Terrorizza l’infermiera: ‘Ti stacco la testa!’ A giudizio detenuto

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“E’ stato orribile, sentirsi apostrofare con quelle parole, non le ho più dimenticate. Non ricordo le altre cose che mi ha urlato, tipo ‘stronza’ e ‘puttana’, ma quella minaccia mi è rimasta impressa nella mente per sempre”.

‘Io prendere testa, saltare dal collo’

Sono state queste le parole rivolte al giudice dall’infermiera che, intorno a mezzogiorno del 23 ottobre 2015, è stata letteralmente terrorizzata da un detenuto in isolamento che l’ha minacciata con un inquietante: Io prendere testa, saltare dal collo”.

Uno spavento tale da convincerla a rinunciare agli straordinari presso la casa circondariale Mammagialla e di lavorare solo all’ospedale di Belcolle (Viterbo); “per il mio bene e la mia salute” ha spiegato la donna.

‘Voleva un’altra dose di metadone’

Il carcerato, per metà polacco e per metà romeno, pretendeva una seconda dose di metadone che non gli è stata concessa dalla sanitaria. Accortosi del problema, l’agente della penitenziaria che sorvegliava le somministrazioni delle terapie è subito intervenuto facendo allontanare la sanitaria, ma è stato minacciato anche lui.

Non si sono salvati nemmeno i due poliziotti sopraggiunti in soccorso, verso cui sono stati urlati improperi a tratti in italiano e a tratti nella lingua del soggetto, intervallati da alcuni poco rassicuranti : Bastardi stronzi, vi stacco la testa, vi ammazzo”.

Nulla di nuovo per chi lavora in carcere, come hanno spiegato gli agenti che hanno cercato di riportare la situazione sotto controllo: Noi non ci facciamo più caso, gli insulti e le minacce di morte da parte dei detenuti sono all’ordine del giorno.

‘Sbatteva, lanciava oggetti, urlava, sputava’

Fanno tutti così, non gli basta mai, non si regolano. Sbatteva, lanciava oggetti, urlava, sputava… noi, quando fanno così, aspettiamo che si calmino, a meno che non si mettano a sbattere la testa sul muro con l’intento di farsi male, allora interveniamo all’interno della cella”.

Al termine dell’udienza, il giudice ha rinviato il processo al prossimo 18 gennaio per la discussione. Sperando che all’uomo, non nuovo a exploit del genere contro gli operatori sanitari e gli agenti, venga fatta passare la voglia una volta per tutte.

Autore: Alessio Biondino

Fonte: Tusciaweb

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