Legge 161/2014: direttiva europea sull’orario di lavoro e turni infermieristici

direttiva ue sugli orari del lavoro infermieristico

Turni stressanti e spesso senza fine, ferie arretrate, condizioni di lavoro tra le più degradanti, per non parlare delle aggressioni verbali e fisiche a cui sono sottoposti gli infermieri che affollano le corsie degli ospedali nostrani. Sono i sindacati di categoria a far sentire la propria voce e a porre l’accento su tematiche come l’applicazione della direttiva europea sugli orari del lavoro, che non possono essere dimenticate.

I casi recenti di alcuni infermieri costretti a lavorare per 17 ore consecutive con relativo ricovero di uno dei due professionisti a causa di un malessere, segnano il passo di una situazione limite, oltre la quale non è possibile andare.

Le cause che hanno portato molti a vivere questa realtà sono parecchie, fra le più importanti, certamente quella relativa all’applicazione nel nostro paese della direttiva europea che disegna i limiti delle turnazioni nel reparto dei operatori sanitari.

Le procedure disciplinari delle professioni sanitarie

Le procedure disciplinari delle professioni sanitarie

Mauro Di Fresco, 2013, Maggioli Editore

La giurisprudenza ha voluto spiegare la relazione umana e contrattuale che lega l'operatore al paziente e viceversa, coniando un nuovo termine: contatto sociale. Le professioni sanitarie consistono in attività delicate, che purtroppo, ora più frequentemente, incidono nella sfera personale del...



Di recente i delegati della Funzione pubblica di Uil, Cisl e Cgil, non hanno mancato di evidenziare come il lavoro degli Infermieri e degli OSS, sia diventato eccessivamente pesante, e che sia necessaria un riassetto organico della materia che attiene all’orario di lavoro e al modo di gestire le risorse impiegate dal SSN.

Legge 161/2014: direttiva europea sull’orario di lavoro e

Tutto corretto, ma difficile nella sua concreta realizzazione, la preminente presenza nel nostro ordinamento della disciplina afferente ai turni di lavoro di matrice comunitaria, nella sua controversa applicazione, è un ostacolo enorme per il raggiungimento di uno standard lavorativo qualitativamente dignitoso.

La paventata prospettiva, disegnata sulla pelle dei lavoratori, mediante cui è possibile dare vita ad importanti ridimensionamenti della durata del riposo giornaliero; la volontà di limitare parte delle tutele della dirigenza medica, e per ultimo, la mancata considerazione di alcune attività nel conteggio dell’orario di lavoro ai fini dell’applicazione della direttiva europea sui riposi come quelle formative, rappresentano un significativo vulnus per i piani di riqualificazione infermieristica. Il tutto nell’ottica più di un intervento basato su interessi economici che altro.

Normativa orario di lavoro infermieri

Ma le criticità sono molteplici e attengono non solo al mancato rispetto delle 11 ore di riposo, ma anche al fatto che siano venute meno parte delle ore previste per la formazione dei medici e degli infermieri, che i reparti presso i quali tali difficoltà si registrano maggiormente sono le sale di terapie intensiva le sale operatorie.In base ad alcune indagini dell’Osservatorio Fiaso, realizzate in collaborazione con il Cergas Bocconi, è stato valutato l’impatto delle legge 161/2014 su 55 aziende sanitarie di 13 Regioni. Risultato ultimo di questa valutazione è stato osservare come metà delle aziende coinvolte non siano riuscite a dimostrare di poter garantire al proprio personale sanitario il rispetto del riposo consecutivo giornaliero di 11 ore.

Il tutto per un quadro generale preoccupante, non solo per il concreto sviluppo lavorativo di coloro i quali sono impiegati alle dipendenze dell SSN, ma per le condizioni stesse dell’utenza, costretta a confrontarsi con personale sanitario sempre più stanco, stressato. Per un disagio quindi collettivo.

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Avvocato; giornalista pubblicista; copywriter. Esperto di diritto sanitario a seguito di un percorso formativo in ambito legale con il conseguimento della laurea magistrale in Giurisprudenza presso l'Università degli studi di Catania ed il successivo ampliamento delle conoscenze in ambito sanitario e giornalistico.

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