La tutela contro le aggressioni agli operatori sanitari

La tutela contro le aggressioni agli operatori sanitari
La tutela contro le aggressioni agli operatori sanitari

Le norme recate dalla legge n. 113/2020, “Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell’esercizio delle loro funzioni.“, isotopo dell’emergenza, tentano di rispondere all’esigenza di sicurezza avvertita dal personale medico-sanitario, troppo spesso vittima privilegiata dello sfogo di rabbia e frustrazioni da parte degli utenti delle strutture ospedaliere.

La nuova emergenza sociale, nota a livello mondiale come violence against doctors, ha determinato nel 2018, secondo i dati Inail, il verificarsi di tre episodi di violenza al giorno nel settore sanitario, comprensivi di intimidazioni e molestie.

I principali fattori di rischio si rinvengono negli atteggiamenti negativi dei pazienti nei confronti degli operatori, nelle aspettative dei familiari e nei lunghi tempi di attesa nelle zone di emergenza, che risultano in grado di sviluppare danni fisici, ma anche disturbi psichici, negli operatori che subiscono violenza.

Il provvedimento legislativo, nel recare un sorta di diritto penale a presidio della
medicina, interviene con una severa risposta sanzionatoria, ma il problema va risolto
anche affrontando e rimuovendo le radici profonde della violenza … di un paziente che
arriva a colpire il proprio medico.

Si è ritenuto, quindi, di apprestare questo (pur breve) commentario per
rispondere, nell’immediatezza, alle esigenze, innanzitutto di praticità, degli operatori.

Disponibile sul sito di Maggioli editore o su Amazon:

La tutela contro le aggressioni agli operatori sanitari

La tutela contro le aggressioni agli operatori sanitari

Fabio Piccioni, 2021, Maggioli Editore

Oggi i giornali, le tv, il web e tutti i media li chiamano “i nuovi eroi”. Eppure, da tempo è nota a livello mondiale una nuova emergenza sociale: la violenza contro di loro, la violenza nei confronti degli operatori sanitari. Ogni giorno, sono dati forniti dall’Inail, in Italia si...



Introduzione a “La tutela contro le aggressioni agli operatori sanitari”

Il testo procede con l’analisi e la descrizione della normativa, nel tentativo di
prefigurare le ricadute derivanti dall’impatto delle nuove disposizioni nel tessuto
normativo del sistema – che trasferisce la violenza dalle corsie di ospedale ai banchi dei
tribunali – e a porre in evidenza la peculiarità delle singole scansioni, al fine di
individuare i problemi esegetici offerti alla riflessione letteraria e giurisprudenziale.

Stante la complessità della materia, l’obiettivo è quello di illustrare l’intero work
in progress derivante dalle numerose novità proposte, offrendo un primo esame delle
disposizioni d’interesse.

La Legge 14 agosto 2020 n. 113, recante Disposizioni in materia di sicurezza
per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell’esercizio delle loro
funzioni, entrata in vigore il 24 settembre 2020, contiene varie misure sia a livello
sanzionatorio – penale e amministrativo – che a livello educativo e preventivo.

L’iniziativa legislativa, come si legge nei lavori parlamentari, muove dal
meritorio proposito di “individuare misure di prevenzione e contrasto per gli atti di
violenza a danno degli esercenti le professioni sanitarie, che ormai con frequenza
costante mettono a serio pregiudizio l’incolumità fisica e professionale della menzionata
categoria”.

Infatti, sull’onda emotiva scaturita a seguito dei fatti di cronaca che hanno visto
ingiustificati atti di violenza nei confronti del personale sanitario, specie in servizio di
pronto soccorso, si è ritenuto – in pieno Corona Virus Disease – di rafforzare la tutela
degli operatori sanitari in nome del sensibile ruolo sociale ricoperto.

Come osserva la relazione al disegno di legge, “l’elemento peculiare e ricorrente
è rappresentato dal rapporto fortemente interattivo e personale che si instaura tra il
paziente e il sanitario durante l’erogazione della prestazione sanitaria e che vede spesso
coinvolti soggetti, quali il paziente stesso o i familiari, che si trovano in uno stato di
vulnerabilità, frustrazione o perdita di controllo, specialmente se sotto l’effetto di alcol o
droga”.

Conseguentemente, con l’obiettivo di tutelare e salvaguardare gli esercenti le
professioni sanitarie vengono, da un lato, previsti strumenti a carattere preventivo,
organizzativo e formativo, dall’altro, introdotti un’ipotesi speciale del delitto di lesioni
personali, una nuova circostanza aggravante comune, in presenza della quale i reati di
lesioni e percosse diventano procedibili d’ufficio, e una sanzione amministrativa.

L’Autore

L’Avvocato Fabio Piccioni è avvocato del Foro di Firenze, patrocinante in Cassazione; LL.B.,
presso University College of London; docente di diritto penale alla Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali della Facoltà di Giurisprudenza; coordinatore e docente di master universitari; autore di pubblicazioni e monografie in materia di
diritto penale e amministrativo sanzionatorio; giornalista pubblicista.

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