Assenza ingiustificata e Licenziamento: Cosa sapere e Cosa fare?

l'assenza ingiustificata causa il licenziamento di un lavoratore vessato sul luogo del lavoro

Il tema del licenziamento avvenuto a seguito dell’assenza ingiustificata dal lavoro è di centrale importanza nel mondo delle aziende sanitarie e coinvolge, in particolare, varie figure professionali. Prendiamo spunto da una pronuncia della corte di Cassazione che con sentenza n. 22127 del 2 novembre 2016 conferma quanto reso nei due precedenti gradi di giudizio.

la decisione della Corte sull’assenza ingiustificata e le ragioni del lavoratore.

La decisione della corte di Cassazione che ha deciso di confermare il licenziamento del prestatore di lavoro, il quale, a causa del malessere cagionato dall’ambiente lavorativo si era rifiutato di tornare sul posto di lavoro, è un esempio dell’attuale situazione giuridica in cui si muovono i lavoratori. In particolare, il lavoratore del caso in esame aveva manifestato il proprio disagio comunicandolo alla stessa azienda: “con la presente contesto di essere stato da Voi continuamente stressato, pressato e maltrattato…Vi comunico pertanto che oggi non rientrerò in azienda, ma rimarrò a disposizione a casa, pronto a riprendere il lavoro a Vostra chiamata, non appena cesseranno i comportamenti lesivi da Voi posti in essere”.

 

il licenziamento per giusta causa

Il licenziamento per giusta causa di un lavoratore che, manifesta la propria volontà di non recarsi sul luogo del lavoro perché vessato dal contesto professionale in cui svolge la propria attività, non è una novità nel panorama giuridico italiano, ma nel caso di specie apre le porte ad un interessante dibattito sulla natura dei rapporti aziendali.

La legge italiana con il richiamo all’art 2119 c.c, prevede come il licenziamento per giusta causa possa avvenire quando il vincolo fiduciario posto in essere tra datore di lavoro e lavoratore sia cessato a seguito di un comportamento così grave da non poter consentire di proseguire nemmeno provvisoriamente.

Per saperne di più in caso di licenziamento e procedure disciplinari:

Le procedure disciplinari delle professioni sanitarie

Le procedure disciplinari delle professioni sanitarie

Mauro Di Fresco, 2013, Maggioli Editore

La giurisprudenza ha voluto spiegare la relazione umana e contrattuale che lega l'operatore al paziente e viceversa, coniando un nuovo termine: contatto sociale. Le professioni sanitarie consistono in attività delicate, che purtroppo, ora più frequentemente, incidono nella sfera personale del...



 

Casi concreti in cui si può essere licenziati

Si faccia riferimento ai casi in cui il comportamento del lavoratore faccia venir meno il vincolo fiduciario, ciò può avvenire a seguito del rifiuto non giustificato e reiterato nel tempo di eseguire la prestazione lavorativa; a seguito del lavoro prestato in favore di soggetti terzi durante la malattia e che a seguito dello stesso, venga pregiudicata la guarigione; a seguito di condotte che fuori dalla attività propria del lavoratore abbiano quel carattere penalmente rilevante tale  da far venir meno il vincolo di cui sopra; a seguito del rifiuto a continuare il lavoro dopo una visita medica con la quale venga accertata la mancanza della patologia.

 

preventiva contestazione dell’addebito da parte del datore di lavoro:

Precisa la Corte di legittimità nella sentenza in esame: “la legge n.300 del 1970 art 7, prevede che l’adozione del provvedimento disciplinare sia preceduta dalla contestazione dell’addebito (oltre che dalla audizione dell’interessato a sua difesa), conferendo in tal modo certezza ed immutabilità al contenuto della infrazione, scopo primario della contestazione.” La ratio è quella di consentire al lavoratore di discolparsi e mettere in atto gli strumenti di difesa utili per contestare l’addebito. La corte di legittimità investita del giudizio osserva che non sia sufficiente comunicare il motivo dell’assenza e giustamente conferma le pronunce rese nei due gradi precedenti.

il tema della proporzionalità:

Il carattere proprio dell’assenza ingiustificata deve essere valutata secondo parametri di proporzionalità, ciò vuol dire che la sanzione comminata deve sempre fare richiamo alle specificità del caso. In altri termini, necessita una valutazione del grado di pregiudizio apprestato dal lavoratore all’azienda con la sua assenza, il tutto, inoltre, posto in relazione con il ruolo svolto dal lavoratore stesso.

Cassa integrazione e licenziamento dopo la Riforma

Cassa integrazione e licenziamento dopo la Riforma

Rocchina Staiano, 2013, Maggioli Editore

L'opera, aggiornata alla recente Circolare n. 3 del 16 gennaio 2013 del Ministero del Lavoro che illustra i primi chiarimenti operativi riguardo alla procedura obbligatoria di conciliazione per i licenziamenti per giustificato motivo oggettivo, vuole essere uno strumento di ausilio per tutti i...




Ricorso alla tutela contro il Mobbing piuttosto che conflitto diretto con l’azienda

Tornando al caso della sentenza in esame e precisato come sia ineccepibile la valutazione giuridica del giudice di legittimità, si analizzino le parole del lavoratore, il quale, afferma di essere stato vessato dai suoi datori di lavoro. Risulta consigliabile nei casi in cui ci si trovi in tali situazioni, evitare di assumere comportamenti ed iniziative volte a ledere l’azienda con assenze non giustificate e valutare, al contrario, se le situazioni di oppressione e lesione conducano ad una lesione della dignità professionale e lavorativa del lavoratore. In questi casi si può e deve parlare di mobbing, ed è certamente meglio approntare un giudizio da un punto di vista che sia volto alla tutela del lavoratore sulla base di lesioni a lui cagionate, piuttosto che trovarsi in una battaglia dall’esito scontato.

Martino Vitaliano Di Caudo

 Vedi anche:

Bossing: il mobbing infermieristico viene dall’alto

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Avvocato; giornalista pubblicista; copywriter. Esperto di diritto sanitario a seguito di un percorso formativo in ambito legale con il conseguimento della laurea magistrale in Giurisprudenza presso l'Università degli studi di Catania ed il successivo ampliamento delle conoscenze in ambito sanitario e giornalistico.

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