Sospensioni, “Infermieri richiamati in servizio al posto degli OSS”

Ci risiamo: prima era la crisi economica, poi la pandemia e ora le sospensioni dei ‘no vax’. Fatto sta che c’è sempre un motivo per pensare di utilizzare gli infermieri come factotum. 

Un sistema sempre più in crisi

Almeno è ciò che traspare dalla denuncia del sindacato Nursing Up Trento, affidata al coordinatore Cesare Hoffer, che ha voluto evidenziare come la sostituzione degli operatori sanitari sospesi in quanto non vaccinati sta dando vita a un “sistema sempre più in crisi”. Dove a pagare, oltre ai pazienti, vi sono gli infermieri.

Hoffer ha spiegato come sia “problematico anche il lavoro dei coordinatori del personale infermieristico e del personale tecnico-sanitario: sono in forte difficoltà, spesso lasciati soli in prima linea dalla dirigenza aziendale, devono sopperire alla carenza di personale con una continua riorganizzazione dei servizi, richiamando sempre più spesso personale da ferie e riposi”.

Infermieri utilizzati come OSS

E tutto ciò può dare vita ad aberranti paradossi: il personale infermieristico viene richiamato in servizio per sopperire alla carenza di personale Oss, con un palese demansionamento e mortificazione.

Il personale infermieristico è laureato e assunto per svolgere funzioni di carattere sanitario! A fronte di tutto ciò, c’era già una graduatoria aziendale per assumere il personale Oss, che è tuttora attiva, ci domandiamo come mai non è stata fin da subito utilizzata!?”

Bella domanda. Fatto sta che in determinate condizioni lavorative, gli infermieri stanno iniziando letteralmente a scappare. Licenziandosi, anche, sperando di poter fare altro. Perché i riconoscimenti promessi dalla politica non arrivano, il ‘periodo degli eroi’ è terminato da un pezzo e anche la riconoscenza dei cittadini è scemata.

L’alto prezzo della pandemia

“I dati mondiali dicono che durante la pandemia sono morti più infermieri di qualsiasi altro dipendente in sanità: 1.140 professionisti infermieristici nel primo anno. Lo spettro della pandemia si è insinuato nella vita quotidiana di ogni infermiere, amplificando ansia, creando un profondo senso di disagio e stress traumatico, che hanno portato a stati depressivi, accentuati dall’isolamento sociale causato dal lockdown” si sfoga Hoffer.

Infermieri dimenticati

Che conclude: Si è progressivamente attenuata, fino quasi a svanire, la vicinanza e riconoscenza da parte dei cittadini. Ma ora, quelli che al momento appaiono nell’indifferenza generale solo ‘nostri problemi’, se non adeguatamente affrontati e risolti, presto lo potrebbero diventare anche del cittadino, che potrebbe vedersi curato ed assistito da professionisti sempre più stanchi, stressati, in numero minore e con servizi sempre più ridimensionati”.

Autore: Alessio Biondino

Francia, 3000 operatori sanitari ‘no vax’ sospesi

Condividi
Infermiere di Emodinamica presso il Policlinico Umberto I di Roma e Redattore per Dimensione Infermiere (Maggioli Editore). Autore della raccolta di racconti "La suocera sul petto e altre storie vere" (Ianieri Edizioni, 2018), del romanzo "Buonanotte madame" (0111 Edizioni, 2014) e coautore del manuale di divulgazione scientifica "Assistenza respiratoria domiciliare - il paziente adulto tracheostomizzato in ventilazione meccanica a lungo termine" (Ed. Universitalia, 2013).

Nessun commento

LASCIA UN COMMENTO