Vaiolo delle scimmie, 18000 casi nel mondo. L’OMS: “Ridurre i partner sessuali”

Il vaiolo delle scimmie corre: in Europa vi sono 12.761 casi accertati (dato aggiornato al 26 luglio e riportato dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie), 426 in Italia.

Emergenza globale

In Spagna la situazione è preoccupante: i casi ammontano a 4298, con due decessi verificatisi negli ultimi tre giorni. Per ridurre il rischio di contagio l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), come si legge sul suo sito, reputa necessario “Aumentare la consapevolezza sulla trasmissione del virus del vaiolo delle scimmie, sulle relative misure di prevenzione e protezione e sui sintomi e segni del vaiolo delle scimmie tra le comunità che sono attualmente colpite altrove in questa epidemia multi-paese (come ad esempio, ma non esclusivamente, gay, bisessuali e altri uomini che hanno rapporti sessuali con uomini (Men who have sex with men-MSM, individui con più partner sessuali, ndr) nonché tra altri gruppi di popolazione che potrebbero essere a rischio (ad esempio prostitute, persone transgender)”.

Ambienti e luoghi a rischio

Per l’OMS è quindi opportuno “concentrare gli sforzi di comunicazione del rischio e di supporto della comunità su ambienti e luoghi in cui si svolgono incontri intimi (ad esempio riunioni incentrate su MSM- uomini che hanno rapporti con uomini e luoghi adibiti al sesso in loco)”.

Per ridurre i rischi di esposizione al virus, perciò, bisogna “coinvolgere i gruppi chiave della comunità, la salute sessuale e le reti della società civile per aumentare la fornitura di informazioni affidabili e concrete sul vaiolo delle scimmie e sulla sua potenziale trasmissione all’interno di popolazioni o comunità che potrebbero essere maggiormente a rischio di infezione”.

Limitazione del contatto 

Ciò include “il coinvolgimento e il supporto degli organizzatori di eventi su larga e piccola scala, nonché con i proprietari e i gestori di luoghi del sesso nei locali per promuovere misure di protezione individuale e comportamenti di riduzione del rischio”.

In contesti differenti, “ciò includerebbe la limitazione del contatto pelle a pelle o altre forme di stretto contatto con altre persone sintomatiche, potrebbe includere la promozione della riduzione del numero di partner sessuali ove pertinente, anche per quanto riguarda eventi con luoghi per sesso nei locali, uso di misure e pratiche di protezione, anche durante e relative a piccoli o grandi assembramenti di comunità ad alto rischio di esposizione”.

Napoli, scarafaggi sui pazienti: “Le infermiere non cambiano le lenzuola”

Condividi
Infermiere di Emodinamica presso il Policlinico Umberto I di Roma e Redattore per Dimensione Infermiere (Maggioli Editore). Autore della raccolta di racconti "La suocera sul petto e altre storie vere" (Ianieri Edizioni, 2018), del romanzo "Buonanotte madame" (0111 Edizioni, 2014) e coautore del manuale di divulgazione scientifica "Assistenza respiratoria domiciliare - il paziente adulto tracheostomizzato in ventilazione meccanica a lungo termine" (Ed. Universitalia, 2013).

Nessun commento

LASCIA UN COMMENTO