Violenza sugli operatori sanitari: “Chi assalta un ospedale va arrestato senza remore”

Lo ha confermato recentemente la Suprema Corte di Cassazione: dare in escandescenza all’interno degli ospedali e in particolare modo in pronto soccorso, seppur ‘solo’ verbalmente, può configurare il reato di interruzione di pubblico servizio (VEDI). 

Il raid al Cardarelli di Napoli

Figuriamoci ciò che è accaduto lo scorso sabato sera all’Ospedale Cardarelli di Napoli, dove gli operatori sanitari sono stati letteralmente assediati da un gruppo di parenti esagitati che volevano linciarli a seguito della morte di una loro parente e che si sono introdotti nella medicina d’urgenza sfasciando tutto.

E, purtroppo, non è un caso isolato: in tutta Italia, una volta passata la ‘moda’ dei ringraziamenti strappalacrime a medici e infermieri, quelli che fino a non molto tempo fa erano gli ‘eroi’ del Covid, sono ricominciati gli episodi di violenza ai loro danni.

Botte, insulti e minacce, come avvenuto diverse volte a Locri (VEDI), Montebelluna (VEDI) e un paio di giorni fa anche Chioggia (VEDI), dove un medico di colore inviato dall’Inps a eseguire una visita fiscale è stato spintonato e insultato con epiteti razzisti.

Durante l’assedio un paziente sarebbe morto

Stavolta, però, al Cardarelli, ci sarebbe scappato anche il morto: “Da fonti interne, sembra che mentre i parenti della vittima mettevano a soqquadro il reparto, un altro paziente sia morto senza ricevere le dovute manovre da parte di chi, medici e infermieri, era nel mirino delle persone che si erano introdotte nel reparto” ha dichiarato Manuel Ruggiero, presidente di ‘Nessuno Tocchi Ippocrate’.

Un episodio molto grave, quindi. L’ennesimo. Che interrompe la normale attività (in toto o parzialmente) degli operatori sanitari, costretti a ‘distrarsi’ per salvaguardare la propria incolumità fisica e addirittura a barricarsi per non farsi malmenare o peggio.

Borrelli: ‘La situazione sta degenerando’

Per Borrelli dei Verdi, consigliere campano, “La situazione sta degenerando ed è per questo che continuiamo a chiedere presidi fissi di forze dell’ordine nelle strutture ospedaliere, ma questo non può bastare.

Senza la certezza della pena per questi violenti e criminali essi penseranno di poter fare sempre ciò che vogliono restando impuniti: chi assalta un ospedale va arrestato senza remore altrimenti la situazione peggiorerà ulteriormente”.

Fials: ‘Disagio preoccupante e diffuso’

Anche il segretario generale Fials, Giuseppe Carbone, si è espresso sulla questione: “Gli odiosi episodi di violenza, vandalismo e discriminazione razziale contro i sanitari che si stanno verificando negli ultimi giorni e attraversano il Paese da Napoli a Chioggia, sono il segno di un disagio preoccupante e diffuso che condanniamo con forza, a cui va subito opposta una campagna di sensibilizzazione e di contrasto, onde evitare la ripresa del fenomeno e mettere in sicurezza medici e infermieri a rischio aggressioni ogni giorno.

Non è pensabile lasciare i professionisti senza presidi delle forze dell’ordine negli ospedali sperando che non succeda nulla o assistere inermi al susseguirsi di attacchi e minacce”.

Autore: Alessio Biondino

Cassazione: ‘Aggredire verbalmente il personale di pronto soccorso è interruzione di pubblico servizio’

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Infermiere di Emodinamica presso il Policlinico Umberto I di Roma e Redattore per Dimensione Infermiere (Maggioli Editore). Autore della raccolta di racconti "La suocera sul petto e altre storie vere" (Ianieri Edizioni, 2018), del romanzo "Buonanotte madame" (0111 Edizioni, 2014) e coautore del manuale di divulgazione scientifica "Assistenza respiratoria domiciliare - il paziente adulto tracheostomizzato in ventilazione meccanica a lungo termine" (Ed. Universitalia, 2013).

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