“Vaccinatori, avete lavorato troppo e ora non possiamo pagarvi!”

Cari operatori sanitari ‘vaccinatori’, grazie di tutto. Grazie per aver raddoppiato e anche triplicato i vostri sforzi, i vostri turni di lavoro e di aver praticamente azzerato le vostre vite private; oltre a rischiare, ovviamente, di contagiarvi (anche per chi è vaccinato una minima percentuale di rischio c’è, VEDI), di ammalarvi e di trasmettere l’infezione a chi amate.

Grazie infinite. Ma facendo due conti, ci siamo accorti che avete lavorato troppo. Perciò forse non possiamo pagarvi.

Cosa sta succedendo in Sicilia

È questo il tenore delle fondate voci di corridoio che, in questi giorni, saranno giunte all’orecchio degli operatori sanitari vaccinatori che stanno immunizzando la Sicilia a ritmi vertiginosi. E, chissà perché, nel mare di contraddizioni che qui in Italia si traducono quotidianamente in pittoresche realtà, non siamo affatto stupiti.

Parliamo di tanto personale, centinaia di operatori sanitari che hanno aderito con senso del dovere e entusiasmo all’invito rivolto dalle istituzioni nazionali e regionali per far fronte ad un impegno senza precedenti nella storia della sanità italiana: una campagna vaccinale di massa per abbattere un inaspettato virus che ha cambiato drasticamente le nostre vite.

La campagna vaccinale procede spedita

Grazie a questi instancabili lavoratori la campagna è diventata realtà e, dopo un periodo iniziale abbastanza complicato a causa dell’irregolarità nell’approvvigionamento dei vaccini e per seri problemi di organizzazione, è andata avanti a tutto gas.

E oggi, fortunatamente, dopo 6 mesi dall’inizio dell’immunizzazione di massa, si inizia a vedere la luce in fondo al tunnel: i casi diminuiscono, le terapie intensive si svuotano, i morti calano e la stagione calda in arrivo ci fa ben sperare; o almeno ci fa credere fermamente in qualche mese di tregua, così come avvenuto lo scorso anno (quando però i vaccini non c’erano).

Gli operatori adesso vogliono essere pagati, ma…

E a questo punto, giustamente, gli operatori sanitari che si sono immolati per la campagna vaccinale, coprendo turni di 12 e anche di 24 ore presso gli hub vaccinali, vorrebbero veder riconosciuto il loro sacrificio e essere finalmente pagati; come previsto dalla normativa nazionale che ha stanziato risorse ad hoc.

Ma, come denunciato dal sindacato CIMO-FESMED (che ha invitato l’Assessore della Salute Ruggero Razza ad attivarsi) in Sicilia ci sarebbero problemi in tal senso. Alcune aziende, per non pagare i lavoratori, starebbero infatti tirando fuori dal cilindro un pretesto che fa tanto arrabbiare quanto ridere (per non piangere): lo sforamento del tetto massimo dell’orario di lavoro ordinariamente previsto dalla normativa europea e dai contratti di lavoro.

L’ordinariamente previsto

Tradotto: la sanità è in mutande, non ci sono infermieri (VEDI) e non si sa a chi far vaccinare la popolazione. Quindi pregano in ginocchio i pensionati di tornare in prima linea per far fronte all’emergenza, convincono i lavoratori a fare turni aggiuntivi di 12-24 ore togliendogli il vincolo di esclusività, li spremono come limoni, ma poi… Non vogliono pagarli, aggrappandosi a quanto di ‘ordinariamente previsto’.

Peccato che in questo periodo, di ordinario, ci sia stato ben poco. E peccato che la stessa direttiva europea del 2003 preveda apposite deroghe in situazioni particolari, come ad esempio (ma guarda un po’…) per assicurare prestazioni necessarie e continuative nelle strutture sanitarie.

Vi sarà mica, da qualche parte, un qualsivoglia cavillo per non considerare il Covid compreso tra queste…?

Per gli operatori sanitari è sempre tutto complicato

Fa sorridere il fatto che siamo il paese delle 75.000 leggi (senza tenere conto di quelle regionali, comunali e dei regolamenti di enti e Autorità che ammontano a circa 160.000) e dei milioni di modi per aggirarle.

Eppure, quando si tratta di riconoscere qualcosa ai lavoratori della sanità, come per incanto diventa tutto complicatissimo e c’è sempre qualcuno che, inguaribilmente, prova a fare il furbetto. Sfoggiando, con incredibile disinvoltura, il solito braccino scandalosamente troppo corto.

Ci riserviamo di aggiornarvi qualora ci fossero eventuali sviluppi sulla vicenda.

Autore: Alessio Biondino

Vaccinatori: 6,16 euro per infermieri e farmacisti? Non è proprio la stessa cosa…

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Infermiere di Emodinamica presso il Policlinico Umberto I di Roma e Redattore per Dimensione Infermiere (Maggioli Editore). Autore della raccolta di racconti "La suocera sul petto e altre storie vere" (Ianieri Edizioni, 2018), del romanzo "Buonanotte madame" (0111 Edizioni, 2014) e coautore del manuale di divulgazione scientifica "Assistenza respiratoria domiciliare - il paziente adulto tracheostomizzato in ventilazione meccanica a lungo termine" (Ed. Universitalia, 2013).

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