Nuovo contratto: esultano Brunetta, Speranza e FNOPI

L’ipotesi del ‘nuovo’ (relativo al triennio 2019-2021) CCNL del Comparto Sanità è stata finalmente siglata ed ora, dopo le varie approvazioni di rito, di sicuro qualcosa cambierà.

No, gli infermieri non diventeranno ricchi e non si avvicineranno neppure lontanamente a percepire gli stipendi di altri paesi e professioni, ma… è evidente che qualche passo in avanti lo si è fatto.

Gli incrementi medi

L’accordo, infatti, includendo anche le indennità, permette di riconoscere incrementi medi, calcolati su tutto il personale del comparto, di circa 175 euro medi mensili che corrispondono a una percentuale di rivalutazione del 7,22%.

Speranza: “Gran bel risultato”

Il Ministro della Salute Roberto Speranza, contento come una Pasqua, ha espresso tutta la sua soddisfazione in un post su Facebook: Un gran bel risultato, 545mila lavoratrici e lavoratori del comparto sanità avranno finalmente il nuovo contratto.

La firma dell’intesa è arrivata stanotte con il consenso di tutte le organizzazioni sindacali. L’accordo accresce diritti e tutele e porta un meritato incremento retributivo per tutto il personale del comparto. In particolare, per i circa 270mila infermieri, c’è una valorizzazione con aumenti tra i 146 e i 170 euro al mese. È un passo avanti importante che indica la direzione giusta”.

Dopodiché, tra i ringraziamenti, l’immancabile sviolinata: “Grazie a tutti coloro che sia per la parte pubblica sia in rappresentanza dei lavoratori hanno incessantemente lavorato all’accordo. Il personale sanitario è la nostra risorsa più preziosa per il futuro del Servizio sanitario nazionale. Non dobbiamo dimenticarlo mai”.

Brunetta: “Doveroso riconoscimento”

A seguito della firma definitiva dell’Aran, Renato Brunetta si definisce particolarmente orgoglioso, perché è il coronamento di un percorso virtuoso cominciato il 10 marzo di un anno fa con il Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale – siglato con i sindacati a Palazzo Chigi – e, soprattutto, rappresenta il doveroso riconoscimento per oltre 545mila dipendenti del Servizio sanitario nazionale, tra cui 277mila infermieri, ogni giorno in prima fila nelle strutture del Paese per garantire l’assistenza e i servizi di cura ai cittadini, a partire da quelli più fragili.

Dipendenti pubblici che, nei mesi più duri dell’emergenza e per tutto il periodo della pandemia, con il loro lavoro hanno rappresentato ‘i volti della Repubblica’ per eccellenza, come li ha definiti il presidente Mattarella” (VEDI).

“Un punto d’arrivo importante”

Secondo il Ministro della Pubblica Amministrazione “la firma segna un punto d’arrivo importante, a pochi giorni dall’intesa sull’atto di indirizzo integrativo da parte del Comitato di settore Regioni-Sanità che ha permesso la chiusura della trattativa.

Dopo il via libera da parte della Ragioneria e la registrazione della Corte dei Conti, il nuovo contratto porterà negli stipendi dei lavoratori aumenti, arretrati, l’indennità Covid prevista per gli infermieri e gli scatti di anzianità legati alle nuove progressioni orizzontali.

Una boccata d’ossigeno fondamentale per i lavoratori, tanto più importante in questo periodo di generalizzato aumento dei prezzi. L’intesa, oltre alla rilevantissima parte economica, contiene importanti innovazioni, perché opera una revisione del sistema di classificazione del personale prevedendo cinque aree di inquadramento, accogliendo così, anche per il comparto sanitario, la recente novità legislativa di un’area di elevata qualificazione già prevista per le funzioni centrali.

Nel nuovo contratto si definisce, inoltre, un nuovo regime delle progressioni economiche orizzontali con differenziali economici di professionalità, ossia incrementi stabili del trattamento economico per remunerare il maggior grado di competenza professionale progressivamente acquisito dai dipendenti.

Anche questo è un punto che accoglie le riforme già introdotte a livello generale per la Pa, per valorizzare i percorsi di formazione e il potenziamento e l’acquisizione di nuove competenze da parte dei dipendenti pubblici”.

FNOPI: “Soddisfatti per la specificità infermieristica”

Per la FNOPI, col nuovo contratto vengono finalmente riconosciute agli infermieri “alcune importanti indennità, ma soprattutto vi è l’ufficializzazione della specificità della professione infermieristica”, un riconoscimento che la Federazione definisce “non solo economico, ma anche valoriale, per la peculiarità della professione infermieristica nel Sistema sanitario nazionale” (VEDI).

Alla FNOPI si dichiarano soddisfatti che sia stata preservata, così come concepita e resa distinta dagli altri trattamenti economici” e ci tengono a ringraziare, “oltre al ministro della Salute, Roberto Speranza, le tante istituzioni che hanno messo portato avanti un’interlocuzione costante e attenta, che ha consentito di raggiungere un obiettivo fondamentale, su cui costruire una nuova stagione di innovazione e modernizzazione per il Servizio sanitario nazionale”.

Gli infermieri, “eroi di cartapesta”

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Infermiere di Emodinamica presso il Policlinico Umberto I di Roma e Redattore per Dimensione Infermiere (Maggioli Editore). Autore della raccolta di racconti "La suocera sul petto e altre storie vere" (Ianieri Edizioni, 2018), del romanzo "Buonanotte madame" (0111 Edizioni, 2014) e coautore del manuale di divulgazione scientifica "Assistenza respiratoria domiciliare - il paziente adulto tracheostomizzato in ventilazione meccanica a lungo termine" (Ed. Universitalia, 2013).

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