“Mi hanno scambiata per un uomo e non volevano farmi vaccinare”

Una parentesi piuttosto triste e imbarazzante è andata in scena ieri (15 giugno) presso ‘la Nuvola’, il Centro congressi dell’Eur di Roma (progettato dall’architetto Massimiliano Fuksas) che al momento rappresenta uno dei principali hub vaccinali della Capitale e del Paese.

‘Mi sembra evidente che non ti chiami Virginia’

Recatasi lì per effettuare la prima dose del vaccino anti Covid, una ragazza di nome Virginia si sarebbe vista mettere in dubbio il suo genere in modo piuttosto plateale. Mi ha detto non sei una donna, le ho dato il documento d’identità, cos’altro avrei dovuto fare?Ha riportato la ragazza in un video denuncia pubblicato da Repubblica.

Come specificato dalla giovane, “Al momento della presentazione dei documenti forniti dalla Regione Lazio, leggendo il nome sul documento un’infermiera coetanea mi ha osservata dicendo ‘guarda, sicuramente hanno sbagliato il foglio, perché mi sembra evidente che tu non ti chiami Virginia Morbidoni’ presupponendo il fatto che fossi un uomo, perché ho i capelli corti, mi vesto con i vestiti larghi e non mi trucco”.

‘Non è possibile che sei una donna’

A quel punto la sanitaria (siamo sicuri che fosse una infermiera?) avrebbe insistito e Virginia le avrebbe detto: “Sì guardi, mi chiamo Virginia Morbidoni, se vuole le dò il documento”. Niente da fare, però: Non è possibile non sei una donnaavrebbe seguitato l’infermiera, mortificando la ragazza.

Che, a seguito dell’increscioso episodio velato di discriminazione, si è sfogata così: “A parte di fatto che davanti potresti avere una persona che effettivamente ha delle problematiche, di disforia di genere, di non riconoscimento del proprio corpo, di non riconoscimento in un genere specifico, comunque non sono affari vostri, la base della discriminazione è proprio questa, il non farsi gli affari propri”.

‘Ci vuole empatia’

E ancora: Se mi incrociate e vi sembro un uomo non me lo dovete dire, stessa cosa vale se vi sto dando i miei documenti e vi sembro un uomo. Posso capire lo sbaglio iniziale che può essere in buona fede, ma se ti mostro un documento e tu sostieni il contrario cos’altro dovrei fare?

Soprattutto pensate che, se su dieci persone alle quali vi rivolgete in questo modo, a me non importa nulla, le altre nove magari ci stanno male. Ci vuole attenzione ed empatia nei confronti degli esseri umani”.

Autore: Alessio Biondino

“Vaccinatori, avete lavorato troppo e ora non possiamo pagarvi!”

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Infermiere di Emodinamica presso il Policlinico Umberto I di Roma e Redattore per Dimensione Infermiere (Maggioli Editore). Autore della raccolta di racconti "La suocera sul petto e altre storie vere" (Ianieri Edizioni, 2018), del romanzo "Buonanotte madame" (0111 Edizioni, 2014) e coautore del manuale di divulgazione scientifica "Assistenza respiratoria domiciliare - il paziente adulto tracheostomizzato in ventilazione meccanica a lungo termine" (Ed. Universitalia, 2013).

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