Società scientifiche e categoria infermieristica: anche l’Ipasvi Pordenone fa ricorso al tar

Ipasvi Pordenone ricorre al Tar del Lazio
Ipasvi Pordenone ricorre al Tar del Lazio

Siamo ormai abituati a vivere un contesto sociale, nel quale la categoria infermieristica è continuamente oggetto di discriminazioni e di poca attenzione da parte del legislatore. Le continue mire infermieristiche vengono così mortificate da interventi delle istituzioni che ne limitano, nei fatti, la possibilità di crescita.

Il difetto di rappresentatività che esclude gli infermieri:

Nel caso di specie la recente emanazione del D.M. 2 agosto 2017, ha ulteriormente svilito la possibilità che la professione sanitaria venga riconosciuta per il suo esatto valore; ci si riferisce, per chi non ha seguito la vicenda, al conflitto nato dalla vicenda delle società scientifiche e all’apporto, NON previsto degli infermieri a causa di un “difetto di rappresentatività: (devono essere rappresentati almeno il 30% dei professionisti in attività nella specializzazione o disciplina prevista dalla legislazione; per i medici di base il tetto è abbassato al 15%).

Le opposizioni dei collegi Ipasvi:

Non sono così mancate le opposizioni a tale decreto e nelle settimane trascorse abbiamo assistito all’inasprimento della polemica a seguito dei ricorsi al Tar del Lazio presentati da Ipasvi VeneziaIpasvi Carbonia-Iglesias e Ipasvi Belluno, e da ultimo anche dal Consiglio Direttivo del Collegio Ipasvi di Pordenone.

Professione infermiere: alle soglie del XXI secolo

Professione infermiere: alle soglie del XXI secolo

Caterina Galletti, Loredana Gamberoni, Giuseppe Marmo, Emma Martellotti, 2017, Maggioli Editore

La maggior parte dei libri di storia infermieristica si ferma alla prima metà del ventesimo secolo, trascurando di fatto situazioni, avvenimenti ed episodi accaduti in tempi a noi più vicini; si tratta di una lacuna da colmare perché proprio nel passaggio al nuovo millennio...



 

Le parole del Presidente Ipasvi di Pordenone, Luciano Clarizia:

Significative in tal senso le parole del presidente del collegio di Pordenone Luciano Clarizia, il quale non ha mancato di evidenziare come gli sforzi profusi dalla categoria negli ultimi anni, venissero nei fatti annichiliti dalle continue manchevolezze istituzionali con comportamenti che: sviliscono quanto prodotto da anni da molti professionisti infermieri riuniti in solide, importanti, autorevoli e storiche Associazioni tecnico-scientifiche – prosegue ancora il Presidente che nella regolamentazione “dalle società scientifiche e dalle associazioni tecnico-scientifiche delle professioni sanitarie iscritte in apposito elenco istituito e regolamentato con decreto del Ministro della salute”, si è inserito Il Decreto del Ministero della Salute, che declina la norma individuando criteri che di fatto escludono dalla possibilità di iscrizione tutte le professioni sanitarie… tranne quella medica”.

Tutto questo ovviamente si traduce un danno alla professione infermieristica che da anni porta avanti la battaglia, non solo per il riconoscimento delle proprie competenze e qualifiche, ma anche per quegli sviluppi scientifici maturati da innumerevoli Associazioni che non verranno presi in considerazione.

La battaglia legale per la tutela di tutta la categoria infermieristica 

Ed è proprio nell’ottica della salvaguardia del capitale umano e bagaglio scientifico maturati in questi anni che si pongono come necessarie le battaglie legali appena iniziate dai collegi Ipasvi sopra richiamati, proprio al fine di tutelare il lavoro e la dignità scientifica di una professione continuamente messa alla berlina e mai troppo tutelata da chi ne dovrebbe avere il compito.

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Avvocato; giornalista pubblicista; copywriter. Esperto di diritto sanitario a seguito di un percorso formativo in ambito legale con il conseguimento della laurea magistrale in Giurisprudenza presso l'Università degli studi di Catania ed il successivo ampliamento delle conoscenze in ambito sanitario e giornalistico.

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