Vaccini e coaguli: scoperto il meccanismo alla base delle trombosi

Vaccini e coaguli scoperto il meccanismo alla base delle trombosi
Vaccini e coaguli scoperto il meccanismo alla base delle trombosi

Un team di ricercatori afferma di aver decifrato il meccanismo cellulare alla base della correlazione tra vaccini e coaguli dei vaccini Astrazeneca e Johnson & Johnson. Grazie a questo studio potrebbero essere riprogettati per evitare questo effetto collaterale.

AsrtaZeneca Vaccino e coaguli – Credit Marco Verch – CC BY 2.0

Vaccini e coaguli: scoperto il meccanismo alla base delle trombosi

Rolf Marschalek, professore all’università Goethe di Francoforte, autore del pre-print pubblicato su Research Square ma non ancora sottoposto a revisione (peer rewied), insieme al suo team di ricerca ha condotto studi approfonditi sulla correlazione tra vaccini ad adenovirus e i rari casi di formazione di coaguli.

Secondo lo studio la causa che innesca la formazione di coaguli, e quindi il rischio di trombosi, è correlato ai vettori adenovirali che trasportano l’informazione genetica all’interno del nucleo cellulare per ricreare la proteina Spike del Sars-Cov-2.

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La differenza tra vaccini ad adenovirus e vaccini a mRna

Questo fenomeno può spiegare come mai i vaccini ad mRna come Pfizer e Moderna non siano mai stati associati a eventi trombotici, a differenza dei vaccini a vettore ad adenovirus come Astrazeneca e Johnson&Johnson. Tutto sta nel meccanismo alla base della veicolazione dell’istruzione genetica all’interno della cellula.

I vaccini a mRNA hanno come obiettivo il citoplasma cellulare, dove le istruzioni genetiche (l’RNA messaggero) possono già agire e costruire le proteine Spike che verranno usate dal sistema immunitario per formare gli anticorpi anti-Spike, senza la necessità di entrare nel nucleo cellulare.

Diversamente, i vaccini che utilizzano un vettore virale, spiegano i ricercatori nel loro studio, rilasciano la sequenza genetica direttamente nel nucleo dove parti di questo DNA però tende a rompersi e a legarsi con altri frammenti, formando delle strutture che la cellula espelle nel sangue.

Questi complessi liberi nel torrente circolatorio, a loro volta, attivano processi di risposta immunitaria, e in una persona su 100.000 anche coaguli e reazioni avverse come le trombosi.

Quanti sono i casi di trombosi da Astrazeneca?

I numeri sembrano essere costanti: 309 casi su 33 milioni di vaccinati con il Vaxzevria, il nome del preparato dell’AstraZeneca, in Inghilterra, e 142 eventi in 16 milioni di vaccinati europei con lo stesso siero. Quindi, 1 persona ogni 107.000 vaccinati.

Mentre negli Stati Uniti, dove il vaccino della Johnson&Johnson è in via di somministrazione i casi accertati di trombosi sono stati 8 su 7,4 milioni di vaccinati, un po’ meno di uno su un milione. Decisamente meno pericoloso dell’AstraZeneca.

In base al principio di precauzione, e in base ai dati che affermavano che la popolazione più colpita erano le donne sotto i 60 anni, il vaccino Vaxzevria è stato limitato o addirittura sospeso in diverse paesi.

C’è una soluzione per evitare il rischio di trombosi

Ma nulla è perduto, Marschalek e il suo team di ricercatori suggeriscono una soluzione al problema vaccini e coaguli: basterebbe reingegnerizzare la sequenza del gene che codifica la proteina Spike di questi vaccini per evitare che si divida (splicing).

Effetto comunque, meno comune nel vaccino J&J, dovuto ad una sequenza di DNA più stabile rispetto a quella dell’AstraZeneca, rendendo meno probabile la formazione di coaguli, secondo Marschalek.

Autore: Dario Tobruk (Profilo Linkedin)

Fonti scientifiche:

  • Eric Kowarz, Lea Krutzke, Jenny Reis et al. “Vaccine-Induced Covid-19 Mimicry” Syndrome: Splice reactions within the SARS-CoV-2 Spike open reading frame result in Spike protein variants that may cause thromboembolic events in patients immunized with vector-based vaccines, 26 May 2021, PREPRINT (Version 1) available at Research Square [https://doi.org/10.21203/rs.3.rs-558954/v1]

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Infermiere di Unità Coronarica e Cardiologia, Master in Tecniche ecocardiografiche (UniCattolica). Web Content Editor medico-scientifico, iscritto al Master in Giornalismo e Comunicazione istituzionale della scienza. Nel 2016, in collaborazione con la casa editrice Maggioli, ha fondato DimensioneInfermiere.it.

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