Una mattina di qualche mese fa, su Facebook compare il post dell’infermiere Marco. Un volto rassicurante, una storia capace di commuovere migliaia di persone. Peccato che sia tutto finto.
Ma se Marco non esiste, neanche noi stiamo bene. Il problema siamo noi. Perché, nonostante siano passati mesi e l’intelligenza artificiale abbia già mostrato chiaramente le sue carte sui social, troppe persone continuano a non distinguere un contenuto reale da uno costruito con strumenti di IA.
L’Infermiere Marco che non viene salutato abbastanza
La mattina presto di lunedì 23 giugno del 2025 compare per la prima volta su Facebook l’infermiere Marco: un bel visino imbronciato, occhi sbrilluccicanti, la divisa verde di un reparto qualsiasi e una presentazione ai limiti: “Sono Marco. Sono un infermiere. E oggi ho pianto nel corridoio”.
Seguono una serie di gesti assistenziali strappalacrime, spesso segnali evidenti di demansionamento – “Oggi ho lavato i capelli a un anziano” (Dio, ma l’ha mai avuto il tempo?), fino alla chiusura perfetta: “Non chiedo applausi. Chiedo solo che mi si dica: Ciao, Marco”.
Non serve aggiungere altro, Marco. Migliaia di condivisioni, decine di migliaia di commenti, centinaia di migliaia di like. Il popolo di Facebook lo ha salutato fin troppo.
Peccato che Marco non esista. Eh già!
Non solo perché nessun infermiere reale pubblicherebbe mai qualcosa del genere. Condividere presunte confidenze dei pazienti e chiedere attenzione emotiva sui social significherebbe violare segreto professionale, decoro e codice deontologico. Roba da segnalazione all’Ordine, non da like.
L’immagine del “Buon Infermiere Marco” è stata generata da intelligenza artificiale. È scritto chiaramente in fondo all’immagine. Eppure, circa 120 mila utenti di Facebook non se ne sono accorti: Marco è stato preso per vero, credibile, umano.
Il testo, poi, è costruito apposta per agganciare la sentimentalità a basso costo. In cambio dell’attenzione, la pagina ottiene diffusione, follower, numeri.
Oggi oltre 120 mila. Domani chissà. Il meccanismo è semplice: più engagement, più valore. E quindi storie sempre più forzate, sempre più emotive, sempre più finte. Per qualche centinaio di migliaia di like e poi a quale scopo?
Vendere prodotti? Sarebbe il male minore.
Condividere fake-news per confondere il pubblico? Può anche darsi ma speriamo di no.

Cartelli senza senso, oggetti inesistenti e watermark svelano l’inganno.
Marco sarà pure fatto con l’IA, ma alcuni di noi sono ancora reali
Se anche tu sei un infermiere reale, devi sapere che anche “ECG Facile: dalle basi all’essenziale” di Dario Tobruk, con reale infermiere esperienza in cardiologia e divulgazione medico-scientifica, è un testo non generato da intelligenza artificiale, ma anzi che continua a ricevere un numero crescente di recensioni positive su Amazon, per la sua semplicità e chiarezza.
Se anche tu non vuoi farti fagocitare dall’insensatezza e dall’irrealtà ti consigli di prendere in considerazione l’opportunità di fare qualcosa di buono, (lo dirò un’ultima volta) e di reale. Imparare a interpretare l’elettrocardiogramma in maniera semplice e sicura.
È disponibile anche su MaggioliEditore.it. Questo manuale ti aiuterà a comprendere meglio i meccanismi del cuore e le sue funzioni. In generale, se sei interessato alla medicina e alla cardiologia, sarà un’ottima risorsa per apprendere le basi essenziali della lettura dell’ECG.
