Cosa può essere attribuito all’OSS dall’Infermiere? 5 regole per capirlo!

Cosa può essere attribuito OSS da Infermiere. Scopriamolo grazie alle cinque regole della delega

Cosa può essere attribuito all’OSS dall’Infermiere? Facciamo un po’ di chiarezza grazie alle cinque regole della delega di Hasten e Washburn.

Cosa può essere attribuito all’OSS dall’Infermiere?

Il rapporto tra infermiere e oss è sempre stato complicato, un po’ per confusione dei rispettivi profili, un po’ per la confusione che serpeggia in ogni reparto, ogni infermiere e ogni operatore socio sanitario, ha una sua versione personale delle proprie responsabilità.

Così abbiamo infermieri che sostengono di essere responsabili di qualsiasi errore dell’oss e operatori socio-sanitari che confermano questa tesi immobilizzati dalla paura di fare errori. Nei corsi universitari per gli infermieri e in quelli per gli operatori socio sanitari le versioni poi si moltiplicano, risultando spesso inesatte o incomplete.

La verità è che non è possibile definire quale versione sia corretta perché muoversi tra gli incastri di due profili professionali è complicato e dipende da tanti fattori. Non possiamo irrigidirci in protocolli di attribuzione e delega dell’infermiere all’OSS, ovvero non è possibile definire quali attività e interventi dell’operatore socio-sanitario sono attribuibili così per partito preso.

Bisogna avere dei criteri per l’identificazione e l’attribuzione di attività:

  • Livello di standardizzabilità e di esecutività (alta/bassa);
  • eventuale imprevedibilità di ulteriore valutazione assistenziale (alta/bassa);
  • competenze dell’operatore (esperto/inesperto);
  • condizioni cliniche del paziente;
  • complessità delle attività;
  • motivazioni che ne giustificano l’esecuzione;
  • presenza di opzioni fra diverse alternative.

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L’attribuzione e delega dell’infermiere all’oss all’interno del piano assistenziale

Un aspetto importante per ricondurci verso una corretta attribuzione di compiti è quello di inserirli in un processo decisionale sviluppato all’interno di una pianificazione assistenziale.

L’infermiere secondo il proprio modello concettuale di riferimento, identifica e pone in atto le migliori azioni per risolvere i problemi infermieristici di cui è responsabile, ed è proprio all’interno di questo processo che egli prescrive gli interventi per raggiungere questo obiettivo.

Interventi che quindi possono, secondo profilo professionale dell’operatore socio sanitario, essere attribuiti dall’infermiere all’OSS, il cui compito è quello di svolgere e annotare con la più assoluta precisione.

Le cinque regole della delega: uno strumento per l’attribuzione dei compiti all’oss

Giusto compito

Cosa? Garantire l’appropriatezza dell’attività secondo le condizioni dei pazienti, la compelssità del compito stesso, il livello di esperienza dell’operatore e il grado di capacità di supervisione dell’infermiere.

Giusta circostanza

Quando e dove? Quali sono le circostanze, le risorse disponibili, l’ambiente in cui vengono attribuiti atti al personale di supporto.

Giusta persona

A chi e da chi? l’attribuzione del compito è assegnata al paziente giusto per il giusto operatore in base alla sua esperienza e abilità.

Giusta comunicazione del compito

Cosa fare? L’istruzione è stata comunicata correttamente, l’operatore ha compreso perfettamente il suo compito e verso quale paziente è prescritto?

Giusta supervisione

Quanto? Le condizioni di lavoro permettono un’adeguata supervisione del lavoro, permettendo e facilitandone l’integrazione, lo scambio e il lavoro di equipe.

Attribuzione dei compiti, un compito difficile!

Purtroppo come avete già capito, l’argomento è complesso e la risposta al quesito su cosa può essere attribuito all’oss dall’infermiere non può risolversi in semplici risposte come “questa o quella” azione. L’unica risposta possibile è dipende! Però…

Le cinque regole della delega di Hasten e Washburn insieme alla perfetta conoscenza del profilo dell’operatore socio-sanitario, in base all’organizzazione del proprio reparto e alla complessità dei propri pazienti, aiuteranno infermieri e oss a risolvere insieme questo dilemma.

Autore: Dario Tobruk (Profilo Linkedin)

Questo argomento è tratto dal volume:

  • L’infermiere – Manuale teorico-pratico per i concorsi e la formazione professionale – Marilena Montalti e Cristina Fabbri – Maggioli Editore – Maggio 2020 (X Edizione).

Leggi anche:

Profilo professionale OSS e commento all’Accordo Stato-regioni del 22 febbraio 2001

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Dopo una lunga esperienza in area critica e un Master in Tecniche ecocardiografiche, attualmente lavora come infermiere sul territorio. Autore di "ECG Facile: dalle basi all'essenziale" e redattore tecnico-scientifico, ha conseguito un Master in Giornalismo e Comunicazione istituzionale della scienza. Dal 2016, in collaborazione con la casa editrice Maggioli, founder e direttore di DimensioneInfermiere.it.

7 Commenti

  1. Elencare le giuste competenze dell oss di 1000 ore.In gran maggioranza non conosce le proprie mansione su che non si può fare in azienda pubblica ( perettte inserimento infermieristico,rivelazione glicemia,pressione arteriosa)queste mansioni.rientrano con legge Lorezin.

  2. Sono un’Oss e lavoro in PS, avrei una domanda che mi sta a cuore, l’attribuzione nella sua complessità, come avete ampiamente descritto nell’articolo è argomento di grande confusione, apprendo che deve essere stabilita in base alle condizioni del paziente, all’esperienza dell’operatore, alla carenza di professionali presenti e all’interno di una precisa pianificazione degli interventi necessari al benessere e alla cura del singolo paziente. Ma la mia domanda è la seguente: l’attribuzione deve essere “nero su bianco” oppure è sufficiente che avvenga “a voce” in fiducia reciproca? L’altra domanda è la seguente: in caso di complicazioni dovute in specifico all’attribuzione, chi risponde dell’errore, chi attribuisce, chi esegue o entrambi? Insomma quali garanzie avrebbe un’Oss che esegue in “buona fede” un’attribuzione considerata legittima in caso di danni al paziente? Lavorando in PS, in specifico, come può avvenire una attribuzione “responsabile e mirata”?

    • La sua domanda ci ha ispirati un intero post. Per risponderle quindi, arriverà a breve un articolo che tenterà di darle una mano, rimanga quindi in attesa di una risposta super personalizzata!

      Grazie. La redazione.

  3. Buongiorno Lucia,
    Nelle mansioni del’Oss rientrano mansioni socio sanitarie non invasive! Rilevazione dei paramenti vitali e la comunicazione/notazione su appositi moduli rientra tra i compiti del oss! non le perette manovre cmq. invasiva deve essere eseguita dal infermiere magari facendosi aiutare dal oss.

  4. Il vostro articolo parla di “delega” quando la delega è possibile solo tra professionisti e gli oss non lo sono. È fuorviante

  5. Sono un OSS l’infermiere ci ha detto che non ci possono delegare ma attribuire sono in regione Lombardia. Perchè proprio come ha scritto Davide la delega è possibile solo tra “professionisti” non l’infermiere o il medico all’OSS

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