Neonati uccisi con insulina e potassio: fermata l’infermiera serial killer

Dario Tobruk 08/09/25
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Un ennesimo caso di infermiera serial killer ma questa volta è successo in Argentina. Un’infermiera neonatale è stata condannata all’ergastolo per l’omicidio di cinque neonati e il tentato omicidio di altri otto. Il caso ha scioccato l’opinione pubblica e sollevato gravi interrogativi sulla vigilanza nelle corsie ospedaliere.

Indice

Il caso dell’infermiera che si credeva Dio

Giocava a fare Dio, decideva chi viveva e chi moriva“: è questa la grave accusa del pubblico ministero argentino nei confronti dell’infermiera neonatale Brenda Cecilia Agüero, incriminata per cinque omicidi aggravati e altri otto tentati omicidi. L’episodio è avvenuto in un ospedale pediatrico di Córdoba, in Argentina.

Secondo le ricostruzioni, i primi sospetti sono sorti tra marzo e giugno 2022, quando diversi neonati apparentemente sani e senza cause cliniche evidenti hanno iniziato a manifestare improvvise insufficienze respiratorie acute e arresti cardiaci, attirando l’attenzione di due neonatologi dell’ospedale, da cui è partita una prima indagine interna.

Il sospetto ha assunto i contorni di un possibile caso di “criminalità seriale” quando, nel corso di un singolo turno, due neonati sono morti e altri due hanno rischiato di morire.

Secondo quanto riportato dalla stampa internazionale (alcune delle fonti a fine articolo), familiari e personale sanitario avrebbero notato segni di iniezioni cutanee, compresa un’iniezione sulla schiena.

Le autopsie hanno rivelato casi di iperkaliemia e livelli elevatissimi di insulina nei corpicini delle vittime: quantità talmente alte da poter essere solo il risultato di una somministrazione intenzionale.

Dall’analisi delle schede terapie, inoltre, è emerso che non vi erano prescrizioni né di potassio né di insulina sui casi specifici, escludendo così in maniera definitiva l’ipotesi di errore sanitario e lasciando come unica pista quella della somministrazione dolosa, con l’intento di provocare danno o morte dei neonati.

I sospetti si sono concentrati facilmente sull’infermiera Brenda Agüero anche grazie alla testimonianza di una madre, che ha riferito di aver visto la donna somministrare qualcosa alla propria figlia poco prima che smettesse di respirare.

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Non sempre è necessario essere formalmente accusati di reati o gravi inadempienze per ritrovarsi nei guai.

Può capitare che gli infermieri debbano difendersi non solo dal rischio di controversie legali, ma anche di entrare in conflitto con la propria direzione, sempre più in difficoltà nella corretta gestione delle risorse umane, del personale infermieristico e sanitario in generale. La difesa rimane un diritto costituzionale di qualsiasi persona.

Pertanto, è fondamentale restare aggiornati su come tutelarsi in caso di procedure disciplinari all’interno delle aziende sanitarie e scontri con la Direzione.

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Il numero delle vittime prima di aver fermato l’infermiera serial killer

Il conteggio delle vittime è salito a 5 decessi e otto sopravvissuti, di cui due con gravi esiti neurologici.

Ma l’infermiera continua a dichiararsi innocente: “Non sono quel mostro che hanno creato sui media. Capisco il dolore delle madri, ma non sono la serial killer che hanno fatto credere a tutti“, ha affermato nella sua ultima dichiarazione in tribunale.

Le perizie psichiatriche sull’imputata delineano un profilo con tratti narcisistici ed eccentrici, assenza di empatia e piacere nella sofferenza altrui.

Secondo gli esperti, il movente sarebbe stato la ricerca di riconoscimento e attenzioni. In effetti, dietro ogni emergenza c’era sempre lei a segnalare l’accaduto. Nel suo cellulare sono stati trovati materiali sulla rianimazione neonatale (di per sé non sospetti), ma anche informazioni su come dosare il potassio e come supportare le famiglie in lutto per la perdita di un neonato.

Dopo circa tre anni di indagini, i giudici hanno condannato Brenda Cecilia Agüero all’ergastolo, con possibilità di libertà vigilata dopo 35 anni.

Oltre all’infermiera serial killer , il tribunale ha emesso condanne tra i 4 e i 5 anni anche nei confronti di dirigenti sanitari per omessa vigilanza. Attualmente sono liberi su cauzione, in attesa della sentenza definitiva.

La lunga coda di infermieri serial killer

Il caso argentino si lega ad una lunga serie di infermieri accusati o condannati come assassini seriali, tra cui l’italiana Fausta Bonino definitivamente condannata all’ergastolo e Leopoldo Wick ancora in fase di giudizio, l’infermiere americano che ha ispirato la serie Netflix “The Good Nurse” Charles Cullen, e infine Niels Hoegel che potrebbe essere considerato il peggiore serial killer della storia con 100 omicidi da lui confermati ma molti altri non ancora collegati.

E la terribile lista non si ferma qui, e dovrebbe far riflettere su quanto sia alta la responsabilità che accompagna la nostra professione.

Se chiunque, spinto da motivazioni disturbate, può infliggere così tanto male, allora è evidente quanto sia cruciale vigilare, formare e selezionare con attenzione chi si prende cura delle vite più fragili.

Fonti: People.com; Infobae.com

Autore: Dario Tobruk  (seguimi anche su Linkedin – Facebook InstagramThreads)

Dario Tobruk

Dario Tobruk è un infermiere Wound Care Specialist, autore e medical writer italiano. Ha inoltre conseguito una specializzazione nella divulgazione scientifica attraverso un master in Giornalismo e Comunicazione della Scienza, focalizzandosi sul campo medico-assistenziale e sull…Continua a leggere

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