Gli trovano una lisca di pesce nel fegato: il caso

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L’ingestione di corpi estranei come ossa di pollo, lische di pesce, stuzzicadenti o monete, col loro passaggio all’interno dell’apparato digerente e la successiva eliminazione, rappresenta una situazione piuttosto comune e che spesso non è causa di chissà quali problematiche.

Una complicazione tanto rara quanto curiosa/pericolosa, però, è stata descritta in un case report appena pubblicato sulla rivista scientifica Medicine (VEDI): un paziente cinese di 58 anni si era recato più volte in ospedale con febbre alta (circa 40 gradi) e brividi. La terapia sintomatica e antibiotica aveva avuto momentaneamente successo, ma… Malessere e ipertermia continuavano a ripresentarsi. I medici avevano così optato per una ecografia dell’addome e, finalmente, il problema si era loro palesato: c’era una massa non ben identificata nel lobo epatico sinistro.

Alla successiva TAC con contrasto la massa, di aspetto circolare e a bassa densità, era stata identificata come un probabile ascesso epatico. Ma non era affatto finita lì… La tomografia, infatti, aveva anche evidenziato la presenza di un corpo estraneo in prossimità del lobo epatico di sinistra.

Il paziente, dopo una aggressiva terapia antibiotica, era stato quindi preparato a un inevitabile intervento chirurgico. E. una volta dentro tramite laparoscopia, i chirurghi si erano resi conto che vi era una importante aderenza tra i tessuti di stomaco e lobo epatico sinistro, ma soprattutto che vi era un grosso ascesso epatico, causato da una lisca di pesce di ben 4 centimetri che aveva perforato la parete dello stomaco ed era andata a conficcarsi proprio là, nel lobo sinistro del fegato.

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Il corpo estraneo, ben visibile alla tomografia. Fonte: “Liver abscess caused by ingestion of fishbone: A case report” (Medicine, August 2019).

Come è stato possibile? La lisca era talmente grande e dura da non poter essere digerita dai succhi gastrici e da non riuscire a passare il piloro; perciò, in seguito alle forti contrazioni peristaltiche dello stomaco, era poi riuscita a perforare la mucosa e l’intera parete gastrica, andando a conficcarsi nella struttura anatomica più prossima: il fegato. Unica soluzione: resezione epatica.

Il bello è che, come riportano i ricercatori nel loro scritto, il paziente non ricordava affatto di aver accidentalmente ingerito quella “spada” che, di fatto, visti anche i tessuti fibrotici che la circondavano, era lì da chissà quanto tempo. Tutti gli abituali mangiatori di pesce sono perciò a rischio? Ovviamente no, vista la rarità della situazione verificatasi , ma… Gli studiosi, alla fine della loro descrizione, ci tengono comunque a sottolineare che l’ingestione accidentale di lische di pesce può essere comunque un rischio e che, qualora si fosse verificato un evento di questo tipo e vi fossero dubbi, sarebbe il caso di recarsi dal proprio medico o presso il più vicino ospedale.

Autore: Alessio Biondino

Fonte: Liver abscess caused by ingestion of fishbone – A case report

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