ECG facile: dalle basi all’essenziale
ECG facile
Quando un infermiere entra in un nuovo contesto lavorativo, viene investito da un’onda di gigantesche proporzioni di protocolli, nozioni, dinamiche, relazioni e migliaia di cose da sapere. Fortunatamente, però, la saggezza professionale insegna che le cose hanno, alla fine, sempre la stessa dinamica: prima è tutto difficile, poi diventa normale, e prima o poi le cose si faranno semplici. È un ciclo che si ripete. Quale che sia il reparto o il servizio, prima si affronterà la montagna e prima si potrà godere della vista incantevole dei picchi a fianco delle nuvole, e scendere a valle soddisfatti del cammino, pronti per la prossima sfida. L’interpretazione dell’elettrocardiogramma è una di queste sfide. Lo scopo di questo breve manuale è guidare il sanitario, per quanto sia possibile, verso il pendio più semplice da scalare, aiutandolo passo dopo passo ad acquisire gli strumenti per non cedere mai di fronte alle avversità. A differenza dei numerosi manuali di autoapprendimento all’interpretazione dell’ECG disponibili nelle librerie e sul mercato, questo testo non è stato pensato per medici, ma è scritto e pensato per il personale sanitario come l’infermiere o, se volete, il tecnico sanitario perfusionista o di radiologia, che ogni giorno si confrontano con questo meraviglioso strumento di indagine. Il manuale tra le vostre mani ha il solo scopo di farvi sviluppare un unico superpotere: saper discriminare un tracciato normale da uno patologico, sapere quando dovrete segnalarlo al medico, e possibilmente salvare la vita del paziente. Scusate se è poco! Dario Tobruk Infermiere di area critica, ha lavorato in Cardiologia e UTIC e si è specializzato in ambito cardiologico. Da sempre persegue l’obiettivo di occuparsi di informazione, divulgazione e comunicazione medico-scientifica. In collaborazione con la casa editrice Maggioli, ha fondato dimensioneinfermiere. it, che tuttora dirige.
Dario Tobruk | Maggioli Editore 2021
16.63 €
Marco ci riprova ma senza successo
Anche se notevolmente migliorata, la tecnica di creare infermieri che piangono non attira più gli stessi numeri di persone pronte a commuoversi, anche se un pubblico decimato è comunque ancora un numero enorme di persone esposte ai pericoli delle fake news.
Guardando l’immagine confrontata con l’esperimento di qualche mese fa, gli strumenti di IA si sono fatti più furbi più che aver migliorato la loro qualità. Nel nostro caso specifico:
- Non mostrano più lettere e loghi per evitare di mostrare lettere senza senso
- Riducono gli stereotipi, togliendo il fonendo-stetoscopio dal collo
- L’espressione meno contrita risulta più naturale
- I colleghi che percorrono il reparto non sono più anatomicamente deformi
E certo che non è un episodio isolato, ma un meccanismo rodato: storie plausibili, volti credibili, emozioni calibrate per generare interazioni. L’empatia diventa leva, la cura un pretesto narrativo. Non si informa più, in questa società per attirare l’attenzione è necessario performare.
Il rischio non è solo etico. È l’assuefazione alla finzione.
Quando le immagini create dall’IA diventano familiari, il confine tra reale e artificiale si assottiglia.
Oggi è un infermiere che non esiste e strappa un commento, un like e al massimo un iscrizione alla pagina buongiornissimo delle zie in pensione. Ma domani potrà essere un personaggio inventato, o peggio l’immagine di una persona nota, che diffonde bufale sanitarie o propaganda.
Marco non esiste. E il problema è che, ci interessa provare qualcosa, magari ci commuoviamo ma smettiamo di controllare.
La verità è lì, visibile a chi sa dove guardare. Ma se nessuno spiega a chi non ha strumenti, cosa guardare, stiamo condannando un enorme fetta della popolazione, e anche dei nostri pazienti, ad un enorme ondata di contenuti falsi e che potrebbero avere un impatto sulla loro vita, e quindi su quella di tutti noi.
Autore: Dario Tobruk (seguimi anche su Linkedin – Facebook – Instagram – Threads)
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