Intervista alla relatrice Sonia Silvestrini, Infermiera Wound Care Specialist

Dario Tobruk 12/12/20
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La Dott.ssa Sonia Silvestrini relatrice al webinar gratuito “Lesioni Difficili: approccio multidisciplinare e ricerca” è docente universitaria, tutor clinico, coordinatrice infermieristica e Wound Care Specialist dallo straordinario curriculum professionale e formativo, membro nella commissione dell’ingegneria tissutale a Tokyo nel 2019, coordinatore infermieristico della Scuola Italiana d’Eccellenza in Wound Care, nonché nominata eccellenza sanitaria nel woundcare dal Senato della Repubblica Italiana dal 2018 a tutt’oggi.

Membro di numerose associazioni del settore, laurea magistrale e ben tre master universitari, la collega è una specialista che si occupa ogni giorno dell’Assessment, della Wound Bed Preparation e del Management delle lesioni cutanee dei pazienti ricoverati presso la capitolina Azienda Ospedaliera San Giovanni-Addolorata.

Noi l’abbiamo intervistata per conoscerla meglio e farci anticipare qualche argomento della sua relazione.

Guarda il video integrale:

Video integrale del Webinar sulle Lesioni Difficili e il Wound Care


Intervista alla Dott.ssa Sonia Silvestrini, Infermiera Wound Care Specialist, eccellenza italiana del settore e relatrice al webinar gratuito Lesioni Difficili: approccio multidisciplinare e ricerca

Salve Dott.ssa Silvestrini, leggendo il suo curriculum è impossibile non stupirsi del suo impegno sia professionale sia formativo. Il risultato dei suo sforzi è stato senz’altro fruttuoso ed è quindi la persona giusta a cui chiederlo: può dare qualche consiglio a chi, come lei, vuole fare un percorso simile e diventare un Infermiere Wound Care Specialist?

Buongiorno, ringrazio per l’attenzione posta nei confronti di una materia cosi specialistica al pari delicata, le posso dire che in Italia circa il 3% della popolazione è affetta da lesioni cutanee, ossia circa due milioni di persone. Circa il 15-25% della popolazione con un’età maggiore agli 85 anni presenta un’ulcera, il 60% delle ulcere degli arti inferiori insorge dopo i 50 anni, con una corrispondenza disarmante equivalente a circa 460.000 giornate lavorative perse dai pazienti con ulcera e/o loro familiari, il tutto con una comprovante spesa da parte del SSn pari a circa € 900 MLN.

Tasto attuale da sempre e dolente è anche rappresentato dall’alta incidenza d’insorgenza di lesioni da pressione dell’8% nei pazienti ospedalizzati e del 15-25% in quelli ricoverati in strutture di lungo degenza e in assistenza domiciliare. Per affrontare questa ‘epidemia silenziosa’ è necessario che il personale sanitario che ha in carico questi pazienti abbia preparazione e competenze specifiche, affinché sia in grado in modo efficace ed efficiente di prevenire, in base allo status, l’insorgenza di lesioni cutanee e che nel caso, invece siano presenti, di avviare verso un processo di guarigione, ovviamente previo un attento Wound Assessment ponendo il focus sulla totalità del paziente e le sue eventuali comorbidità, troppo spesso non considerate, rammentando che spesso sono presenti fattori che ostacolano i processi di guarigione.

La formazione specifica è fondamentale, l’aggiornamento continuo e la ricerca continua su dorsali scientifiche fanno la differenza ed è fondamentale il confronto continuo con i massimi esperti del settore.

Consiglia quindi un Master nel campo del Wound Care?

Il Master in Wound Care fornisce le basi per poi procedere nella giusta direzione, ma è fondamentale non soffermarsi sulle nozioni ivi acquisite. Come parere personale sconsiglio i master puramente online, in quanto la pratica clinica e le lezioni frontali, sono fondamentali. Ricordiamo che ‘sapere’ non equivale a ‘saper fare’. E’ sul ‘campo’ che si acquisisce e si introietta la realtà delle nozioni e soprattutto dei fatti.

