Infermiera narcotizzata e stuprata, il primario confessa

Un autentico orrore, ai danni di un’infermiera, si sarebbe consumato in quel di Saronno (Varese): un medico primario 52enne (A. C. P.) avrebbe prima narcotizzato e poi violentato la donna (dipendente del suo stesso ospedale, Villa Aprica di Como) all’interno della propria abitazione.

Negava tutto

Il professionista, come riportato dalla stampa locale, durante l’interrogatorio col pm ha negato tutto parlando di rapporto consenziente.

Ma dalle analisi eseguite sui suoi dispositivi (computer e smartphone), oltre alla registrazione di una telefonata in cui il medico ammette l’abuso, è emerso che aveva ricercato diverse informazioni sulle conseguenze di stupro commesso dopo l’utilizzo di farmaci e sui costi degli eventuali risarcimenti delle spese processuali.

La confessione

E infine nella giornata di ieri (4 agosto), durante l’interrogatorio di garanzia a Busto Arsizio, il medico ha ammesso le sue responsabilità: al termine di una discussione con la donna, con la scusa di somministrarle un antidolorifico per un problema che lei ha alla spalla, l’ha fatta salire in casa sua e le ha inoculato un farmaco narcotico. Dopodiché l’ha stuprata.

L’accusa nei confronti del medico è quella di violenza sessuale aggravata dall’uso di sostanze narcotiche.

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Infermiere di Emodinamica presso il Policlinico Umberto I di Roma e Redattore per Dimensione Infermiere (Maggioli Editore). Autore della raccolta di racconti "La suocera sul petto e altre storie vere" (Ianieri Edizioni, 2018), del romanzo "Buonanotte madame" (0111 Edizioni, 2014) e coautore del manuale di divulgazione scientifica "Assistenza respiratoria domiciliare - il paziente adulto tracheostomizzato in ventilazione meccanica a lungo termine" (Ed. Universitalia, 2013).

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