducativa”, i reintegri di medici e infermieri procedono a passo spedito.

Tra chi tornerà in corsia, ci sono anche personaggi illustri che hanno fatto parecchio discutere e a cui i media, al tempo delle sospensioni, diedero molto risalto.

Una di queste è G. P., infermiera presso l’Azienda Ospedaliera Maggiore della Carità di Novara, che lo scorso anno organizzò una manifestazione no Green Pass con pettorine a strisce verticali bianche e grigie, numeri di identificazione attaccati e corde con nodi per ricordare il filo spinato (VEDI).

La professionista, accusata di voler paragonare l’obbligo vaccinale e del certificato verde alla Shoah, si giustificò asserendo: Non volevamo accostarci agli ebrei, ma in generale ai deportati. Perché noi siamo una minoranza: ci definiscono terrapiattisti, No vax, fascisti. Tutte storture”.

Non volevamo paragonarci ad Auschwitz, se avessi voluto scegliere un campo avrei scelto Dachau in cui c’erano i politici, tutte le minoranze” spiegò a Repubblica. Ma fu sospesa sia dal posto di lavoro sia dal suo sindacato (Fsi-Usae).

Eppure, a seguito del nuovo decreto legge deciso dal Governo, l’azienda che definì i contenuti di quel corteo vergognosi e indegni di una società civile e “un abominio” è stata costretta a reintegrare la dipendente che ora si ritroverà a contatto con i pazienti; magari a svolgere opera di educazione sanitaria.

Anche E. P., infermiere marchigiano famoso per le sue intemperanze no vax in TV e non solo, da oggi tornerà al lavoro presso l’ospedale Le Torrette. Intervistato ieri in diretta a L’Aria Che Tira (su LA7), ha dichiarato: “Non credo assolutamente che sia tata fatta giustizia, la giustizia verrà fatta quando si scoprirà tutta la verità”.

Dopodiché, insinuando che l’ex primo ministro Draghi e l’ex sottosegretario alla Salute Sileri mentivano spudoratamente sui vaccini, si è lasciato andare ad un roboante: “In 13/14 mesi che sono stato sospeso non mi sono ammalato, non mi sono vaccinato e non sono morto”.

Commento che ha suscitato imbarazzo in studio, con la conduttrice che gli ha ricordato: “Perdonami, non è che la scienza la facciamo sui casi personali e con Alessandro Cecchi Paone che, molto arrabbiato, gli ha urlato: 180.000 sono morti! Abbia rispetto! Lei sta togliendo rispetto alla memoria di 180.000 persone, che non essendo state vaccinate, sono morte! E 6 milioni sono morti nel mondo! Lei sta facendo una disinformazione scientifica gravissima”!

Sarà reintegrato anche lui. Sperando che, almeno in corsia, eviti di far fare certe figuracce alla categoria che rappresenta spiegando ai pazienti cose del tipo “io sono vivo, quindi i vaccini non servono a niente”.
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