La valutazione del paziente con ulcere croniche

Quando, nelle corsie dei reparti, o dai lettini degli ambulatori, oppure durante gli eventi formativi o in occasione degli stage/ tirocini dei corsi di laurea e master universitari, si pone la fatidica domanda: “Cosa serve per ottenere la guarigione di un’ulcera cronica?”, comunemente la risposta è un lungo elenco di medicazioni, dispositivi e tecnologie tra i più disparati. Oggi più che mai è invece necessario (ri)orientare l’assistenza limitata e limitante generata da questa prospettiva che non riesce ad andare oltre al “buco che c’è nella pelle”, restituendo centralità alla persona con lesioni cutanee; occorre riaffermare che il processo di cura deve essere basato su conoscenze approfondite, svincolate da interessi commerciali, fondate su principi di appropriatezza, equità, sostenibilità e in linea con il rigore metodologico dell’Evidence Based Nursing/Medicine che fatica ad affermarsi. Questo testo, pensato e scritto da infermieri con pluriennale esperienza e una formazione specifica nel settore del wound management, propone nozioni teoriche e strumenti pratici per capire quale ulcera e in quale paziente abbiamo di fronte, e de- finire quali obiettivi e quali esiti dobbiamo valutare e devono guidare i nostri interventi. Nello specifico, la prima sezione del volume affronta alcune tematiche propedeutiche alla valutazione delle ulcere croniche, offrendo al lettore una discussione approfondita sui meccanismi della riparazione tessutale normale e quelli attraverso cui un’ulcera diventa cronica; segue una panoramica di questa tipologia di lesioni cutanee. La seconda sezione entra nel dettaglio delle varie fasi in cui si articola il percorso strutturato della valutazione con cui realizzare la raccolta di informazioni e dati sulla base dei quali formulare un giudizio clinico e guidare, in maniera consapevo- le e finalizzata, gli interventi di trattamento delle ulcere croni- che, come è richiesto ai professionisti della salute di oggi.Claudia Caula, infermiera esperta in wound care. Direzione delle Professioni Sanitarie. AUSL Modena.Alberto Apostoli, podologo; infermiere esperto in wound care; specialista in assistenza in area geriatrica; specialista in ricerca clinica in ambito sanitario. Azienda ASST Spedali Civili di Brescia.Angela Libardi, infermiera specializzata in wound care. ASST Sette Laghi – Varese.Emilia Lo Palo, infermiera specializzata in wound care. Ambulatorio Infermieristico Prevenzione e Trattamento Lesioni Cutanee; Direzione delle Professioni Sanitarie. Azienda ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

Claudia Caula – Alberto Apostoli – Angela Libardi | 2018 Maggioli Editore

32.00 €  25.60 €

Può raccontarci una giornata tipo di un Wound Care Specialist?

Per ottimizzare tempi e procedure, l’azienda ospedaliera presso cui sono in forza ha creato una piattaforma informatica dedicata, attraverso cui passano tutte le richieste di consulenza di medici e infermieri per i pazienti affetti da lesioni cutanee. Attraverso tale piattaforma visualizzo sia la tipologia di richiesta ( valutazione, medicazione, posizionamento NPWT, rinnovo NPWT), il richiedente (medico e/o infermiere) ed il reparto d’appartenenza del paziente che sarà valutato, ovviamente la richiesta è nominativa. I pazienti vengono valutati secondo linee guida, descrivendo accuratamente la tipologia delle lesioni o delle ferite riscontrate, inquadrando un pertinente wound assessment e strategie d’intervento. Tutte le valutazioni e gli interventi rilevati ed eseguiti vengono registrati sulla piattaforma informatica, precedentemente indicata, come parte integrante della cartella clinica del paziente.

Sarà relatrice al webinar “Lesioni difficili: approccio multidisciplinare e ricerca” può anticiparci qualcosa del suo intervento?

La presenza di corpi estranei, macerazione tissutale, ischemia ed infezione, età, malnutrizione, diabete e malattie renali ostacolano il processo di guarigione delle lesioni, e purtroppo, non sempre è possibile correggere questi fattori. Comprendere le lesioni ed essere consapevoli di un management appropriato sono fondamentali per prevenire ritardi nella guarigione. In un mercato così vasto, con un’ampia disponibilità di medicazioni avanzate, che io definisco ‘tecnologiche’, è necessario che il professionista abbia competenze tali da rispettare i principi ed i termini dell’ ‘Appropriatezza’, la quale comporta implicazioni dirette ed indirette riguardanti le procedure corrette sul paziente giusto, al momento opportuno e nel setting più adatto. Proprio in riferimento a quanto fin’ora menzionato, in collaborazione con i colleghi esperti in woundcare Ivan Santoro di Alzano Lombardo ed Alessandra Vernacchia di Bari, abbiamo creato uno strumento di supporto per gli operatori sanitari ospedalieri, extraospedalieri (tipo RSA o ADI) e caregivers, sempre più solitari nella giungla assistenziale, con la finalità di creare un Network italiano per definire un percorso Clinico Assistenziale appropriato, gestito dagli infermieri Woundcare Specialist (TVN) al servizio di tutta la rete assistenziale, nei diversi Setting di cura, ed accessibile alle diverse figure sanitarie, con una sezione dedicata ai Caregiver e i cittadini per un percorso educazionale e di training, che abbiamo battezzato come ‘Wulnotech’.

Grazie.

Autore: Dario Tobruk (FacebookTwitter)

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