La morte come evento naturale
Quando viene a mancare una persona a noi cara è del tutto normale provare dolore, smarrimento e tristezza. La durata e l’intensità di questo periodo sono soggettive e variano per ciascuno di noi a seconda del legame con la persona scomparsa.
Il DSM – V, il Manuale Diagnostico Statistico dei Disturbi Mentali, ipotizza un Disturbo del lutto persistente e complicato quando i vissuti di tristezza, colpa e rabbia permangono oltre 12 mesi dall’evento luttuoso.
Il percorso fisiologico di elaborazione del lutto è stato alterato a causa del lockdown.
Il lutto ha quindi una sua durata e un suo decorso fisiologico che però sono stati alterati dall’emergenza sanitaria. Infatti siamo stati privati di alcuni momenti fondamentali per l’elaborazione del lutto. Uno di questi momenti fondamentali è l’ultimo saluto che ognuno di noi ha il bisogno di dare alla persona cara. Pensiamo a quante famiglie non hanno potuto salutare i propri cari perché ricoverati in isolamento, in terapia intensiva.
Un altro momento fondamentale è la celebrazione dei funerali che in questo periodo, durante la fase 1, non potevano essere celebrati. Per la nostra cultura, il funerale rappresenta il saluto collettivo alla persona scomparsa e la vicinanza della comunità alla famiglia del defunto.
Il fatto che siano venuti a mancare questi momenti di passaggio ha creato nuove difficoltà psicologiche. Molte persone esperiscono molta difficoltà a realizzare che il loro caro sia realmente venuto a mancare. Si sentono come in una bolla, sospesi nel tempo. Uno dei modi per cercare di superare il lutto in questo momento così fuori dall’ordinario è recuperare i riti di passaggio.
Appena possibile, celebrare il funerale, potrebbe essere un modo per riavviare il percorso di elaborazione del lutto che è stato bloccato a causa del lockdown.
Dopo aver messo a fuoco questa nuova triste realtà che ci siamo trovati ad affrontare, un pensiero a tutte le persone scomparse a causa del Coronavirus, alla metà di Aprile più di 20.000, e alle loro famiglie. Fra questi più di 150 operatori sanitari.
A loro una preghiera e un doveroso ringraziamento per aver sacrificato la loro vita per svolgere la loro professione ed assistere al meglio i loro pazienti. E un pensiero a tutte le loro famiglie.
Dott.ssa Claudia Vincis
Psicologa e Psicoterapeuta
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