Vincolo di esclusività, Casellati: “Senza, l’infermieristica sarebbe più attrattiva”

La presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, ha incontrato ieri Barbara Mangiacavalli e ha elogiato gli infermieri italiani: La vostra presenza è molto importante per le persone, per i pazienti e per chi soffre” ha dichiarato, ribadendo il ruolo primario della professione e sottolineando che la carenza di infermieri, ormai dichiarata da anni, non aiuta davvero l’assistenza.

I ringraziamenti della FNOPI

La numero uno della FNOPI ha ringraziato lei e tutto il Senato della Repubblica per l’attività svolta nella legislatura e le ha ricordato come la carenza di infermieri sia dovuta a diversi fattori: la mancanza di un riconoscimento di competenze specialistiche, la necessità di un percorso formativo universitario che necessita di un ampliamento della laurea magistrale e delle scuole di specializzazione, l’incremento base contrattuale e il riconoscimento economico dell’esclusività delle professioni infermieristiche.

Mai una parola su altre cosucce che rendono l’infermieristica italiana attrattiva come una gita in barca durante uno tsunami (demansionamento, mortificazione professionale, sfruttamento e svilimento subito dai professionisti) e che fanno fuggire migliaia di infermieri a gambe levate dalla professione, ma… A questo siamo oramai abituati da tempo.

Sul vincolo di esclusività

Comunque… La Casellati si è soffermata sul vincolo di esclusività che incatena la categoria, provando a ragionare su come cancellarlo: “Questo permetterebbe alla professione di essere maggiormente attrattiva nei confronti soprattutto dei giovani che tornerebbero a vedere la carriera infermieristica come un ambizioso percorso professionale.

Al contempo, la possibilità di non avere vincoli di esclusività colmerebbe una prima parte di domanda di infermieri da parte degli assistiti che è sempre più crescente nel nostro Paese”.

Certo, anche il vincolo di esclusività è un grosso problema e su questo noi infermieri siamo tutti (o quasi) d’accordo. Ma che una professione, con uno stipendio ridicolo, diventi come d’incanto ‘attrattiva’ perché si concede ai professionisti di ammazzarsi di lavoro (per chissà quante ore a settimana) col fine di ottenere un salario degno a fine mese… Beh, ci sembra molto improbabile.

Scambio di doni e promesse

Alla fine dell’incontro, la presidente FNOPI ha donato alla Casellati una copia del volume edito dalla Federazione in occasione del bicentenario della nascita di Florence Nightingale e del francobollo commemorativo dell’evento emesso da Poste Italiane.

La Casellati, dal canto suo, ha affermato che farà ciò che rientra nelle sue funzioni per tutelare la professione. Gli infermieri italiani sono in una botte di ferro, quindi…? Non ci si sentono per niente da un bel po’ di tempo, ma… Tra una pacca sulle spalle e l’altra, sperano ancora.

Nasce il “Centro di Eccellenza per la Ricerca e lo Sviluppo dell’Infermieristica (CERSI)”

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Infermiere di Emodinamica presso il Policlinico Umberto I di Roma e Redattore per Dimensione Infermiere (Maggioli Editore). Autore della raccolta di racconti "La suocera sul petto e altre storie vere" (Ianieri Edizioni, 2018), del romanzo "Buonanotte madame" (0111 Edizioni, 2014) e coautore del manuale di divulgazione scientifica "Assistenza respiratoria domiciliare - il paziente adulto tracheostomizzato in ventilazione meccanica a lungo termine" (Ed. Universitalia, 2013).

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